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MISURATORI DI POTENZA

MISURATORI DI POTENZA



Focus sulla pedivella che ha fatto diventare il powermeter di casa Sram un device più semplice e più vantaggioso nel rapporto qualità/prezzo

 

Tutto ebbe inizio quando Jim Meyers, uno dei rappresentanti del team di triatleti statunitensi, ruppe il powermeter in dotazione. Si trovava a Kona, nella più vasta delle isole Hawaii, celebrata location degli amanti della triplice disciplina nonché ambientazione del big show: l’Ironman più famoso del pianeta.

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Al tempo, al giovane Jim – fresco di laurea in ingegneria meccanica al MIT – non giravano in tasca molti quattrini, quindi si rassegnò a riparare da sé il misuratore. Fu allora che nella mente di Jim Meyer cominciò a farsi strada l’idea che avrebbe potuto progettare e costruire la sua interpretazione del misuratore di potenza. Assieme alla moglie Meike fondò la compagnia Quarq Powermeter che, diversi anni più tardi, nel 2011, venne venduta a Sram.

Ci sarebbe da chiedersi cosa fece credere a Jim che l’idea di Quarq avrebbe potuto essere vincente, in altre parole cosa avrebbe potuto sviluppare di meglio, di nuovo o differente rispetto a quanto fatto fino ad allora.

Lui risponde così: “A quei tempi i protagonisti ben consolidati nel settore erano due: SRM e PowerTap. Il primo, preciso ma veramente costoso, il secondo dal costo molto più abbordabile. Ma entrambi afflitti da un limite: la cablatura che li collegava all’unità centrale. Così l’idea iniziale fu quella di progettare un sistema wireless basato sulla guarnitura che avrebbe avuto la stessa funzionalità del sistema SRM ma che avrebbe dovuto essere commercializzata ad un prezzo più in linea con il sistema Powertap”. Poi, siamo ai giorni nostri, questo evolse con l’uscita dello standard ANT+ (protocollo di comunicazione in grado di garantire l’interoperabilità di dispositivi di differenti marchi). Ora, nel 2017, i risultati di quel percorso si ritrovano in una nuova piattaforma di misura, la Quarq DZero, pedivella che ha fatto diventare il powermeter di casa Sram un device sostanzialmente più semplice e anche più vantaggioso nel rapporto prezzo/qualità.

 

 

 

La Quarq in edizione DZero annovera un numero di miglioramenti rispetto alla precedente unità di misurazione della potenza, pari ad almeno 150 punti documentati. Non solo, miglioramenti ci sono stati anche in termini di tecniche di costruzione, come l’utilizzo di robot nella fase produttiva, per raggiungere una elevata ripetitività e una migliorata qualità costruttiva generale.

Rinnovato è quindi il circuito di misurazione della potenza, che consente alla DZero di raggiungere un margine di errore dello 1,5%. Un avanzamento complessivo della tecnologia di impermeabilizzazione ha permesso di conseguire un livello IPX7 che nella scala internazionale dell’impermeabilità significa la possibilità di essere completamente immerso in 1 metro di acqua per una durata di 30 minuti. Infine non va dimenticato il sistema di misurazione AxCad, basato su di un accelerometro che fornisce il dato di cadenza senza richiede sensori o magneti addizionali.

In definitiva, la DZero propone quattro punti cardine:

 

1 Potenza misurata separatamente per le gambe. Ereditando questa prerogativa dal precedente modello Elsa, la DZero è in grado di misurare e monitorare la potenza generata individualmente dalle gambe, evidenziandone la percentuale di attività, il cosiddetto Power Balance. Meyer sostiene che il dato è ottenuto attraverso una misurazione partizionata in due tempi: la coppia di torsione generata nella prima metà della rivoluzione dei pedali comparata a quella prodotta nella seconda metà. Una caratteristica di serie per la Dzero, anche se talvolta è offerta dai competitori a fronte di un incremento del prezzo di acquisto.

 

 

 

2 Compatibilità della comunicazione dati. L’aggiornamento a cui è stato sottoposto la DZero ha riguardato anche l’addizione del sistema di comunicazione Bluetooth LE, che si aggiunge al preesistente protocollo ANT+ e che, in definitiva, annulla completamente la diatriba su quale protocollo sia preferibile utilizzare per consentire al sistema di interfacciarsi correttamente alla “head unit” centrale.

 

3 Facilità di impiego. Pochi giri di contropedalata (solo tre) e i lampeggi dei led (nella DZero di tipo multicolore), informano del risultato del check al sistema, stato di salute della batteria compresa. Nello stesso modo si ottiene anche l’azzeramento manuale. La tecnologia detta Omnical (sostanzialmente basata su delle viti autocentranti) corre in soccorso a chi desidera sostituire gli ingranaggi anteriori senza compromettere l’accuratezza del sistema. La nuova applicazione Qalvin, per iOS e per Android, permette di impostare il sistema utilizzando qualsiasi telefono cellulare, di fissare lo Zero Offset, di controllare lo stato della batteria, eseguire la  diagnostica e l’aggiornamento del firmware. La già conosciuta batteria standard a pastiglia CR2032 fornisce energia al sistema per 200 ore di lavoro (anche di più, ma dato per via conservativa), e permette di essere sostituita a mano, cioè senza l’ausilio di attrezzi.

Inoltre, l’unità DZero arriva equipaggiata della compensazione 10K, una sorta di insensibilità alle influenze ambientali rispetto al rilevamento della potenza, che attiva circa 10000 punti dati assicurando una continua elevata accuratezza a qualsiasi temperatura “ciclabile” da 0°C fino a 54,4°C.

 

4 Compatibilità con la maggior parte degli standard più diffusi della scatola movimento, a partire da quelli con cui l’azienda ha precedentemente lavorato, ed in particolare BB86EVO.

Al modello contrassegnato con i colori di bandiera del produttore: Quarq DZero Etap Carbonio, nell’omonimo materiale e siglato con il marchio Red (929,00 euro), si affianca la disponibilità dell’opzione Quarq DZero Alluminio (779,00 euro), che propone le stesse caratteristiche tecniche (eccettuato il materiale) e si candida a montare le corone a 5 bulloni della maggior parte dei produttori (sia 10V che 11V, 1X e 2X), con le uniche eccezioni delle corone Campagnolo e Shimano 11V del nuovo DuraAce 9100.

La DZero alluminio si presta bene a tale scopo anche graficamente, perché dotata di una scritta  limitata al solo nome del misuratore: Quarq.

Infine l’opportunità di allenarsi monitorando la potenza anche in ambito MTB. Qui la pedivella DZero assume le forme della XX1 Eagle Carbonio (979,00 euro) distribuita in esclusiva da Beltrami. Braccio Carbon Tuned e spider in alluminio, si adatta a dovere a movimenti centrali con standard GXP, Press Fit GXP, BB30, Press Fit 30 e Bbright. Ancora una opportunità: della DZero è disponibile anche solo lo spider, il cuore del sistema, nelle due versioni con interfaccia tradizionale e nella versione Boost, a 729,00 euro. 

 

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