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NOI FISSATI DI CICLISMO

NOI FISSATI DI CICLISMO



La storia di Pietro Nascimbene, El Peder; ricordi di Fausto Coppi e del Bondone fatto in macchina.

E 26 Comuni che si siedono ad un tavolo e stringono un patto per valorizzare il territorio tramite percorsi ed una ciclostorica che diventa permanente.

 

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Scatto fisso. Ci siamo. Si riprende. Si pedala. Senza freni. Con tanta emozione, quella di ogni volta che prendiamo in mano la bici e via. Non crediate che questa rubrica sia per i “fissati” della…fissa. Che pur ci piacciono come i fissati della bicicletta. Come siamo noi. Niente di tutto questo. L’Editore e il Direttore di InBici promette che quando sarà l’ora si aprirà anche una parentesi dedicata. Alla fissa.

Nel frattempo, eccoci qui con #ScattoFisso, che riprende corpo e parole e pedali con l’obiettivo di creare un angolo di mondo che pedala in modo vario anche e soprattutto lentamente. Con passione. Con curiosità. Un pizzico di cultura. Sguardo avanti ma anche indietro, sempre coi piedi per terra, nello spazio e  nel tempo. Per non perdere pezzi di passione qua e là. Per essere pedalatori lenti o veloci, in salita o in discesa, per sport o per turismo, comunque gente che ha il piacere del sapere. Del curiosare. Qua e là.

 

A PROPOSITO DI TEMPO. Che passa, scatta e non lo fermi più. Quello di Pietro Nascimbene è un tempo che dura 85 anni. Ottantacinque anni, per uno degli ultimissimi gregari di Fausto Coppi. Pietro, El Peder, vive a Borgoratto Mormorolo, in Oltrepo Pavese, arrampicato su una collina. Lui che è di Montalto Pavese, nato il 22 febbraio di 85 anni fa, lui che dal ciclismo è rimasto deluso, ferito, conquistato, abbandonato ma si è fatto volere bene e tanto: siamo andati a trovarlo nel giorno del suo compleanno ed è stata subito grande festa. Per molti anni Nascimbene ha chiuso la porta ai ricordi. Poi l’ha riaperta, complici veri amici di ieri e di oggi – Remo il collezionista di cose rare e bellissime di ciclismo, Erminio l’ex panettiere del “quartiere” Oltrepo (quando il pane si portava su e giù con la bici e pedalare). Ora, anche grazie a questi amici, qualche volta Pietro parla del ciclismo che fu. Del suo. Che è anche quello di Fausto Coppi. Il nostro. Quello eroico, insomma, quello che non finisce mai: quello che “si faceva fatica in salita ma anche in discesa con quelle strade”, racconta Pietro. Quello che non si scorderà mai “come la tappa del Bondone, tragedia e commedia, con troppa gente finita in cima grazie a qualche passaggio in auto di troppo”, quello di tante discese all’impazzata senza paura su strade bianche (o nere a seconda del punto di vista), “qualche volta in scia a Fiorenzo Magni, che in discesa era un califfo”, ma anche lui, el Peder se la cavava bene e a maggior ragione con quel mostro sacro davanti a fare la traiettoria Nascimbene prendeva ancora più coraggio…

 

RUOTE E COLLI. DI COPPI – Restando in tema e in zona. Sabato 28 febbraio, a Tortona, provincia di Alessandria, gli organizzatori de LaMitica, ciclostorica che si corre a fine giugno sui Colli Tortonesi, hanno organizzato una riunione molto speciale. Dopo aver costruito un evento di rilevanza sovralocale, come LaMitica Ciclostorica per i Colli di Serse e Fausto Coppi, e a chiusura di una prima fase di lavoro il Comitato Colli di Coppi, ha organizzato presso la Fondazione Cassa di Risparmio di Tortona la presentazione del progetto del Parco del Ciclismo dei Colli di Coppi, un progetto che nasce come azione spontanea di un gruppo di appassionati di ciclismo nel 2009, sviluppando l’idea attorno all’obiettivo di far crescere la mobilità ciclabile e il cicloturismo nel territorio vocato per tradizione a tale pratica sportiva: i Colli di Serse e Fausto Coppi.

 

 

Certamente LaMitica è stato l’evento capace di catalizzare l’attenzione verso il nostro territorio, di un folto pubblico di simpatizzanti, dei media di settore e non solo, ma anche di operatori del settore turistico, così come gli eventi collaterali quali “Bellezze in Bicicletta-Tortona Retrò”, Gli Incontri Cicloletterari a Castellania o la partecipazione de LaMitica ad altri eventi “fuori porta” hanno riacceso l’interesse attorno alla bicicletta intesa come mezzo di trasporto, veicolo di cultura, stile di vita. E naturalmente hanno portato sotto una nuova luce il nostro territorio e le sue qualità paesaggistiche, sportive, culturali ed enogastronomiche. Di grande importanza però è stato anche il lavoro svolto parallelamente attraverso il coinvolgimento crescente dei comuni del territorio che ha permesso di sottoscrivere un protocollo d’intesa con 26 Comuni, per la “Valorizzazione degli Itinerari Cicloturistici dei Colli di Coppi”. Il tutto come atto finale di un percorso condiviso tra Workshop, World Café, incontri e tavoli di lavoro allo scopo di lasciare un segno permanente tracciando, insieme a tutti gli attori coinvolti, un percorso progettuale futuro da concertare e quindi da consolidare. L’incontro ha coinvolto soprattutto gli amministratori pubblici e gli operatori economici del territorio, esperti ed addetti ai lavori, per fornire una serie di strumenti conoscitivi al fine di comprendere definitivamente il progetto del Parco del Ciclismo attraverso la genesi e lo sviluppo dell’idea dei Colli di Coppi e la nascita de LaMitica da evento ciclostorico a percorso permanente. Non è solo un tuffo concreto nel passato ma anche un vero “racconto” delle potenzialità di luoghi unici con tanto di analisi dell’impatto economico del cicloturismo sulla piccola e grande scala.  Il Parco del Ciclismo dei Colli di Coppi dovrà alimentare per collegarsi alle reti ciclabili regionali e alle grandi ciclovie europee, partendo proprio dalle vicine Lombardia, Emilia Romagna e Liguria. Questa è solo la partenza. Per un turismo che “E pur si muove”. In bicicletta. #cipiace

 

Fonte  LUCIANA ROTA Copyright © INBICI MAGAZINE

Credit:  Photo © Emme Emme

 

LaMitica 05
LaMitica 08 (la rampina) Photo © Emme Emme
   

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