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PALADIN. UNA FAMIGLIA CON LA PASSIONE PER IL CICLISMO NEL SANGUE

Giornalista Sportivo, esperto di ciclismo professionistico e inviato speciale per Inbici News 24


Anche nel giorno di Pasqua non rinunciano ad una pedalata mattutina ed è proprio in sella alla loro bici, a poche ore dalla partenza del Trofeo Piva, che abbiamo incontrato una famiglia che il ciclismo l’ha nel sangue. Stiamo parlando dei Paladin e nello specifico di papà Lucio, mamma Carmen e Asja. Assente più che giustificata Soraya, impegnata a correre il Giro delle Fiandre in Belgio.

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È il capofamiglia a raccontare di come questo sport sia fortemente legato alla loro vita: “Una passione che stiamo condividendo con le nostre due figlie da quando a sei anni hanno dato le loro prime pedalate. Le abbiamo seguite e loro hanno sempre corso soprattutto divertendosi. Sono arrivati anche dei risultati prestigiosi ma per noi genitori la cosa più importante è stata che il ciclismo ci ha dato una mano ad educarle. Questo sport è una vera scuola di vita”.

Ho molti ricordi positivi ma le stagioni di ciclocross mi sono rimaste nel cuore – continua – perché le abbiamo vissute come una festa. Forse è stato il periodo più bello perché ogni domenica andavamo alle corse e condividevamo la giornata con le altre famiglie. Anche se avversari in corsa, fuori si era amici”.

Dopo aver ascoltato le parole del padre, Asja interviene per ripercorrere i suoi primi anni in sella: “Quando ero bambina prima di ogni gara piangevo perché soffrivo di ansia da prestazione. Appena partivo però riuscivo a tramutare quest’ansia in energia, arrivando davanti a tutti il più delle volte”.

“Con mia sorella ho sempre condiviso allenamenti e percorso di crescita. Soraya è sempre stata un punto di riferimento per me. Anche durante le competizioni, pur non essendo compagne di squadra, abbiamo sempre cercato di darci una mano a vicenda”. A conferma di un forte legame Asja aggiunge: “Non è facile seguire le corse di mia sorella, a volte faccio più fatica io di lei mentre la guardo perché mi sento coinvolta, soprattutto quando sai che può puntare al successo. Cerco di spingerla col pensiero alla vittoria”.

Gent Wevelgem 2021 – Women – Ypres – Wevelgem 141,7 km – 28/03/2021 – Soraya Paladin (ITA – LIV Cycling) – photo PhotoGomez Sport/BettiniPhoto©2021

Anche papà Lucio racconta di come tutta la famiglia si senta coinvolta nel tifare Soraya e mentre lo fa mamma Carmen sorride e con un cenno del capo conferma le sue parole. “Nel limite del possibile abbiamo sempre seguito le corse dal vivo e ora, per via della situazione pandemica, le guardiamo in TV. Percepiamo l’ansia e la tensione anche in queste occasioni. Quando, in una delle ultime corse, Soraya si trovava in fuga con Elisa Longo Borghini, ho controllato i miei battiti che erano saliti a 120! Sono delle sensazioni indescrivibili”.

Non un successo in particolare da ricordare. “Avere due figlie che ottengono ottimi risultati, entrano nel professionismo e indossano la maglia della Nazionale penso sia la somma di importantissimi traguardi, più importanti di un singolo trionfo. Tutta la loro carriera è un successo. Auguro a tutti i genitori di provare la stessa soddisfazione che sentiamo io e mia moglie”.

In conclusione Asja, che oggi lavora nel settore delle assicurazioni ma che non manca di dedicare del tempo a dei progetti ciclistici, riporta i ricordi più piacevoli che questa passione per le due ruote gli ha lasciato: “La gara più bella che ho corso è stata quella di San Sebastian, non per il risultato ottenuto ma per la presenza di pubblico. Spero che in futuro le gare femminili possano ottenere maggiore visibilità e essere seguite come in quell’occasione da tanta gente. A livello prestazionale invece porterò sempre nel cuore il 14esimo posto alla Freccia Vallone. Ero stremata agli ultimi duecento metri e ho avuto il coraggio di non mollare, rialzandomi sui pedali”.

a cura di Davide Pegurri ©Riproduzione Riservata-Copyright© InBici Magazine

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