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PARIGI ROUBAIX

PARIGI-ROUBAIX


Mancano due giorni alla 113esima edizione della Parigi-Roubaix, terza classica monumento stagionale. Oltre 50 chilometri di pavè sui 253 totali. Una corsa per veri e propri gladiatori, che si snoda sulle strade della campagna francese tra Compiegne e il velodromo proprio di Roubaix.

 

 

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Per l’Italia le possibilità di salire sul gradino più alte del podio sono ridotte al lumicino, ma la corsa sarà come al solito imprevedibile e in tanti possono provare a conquistare le prime posizioni sul traguardo. Filippo Pozzato, dopo aver faticato tra Harelbeke, Gand e La Panne, sembra aver ritrovato un buon colpo di pedale smarrito a causa di un virus che l’aveva colpito nelle scorse settimane. Dopo un Giro delle Fiandre corso in seconda fila, nella Regina delle Classiche ci si aspetta una corsa da protagonista per l’alfiere della Lampre-Merida. Il suo miglior risultato da queste parti è un secondo posto nel 2009, ma non entra nei migliori 10 dal 2010. La marea potrebbe finalmente essere mutata? In caso di volata ristretta, specialmente dopo una gara di questo tipo, potrebbe dire la sua, ma sarebbe essenziale presentarsi al velodromo senza le ingombranti presenze di Kristoff e Degenkolb, rispettivamente vincenti al Fiandre e alla Sanremo. Per farlo, servirà usare anche la testa.

 

Sembrano minori le possibilità degli altri azzurri. Saranno poche anche le possibilità di fare la propria corsa per Matteo Trentin. Con Niki Terpstra, Zdenek Stybar e Stijn Vandenbergh in squadra la Etixx-QuickStep potrebbe sacrificare l’azzurro. Oppure, il trentino potrebbe tenersi nascosto cercando di galleggiare nel primo gruppo: in volata è sempre molto competitivo dopo gare impegnative, come ha dimostrato anche ad Harelbeke precedendo Kristoff nello sprint per il secondo posto.

 

Daniel Oss potrebbe invece essere la seconda punta della BMC. Van Avermaet, però non offre particolari garanzie e l’azzurro potrebbe fare la propria corsa. Difficile valutare le sue possibilità in questa corsa: mai è andato forte come quest’anno e la Roubaix potrebbe essere la corsa lui più adatta. Fino ad ora ha sempre stupito e potrebbe continuare a farlo. Un attacco a media gittata potrebbe essere il suo jolly.

 

Luca Paolini, invece, dovrebbe essere chiamato al ruolo di angelo custode per Alexander Kristoff, forse il favorito numero uno della corsa, in Katusha. La sua esperienza, però, potrebbe suggerirgli anche il momento giusto per fare la differenza, come ha dimostrato alla Gand.

 

 

Fonte www.olimpiazzurra.com

gianluca.santo@olimpiazzurra.com

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