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PEDALANDO NEL DELTA DEL PO

PEDALANDO NEL DELTA DEL PO


Nel regno del birdwatching e del turismo slow, tra Comacchio e Ferrara, negli antichi terreni della Signoria degli Estensi, una lunga pista ciclabile disegnata dalla natura

 

La natura non ha fretta, eppure tutto si realizza

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(Lao Tzu)

 

Una foce non è mai un territorio banale. L’intreccio secolare fra terra e acqua, fiume e mare, l’inconsueto e – per certi aspetti – ineluttabile incontro fra paesaggi così diversi crea un affresco suggestivo, come una tela disegnata dai colpi di pennello di un artista naif.

Sul piano naturalistico, il delta del Po – recentemente designato dall’Unesco “Riserva di Biosfera” – è un luogo unico al mondo. E’ qui che gli uccelli migratori trovano ristoro dai lunghi viaggi. E’ qui che le anguille, dopo essere scampate ai predatori dell’oceano, come attirate da una forza mistica, tornano per compiere il loro ciclo vitale.

In questo luogo sospeso fra gli elementi, l’asprezza della natura del territorio si amalgama alla cultura, in un binomio inscindibile che lascia il visitatore dolcemente ammaliato.

La vera bellezza, si sa, non è “cibo da fast food”; va assaporata lentamente, lasciando che ogni “boccone” riempia gli occhi e il cuore. Per non perdersi nulla di questi panorami mozzafiato, il mezzo migliore per visitare il reticolo di sentieri incastonati nel Parco del Delta resta la bicicletta. 

Un viaggio ideale può partire dalle bellezze rinascimentali del centro storico di Ferrara e dirigersi poi verso Argenta, lungo i 40 chilometri del Po di Primaro, attraversando una campagna in cui è ben visibile il lavoro primordiale degli uomini che l’hanno strappata alla palude, fino a raggiungere le oasi verdi e le lagune in cui molte specie animali trovano il loro habitat naturale.

 

le valli del delta del Po

 

Il Ponte dei Trepponti è certamente il monumento più noto e suggestivo di Comacchio e, dopo averlo ammirato come merita, si può imboccare l’itinerario circolare (adatto anche a famiglie con bambini) che, attraverso Lido di Spina e Lido degli Estensi, raggiunge l’abitato di Porto Garibaldi, prima di chiudere idealmente l’anello – dopo 30 chilometri sui pedali – nella città famosa per le anguille. 

Oppure si può salire in sella all’ombra dell’imponente Castello Estense della Mesola e proseguire attraverso il Gran Bosco, nella speranza di avvistare i numerosi daini e cervi che hanno fatto di questa foresta la loro “tana”, per poi costeggiare il Po di Volano fin dove le acque dolci si mescolano a quelle dell’Adriatico.

I cicloturisti esperti invece hanno nella “Destra Po” la loro via maestra. I 125 chilometri da Stellata a Gorino Ferrarese sono la pista ciclabile più lunga d’Italia e fanno parte della “Mediterranean Route”, l’itinerario europeo che va dalla spagnola Cadice ad Atene.

Lungo il tragitto sono numerose le attrattive che premiano la fatica dei turisti/atleti: i pioppeti si aprono lasciando posto a piccoli borghi affascinanti, le Rocche costruite dalla dinastia Estense dominano una pianura che è tutt’altro che piatta nella sua continua diversità e il tutto è scandito dal lento incedere del grande fiume.

Non stupisce affatto perciò che molti scelgano di dividere in tappe il percorso, pernottando nei numerosi agriturismi della zona che permettono di assaporare le specialità della cucina ferrarese e alternando alla ciclovia escursioni in battello per scoprire il territorio anche da una prospettiva diversa.

Per questo il Parco del Delta è una meta cicloturistica ideale sia per le famiglie che per chi viaggia in solitaria: perché qualunque sia il percorso scelto – dietro a un canneto o sull’altra sponda del fiume – ci sarà sempre una sorpresa ad attendervi.

 

Foto di copertina: La ciclabile fiancheggia la Rocca Possente di Stellata Simbolo di Bondeno

 

a cura di Gianluca Comandini iNBiCi magazine

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