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SALUTE E BENESSERE

SALUTE E BENESSERE



Siamo nel pieno della stagione estiva e molti di noi approfittando delle giornate lunghe e calde e dei chilometri macinati nei mesi primaverili, si dilettano in escursioni e percorsi che richiedo molte ore in sella. 

 

 

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L’aumento dell’intensità e della durata degli allenamenti, le condizioni climatiche e altri fattori soggettivi, concorrono spesso a determinare conseguenze dermatologiche nelle zone di contatto della cute con i materiali utilizzati durante la prestazione.

I piccoli problemi cutanei a cui può andare incontro il ciclista, soprattutto nelle zone perineali e perianali, sono di tipo infettivo e si possono presentare sottoforma di foruncolosi, micosi e dermatiti da contatto.  La causa principale è la combinazione dell’azione della sudorazione, abbondante in questa zona, e dello sfregamento della cute sulla sella.

 

Senza entrare troppo nel dettaglio di argomenti che interessano più da vicino specialisti dermatologi, la foruncolosi è un’infezione cutanea che colpisce il follicolo pilifero, dovuta a un batterio che si manifesta con un nodulo duro, a volte doloroso ed arrossato che sviluppa alla sommità una pustola contenente materiale purulento, per l’appunto chiamato foruncolo. Questo tende a guarire spontaneamente quando si apre, consentendo la fuoriuscita del pus e l’eliminazione della pellicola che lo riveste internamente. A questo punto, più o meno rapidamente, la pelle guarisce. I foruncoli, in linea generale, non devono mai essere schiacciati, come spesso si è portati a fare. L’apertura spontanea del foruncolo consente l’eliminazione di quella pellicola che riveste l’interno del foruncolo, cosa difficile quando si cerca di svuotarlo anticipatamente e forzatamente. Utile è, invece, facilitare la fuoriuscita del pus con applicazioni caldo-umide oppure ricorrendo a preparati medicamentosi che ne facilitano l’apertura, previo consulto con il vostro specialista di fiducia. Se la foruncolosi è occasionale e limitata con le dovute norme igieniche, e tale da non richiedere intervento specialistico, puo’ essere trattata con formulazioni per uso topico a base di preparati naturali altamente biodisponibili (fitosomiali) quali l’acido 18-beta-glicirretico, lo zanthalene, l ‘olio essenziale di Melaleuca alternifolia (Tea tree) dalle note proprietà antibatteriche e antimicotiche , il bisabololo estratto da piante tipo la camomilla e la curcumina estratta dalla Curcuma Longa, dalle spiccate proprietà antinfiammatorie .

 

Per micosi s’intende invece una situazione patologica sostenuta da funghi e può comparire in aree differenti del nostro corpo. Per questo tipo di patologia, è bene rivolgersi al proprio medico e specialista, per individuare il tipo di fungo e la giusta terapia, i prodotti appena citati, in particolare il Tea Tree, possono comunque essere utilizzati in maniera complementare a supporto delle terapie tradizionali in un’ottica di prevenzione e per facilitarne la guarigione.

Le dermatiti che colpiscono il ciclista, in genere sono dovute al contatto tra i materiali e la pelle, e ovviamente il sudore, e si manifestano con eruzioni cutanee pruriginose, caratterizzate da rossore e a volte vescicole. Per prevenire queste fastidiose situazioni, si possono utilizzare alcuni accorgimenti, primo fra tutti l’utilizzo di indumenti tecnici che permettono una traspirazione ottimale consentendo un maggior confort della persona, in secondo luogo a questi possiamo senza dubbio associare  preparati erboristici e dermocosmetici che ci aiutano nella prevenzione dello sfregamento, aumentando la lubrificazione, riducendo la carica batterica e proteggendo la pelle sensibile.

Questi contengono diversi principi attivi di origine naturale e non, quali ad esempio il più noto ossido di zinco, dalle proprietà lenitive, antimicrobiche e adsorbenti. Lo troviamo nelle formulazioni classiche di pasta all’acqua a diversa percentuale, che si possono reperire comodamente in farmacia. Tra i preparati fitoterapici per uso topico buoni risultati si ottengono con derivati del Cardiospermum halicacabum . L’estratto secco del Cardiospermum possiede un’attività antinfiammatoria attribuita alla regolazione della fosfolipasi A2 (un mediatore dell’infiammazione) e alla stabilizzazione della membrana lisosomiale. Sembra inoltre dotato di una attività selettiva verso un altro importante mediatore dei processi infiammatori la ciclossigenasi inducibile (COX-II). Per ridurre i processi pruriginosi citiamo invece il Lithospermum erythrorhizon il cui estratto secco ricco in Shikonin, sostanza attiva fondamentale per l’attività, è in grado di inibire il rilascio di istamina dai mastociti. Vanta anche attività inibitoria verso le lipossigenasi. Grazie a questi due meccanismi svolge una valida azione antipruriginosa.

 

Da utilizzare sia prima sia dopo la prestazione, sono validi i preparati in gel, soprattutto in estate, tra i quali citiamo l’aloe, dalle proprietà idratanti e lenitive, e la Mimosa tenuiflora , nota fin dal tempo dei Maya come “albero della pelle” per le sue proprietà curative nei confronti di ustioni e disordini vari . Grazie al suo contenuto in flavonoidi, tannini ed oligoelementi è in grado di incrementare la resistenza degli endoteli, di contrastare la degradazione delle membrane cellulari da stress ossidativo, di intervenire positivamente nella differenziazione cellulare dei tessuti e di inibire la crescita batterica. Tutto ciò favorendo i processi rigenerativi della pelle. Infine per completare l’azione preventiva e curativa, è bene mantenere sempre un alto livello d’igiene utilizzando quotidianamente detergenti non aggressivi a pH neutro, per pelle sensibile che rispettino il più possibile il film idrolipidico della pelle e dopo l’attività fisica un detergente con un opportuno antibatterico, soprattutto per le zone a più alto rischio d’infezioni.

 

Fonte Dr. Alessandro Gardini Responsabile Reparto Sport e Nutrizione Farmacia del Bivio

alessandrogardini@gmail.com – Copyright © INBICI MAGAZINE

 

Nella foto il  Cardiospermum

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