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SCANDALO DOPING

SCANDALO DOPING


Mattia Gavazzi è risultato positivo alla cocaina per la terza volta nella sua carriera. Il campione è stato prelevato lo scorso 10 luglio quando il corridore della Amore & Vita era impegnato nel Giro del lago Qinghai in Cina (sesta tappa) dove poi ha vinto quattro frazioni: ottava, decima, undicesima e tredicesima. 

 

 

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Il velocista lombardo non cerca scuse, spiegando alla Gazzetta dello Sport la situazione e il problema: “Bah, cosa devo dire ora. Più chiaro di così…. Non ho molto da aggiungere, è difficile parlare. Del resto, chi era vicino a me lo sapeva molto bene del mio problema. Chi mi aveva in squadra ha fatto moltissimo per aiutarmi sapendo che da un attimo all’altro ci sarei cascato dentro di nuovo. Ho rivisto un brutto momento. Da tre anni vivevo con una ragazza, a Varese. Tre giorni prima della partenza per il Qinghai ci siamo lasciati, e sono esploso. Fino a dicembre ho fatto l’asino, mi sono rifugiato ancora là. Questo è il risultato. Però io scuse non ne voglio, giustificazioni neppure. Vi chiedo solo un minimo di rispetto, di misura. In fondo non ho fatto del male a nessuno, anche se questa è una bella mazzata per tutti”.

 

Per Gavazzi questa nuova infrazione al regolamento antidoping significa quasi certamente una squalifica a vita, anche se è lo stesso corridore di Iseo a vederla quasi come una liberazione: “È la cosa migliore, quella giusta. Anzi forse così mi sono tolto anche un peso. In gran parte il ciclismo mi ha sfasato. La vittoria è spesso un’illusione, un mezzo risultato diventa un abbaglio, ma non ti dà equilibrio. Ora devo pensare ad una nuova vita, alla mia vita in una giusta dimensione. Ho bisogno di più equilibrio, di maggiore stabilità. Per ora sono devastato“.

 

I primi a chiamarmi sono stati due corridori – aggiunge Gavazzi svelando un retroscena alquanto inquietante – Hanno paura di essere beccati anche loro. Dalla mia ultima dose alla positività ci sono undici giorni. Ora capisco quello che può essere successo a Paolini“.

 

 

 

Riccardo Zucchi

 

SpazioCiclismo

 

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