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“SHIP TO CYCLE”, IL TRASPORTO BICI SENZA PENSIERI


E’ riduttivo definirli dei semplici “corrieri” perché i servizi di “Ship to Cycle”, dalla logistica alle garanzie, sono molto più profilati ed esclusivi.

Dopo una consolidata esperienza nel mondo motoristico, al servizio di eventi di portata planetaria come il MotoGp o il Mondiale di Superbike, l’azienda“SEL” (acronimo di Sport & Events Logistics) è approdata nel mondo del ciclismo con un servizio innovativo “porta a porta” per trasportare biciclette in modo rapido e sicuro in tutto il mondo.

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Il servizio è dedicato a tutti gli appassionati di ciclismo (professionisti, amatori e cicloturisti) che – per ragioni agonistiche o di vacanza – hanno la necessità di trasportare la propria bicicletta da una destinazione all’altra in maniera protetta.

Per presentare questo servizio di trasporto a cinque stelle abbiamo rivolto qualche domanda a Giada La Marca, responsabile marketing e comunicazione Ship To Cycle.

Giada, ci spiega la filosofia di “Ship to Cycle”?

“L’idea è quella di offrire un servizio ‘premium’ che, grazie ad una formula ‘all-inclusive’, sollevi dallo stress del trasporto e limiti al massimo il disagio del trasferimento”.

Come si accede al servizio?

“In modalità online prenotando sul sito shiptocycle.com. E’ sufficiente inserire i dati di partenza e destinazione, fissare la data della consegna, smontare la propria bicicletta, riporla nell’apposito imballo scelto, normalmente un bike box, e attendere l’arrivo del corriere. Al resto ci pensa Ship to Cycle”.

Qual è il valore aggiunto del vostro servizio?

“Per garantire un’assoluta precisione e puntualità nelle consegne noi ci affidiamo solo ai migliori corrieri internazionali. La spedizione è completamente tracciata, in qualsiasi istante, è possibile sapere in tempo reale dove si trova la bici”. 

Del resto, per chi è abituato a trasportare la moto di Valentino Rossi in tutto il mondo non dev’essere troppo complicato trasportare una bicicletta?

“Per la verità i nostri standard di qualità prescindono dal valore economico dell’oggetto trasportato. Che nell’imballaggio ci sia una supercar, una moto o una bicicletta da poche centinaia di euro, le nostre procedure non cambiano. L’obiettivo, in ogni spedizione, è rispettare ciò che promettiamo, ovvero il trasporto del bene in maniera sicura, affidabile e garantita”

Anche perché i ciclisti, in quanto a pignoleria, non li batte nessuno…

“Sì, ci siamo accorti subito dell’attenzione maniacale con cui il ciclista maneggia la propria bicicletta. L’ansia e la cura col quale ci affidano il loro mezzo, l’amore simbiotico che nutrono verso la bicicletta è un qualcosa che francamente non abbiamo mai visto in nessun altra disciplina”.

Come è nata l’idea di entrare anche nel mondo del ciclismo?

“Lo sport è sempre stato il core-business di SEL, dunque era da tempo che, in una logica di progressiva espansione dei nostri mercati, avevamo pensato al ciclismo. La svolta c’è stata all’incirca quattro anni fa quando siamo entrati in contatto con la Federazione del Triathlon che ci ha fornito un’idea sulle effettive esigenze, le opportunità e le potenzialità di questo segmento. A quel punto l’estensione alle altre discipline del ciclismo è venuta quasi naturale”.

Trasportate biciclette in tutti i paesi del mondo?

“Assolutamente sì. Abbiamo ovviamente delle mete abituali e dunque lavoriamo molto con Italia, Europa, Australia, Nord America e Sud Africa, ma il nostro è un approccio da ‘problem solving’, dunque anche per le mete più inconsuete siamo in grado di fornire sempre una risposta affidabile”.

Il servizio è dedicato solo ai team o anche al ciclista individuale?

“Il servizio nasce principalmente per il cliente finale, dunque ben vengano le richieste individuali. Negli anni poi ci siamo resi conto che, molto spesso, i ciclisti per svariate ragioni si muovono in tanti e dunque, oltre a quelle personali, abbiamo iniziato a ricevere anche richieste da parte di gruppi”.

Qual è la filiera del trasporto?

“Esattamente quella del ‘door to door’. Dunque, il corriere viene a casa tua, ritira la bicicletta già imballata e la recapita esattamente all’indirizzo del luogo indicato. Chi spedisce non deve preoccuparsi del trasporto, delle coincidenze aeree o di sorprese inattese. L’unica eccezione è l’imballaggio…”.

Che dunque dev’essere a cura del mittente…

“Esattamente. In futuro la valigia porta bici potrà essere acquistata, come servizio accessorio, attraverso la nostra piattaforma, ma ad oggi dev’essere ancora reperita esternamente. Resta responsabilità del mittente quella di smontare la bici e imballarla. A tal riguardo, sul nostro sito, c’è una sezione in cui vengono indicate le regole basiche per impacchettare il mezzo in maniera ottimale”.

I trasporti sono coperti da assicurazioni?

“Certo. Al di là delle garanzie standard offerte dai corrieri, per i più apprensivi, sono a disposizione anche delle polizze dedicate che coprono qualsiasi eventuale danno alla bicicletta fino ad un massimo di 15mila euro di valore. Sono le classiche polizze ‘peace of mind’ che noi oggi tradurremmo con ‘stai senza pensieri’. Che è un po’ il nostro slogan aziendale”.

Per qualunque informazione e servizio dedicato è possibile contattare il servizio clienti a: info@shiptocycle.com

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