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SICUREZZA IN GARA 13

SICUREZZA IN GARA


Sempre più frequenti i casi di utilizzo improprio dei dispositivi di segnalazione, ma a breve certe negligenze potrebbero costar caro

 

Quante volte, sul percorso delle gare ciclistiche, specie nelle granfondo, notiamo un dispiegamento di personale agli incroci con le casacche di tutti i colori e recanti la scritta “Scorta Tecnica”?

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Al di là di ogni folklore, è arrivato il momento di spiegare con chiarezza come si utilizzano le dotazioni che vengono fornite agli uomini della scorta, perché i controlli da parte delle forze dell’ordine, a breve, saranno sempre più frequenti e, nel caso di errori, potrebbero arrivare anche pesanti sanzioni.

In questo articolo cercheremo dunque di tracciare la linea di confine che separa il codice sportivo dalla legge dello Stato Italiano. L’obiettivo è fare chiarezza su un tema complesso e scongiurare il pericolo di errori che potrebbero tradursi anche in contravvenzioni salatissime (o, in certi casi, anche in vere e proprie violazioni di carattere penale).

 

Diciamo subito che le regole sono chiare: le casacche con le scritte “SCORTA TECNICA” devono essere usate solo ed esclusivamente nell’ambito di una gara e solo da parte di chi è in possesso del regolare patentino di Scorta Tecnica o ASA. Queste casacche non devono aver impressa nessuna altra scritta né pubblicità, oltre a quella specifica di Scorta Tecnica. E lo stesso dicasi per la paletta rossa in dotazione.

Chi non possiede il patentino ASA o di Scorta Tecnica, può indossare casacche di ogni tipo, specifiche e ben visibili, ma prive della scritta Scorta Tecnica.

Quando si parte da casa per andare ad una gara (o viceversa) tutti i dispositivi di segnalazione e indumenti di Scorta Tecnica devono essere inderogabilmente riposti.

Durante la normale circolazione del traffico, le moto e gli addetti di Scorta Tecnica devono essere “spogliati” da ogni dotazione.

 

Questo, lo ribadiamo con forza, perché – in diverse occasioni – ci siamo imbattuti in motociclisti, addirittura in autostrada, con addosso ancora la casacca d’ordinanza.

Stessa cosa vale per i lampeggianti: sono stati segnalati alcuni casi di moto e addirittura vetture, con lampeggianti BLU: attenzione, è infatti assolutamente vietato usare lampeggianti di colore blu.

Altro episodio del quale siamo stati testimoni: una vettura “di inizio gara” che, al termine della corsa, tornava a casa con i cartelli sopra la macchina e le vetture provenienti dal senso opposto che rallentavano o si fermavano. Al termine delle gare, lo ricordiamo, vanno levati tutti i dispositivi di segnalazione, compresi i cartelli di “Inizio e Fine Gara Ciclistica”. Ricordiamo, che seppure priva di patentino, la vettura di Inizio e Fine gara, fa parte della “Scorta Tecnica” della gara stessa.

 

 

Per concludere, le regole da seguire non sono molte, però disattenderle, da oggi, potrebbe costare molto caro:

– la dotazione di Scorta Tecnica può essere utilizzata solo dai motociclisti che, all’interno di una gara ciclistica, sono stati delegati a quel preciso compito e recanti il patentino rilasciato dalla Polizia Stradale (pertanto le “moto-staffette” non devono indossare la casacca per le scorte). Stessa cosa vale per gli addetti agli incroci: se sono dotati di patentino ASA rinnovato possono indossare le casacche di Scorta Tecnica ed usare la paletta rossa regolamentare, altrimenti devono utilizzare altri indumenti e bandiere di segnalazione.

 

– i lampeggianti non possono essere di colore blu

– quando ci si trasferisce sui campi di gara oppure si termina il servizio, tutte le dotazioni di Scorta Tecnica devono essere celermente riposte.

Ricordiamo sempre che sia le Scorte Tecniche che gli addetti ASA sono “privati cittadini che svolgono funzione di pubblica utilità”, pertanto devono attenersi alle leggi dello stato

in maniera scrupolosa poiché utilizzare dotazioni che non sono di loro pertinenza, significa trasgredire la legge e pagarne le conseguenze.

E allora, con un po’ di attenzione in più, buon lavoro a tutti gli addetti sui campi di gara!

 

Fonte  Gianluca Barbieri Copyright © INBICI MAGAZINE

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