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SICUREZZA IN GARA 16

SICUREZZA IN GARA



Troppo spesso lunghi tratti di percorso lasciano largamente a desiderare per quanto riguarda il personale sul percorso: a rischio bikers e organizzatori

 

Sembra strano, ma spesso le gare XCO “cross country olimpico”, cioè a circuito, anche se più tecniche rispetto alle granfondo, risultano essere più sicure. Perchè? Perchè il percorso di gara, anche se altamente tecnico, prima di tutto è gestito e messo in sicurezza in modo oculato, poi perché gli addetti al percorso sono concentrati tutti in pochi chilometri, ma soprattutto perché, anche chi arriva da lontano, può provare il tracciato prima della gara. Quest’ultima conclusione è forse la più importante, perché la sicurezza della gara è soprattutto nelle mani di ogni biker che vi partecipa.

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Ed è ovvio che, se si dà l’opportunità di provare il tracciato al biker, questo può trarre le conclusioni più giuste per poter affrontare nel migliore dei modi l’impegno sportivo, scegliendo anche di apportare scelte tecniche appropriate sul mezzo, ma soprattutto può decidere, in anticipo, il limite fino al quale spingersi per affrontarlo.

Questo, purtroppo, spesso non succede nelle granfondo o marathon, in Italia, ma anche all’estero. In molti casi i bikers che si apprestano ad affrontare una XCP o una MX “granfondo (cross country point to point) o marathon, quest’ultima gara con tracciato superiore ai 60 km, corrono alla cieca, cioè senza provare il percorso prima della gara.

Ecco che noi di IN BICI MAGAZINE, in base alle numerose segnalazioni pervenuteci e all’esperienza che abbiamo maturato correndo le granfondo italiane, ci sentiamo di consigliare quanto segue:

 

1 – spesso non si riescono a provare tutti i tracciati perché i proprietari dei fondi concedono il passaggio solo nel giorno della gara: lì va posta un po’ più di attenzione perché il percorso non è stato provato e, se un biker si fa male in quel frangente, l’organizzatore non ha appigli nei confronti dell’infortunato. Ecco allora la necessità di rafforzare il personale sul percorso, ponendo attenzione sui tratti più impegnativi.

2 – spesso si notano tratti di percorso lunghissimi, sguarniti da personale: ci si ricordi che gli incidenti più gravi accadono nei tratti più improbabili, quelli in cui il biker si rilassa, statistiche alla mano. Ecco allora che consigliamo di non puntare solo sui tratti più impervi, nel posizionamento del personale, ma di aggiungere ogni tanto qualcuno per dare sicurezza anche ai bikers. In questo caso i bikers si sentono anche più protetti in gara; credeteci, correre decine di chilometri senza vedere un’anima viva non è piacevole.

 

E’ successo, in alcuni casi, che siano stati gli stessi concorrenti ad avvisare i soccorsi posti a chilometri di distanza dall’infortunio: questo provoca un ritardo nei soccorsi che, nei casi gravi, poi, verrà fatto pesare sull’organizzatore con conseguenze pesanti e spiacevoli.

Ci si ricordi che in una gara può succedere di tutto, ma se l’organizzatore può dimostrare il buon senso e di non aver speculato sui servizi e sul personale, può ritenersi tranquillo, più che dal punto di vista legale, da quello morale!

 

 A cura di Gianluca Barbieri Copyright © Inbici Magazine

 foto newspower.it

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