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TABELLE DI ALLENAMENTO? MEGLIO ASCOLTARE LE GAMBE


Giusto pianificare il vostro training, ma la fatica è una “spia” che non può essere ignorata. Quindi, per migliorare le perfomance, in primis date retta alle vostre sensazioni.

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Sono sempre di più gli amatori che seguono tabelle d’allenamento (più o meno dettagliate) fornite da esperti preparatori o consigliate da amici o, magari, semplicemente trovate su internet. Valide o meno che siano, il problema fondamentale resta solo uno: le tabelle non pensano… Non sono cioè in grado di dirvi qual è il vostro reale grado di affaticamento al momento dell’allenamento, perché nessuno vi ha spiegato qual è l’obiettivo di un esercizio specifico.

Partendo dalla considerazione che le regole per le quali l’acido lattico si accumula nei muscoli e impedisce (di fatto) la prosecuzione dello sforzo sono piuttosto semplici… ora ci troviamo di fronte ad un paradosso. Abbiamo bisogno che un “componente esterno” ci dica che stiamo cominciando a fare fatica… ma come?

Se le gambe cominciano a “bruciare” e ad indurirsi, che bisogno ho che il cardiofrequenzimetro e/o il wattometro mi dica che sto lavorando ad un ritmo medio della soglia anaerobica? E’ ormai consueto trovare atleti professionisti o amatori che, avendo smesso di cercare di capire quali sono le proprie sensazioni, semplicemente dicono: non mi si alzano i battiti. Scusate, ma in questi casi basterebbe dire: sono stanco… oppure mi fanno male le gambe. Invece no. Viviamo con l’ansia di allenarci, di non perdere neanche un giorno scritto nella “sacra” tabella, come se si rischiasse una “scomunica” da tutte le classifiche agonistiche e sociali!



Non è così. Siamo tutti diversi, ma le leggi fisiche alle quali il nostro corpo risponde sono imprescendibilmente uguali per tutti! Ho male alle gambe, quindi riposo… recupero.

Non vorrei banalizzare. L’argomento è senza dubbio complicato e il percorso di autoconoscenza è motivo di culto perfino da parte di alcune religioni. Del resto siamo nel 2020 e le tecnologie ci affiancano e ci aiutano. Ma non si sostituiscono a noi. Possiamo verificare da noi stessi che, quando cominciamo a sentire mal di gambe, i battiti o i watt ci danno un valore, ma non si tratta di un dato assoluto: un numero primo indissolubile nel tempo. Si tratta di un dato che può variare di giorno in giorno e, normalmente, può decrementare durante un allenamento.

Il fattore fondamentale in questi casi è il recupero. Basare un allenamento lungo su parametri calcolati in laboratorio può essere pericoloso, perché non viene preso in considerazione il recupero. Specie se, come capita non di rado, si parte da casa già con il mal di gambe!

 A cura di GIAN PAOLO MONDINI – Copyright © INBICI MAGAZINE

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