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TRA I BOSCHI DELL’ANTICO VULCANO. IN MTB SUL MONTE AMIATA

Tra i boschi del monte Amiata. Dove la bici non ha stagioni.

Accanto a quella più classica, c’è una Toscana inaspettata. Una montagna tutta da scoprire in mountain bike tra sentieri e fitti boschi, degustazioni e terme, sport e relax.

Per ogni ciclista, si sa, ogni montagna ispira dislivelli da scalare. Il monte Amiata non è da meno per gli appassionati di road bike, che qui possono sbizzarrirsi sui sei versanti – uno diverso dall’altro per lunghezza e difficoltà –  che conducono verso la vetta. Gli scalatori che intendono inanellarli tutti, accumulando quasi 200 km per circa 6400 m di dislivello, potranno aggiudicarsi anche il Brevetto Amiata.

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Ma ogni salita implica anche una discesa, e qui entrano in gioco gli appassionati di freeride e downhill, che negli ultimi anni hanno iniziato ad apprezzare gli ottimi servizi, le piste e gli impianti di risalita che da queste parti attirano anche meeting e competizioni di grande rilievo.

Stradisti o freerider a parte, la geografia e la natura dell’Amiata è ideale per trascorrere una vacanza all’insegna della mountain bike in tutte le sue forme, non ultima la e-bike. Un ambiente di pura montagna – aria fresca, boschi, sentieri e rifugi – felicemente al centro di una area geografica eccezionale: da una parte le vallate Patrimonio dell’Umanità della Val d’Orcia, dall’altra il versante grossetano con le colline e i borghi della Maremma. Insomma, se proprio non si è accompagnati da amici e familiari che intendano esplorare l’Amiata in mountain bike giorno dopo giorno e sentiero dopo sentiero, anche per loro c’è un’ampia scelta in termini di relax, attività outdoor e luoghi da visitare.

Saliti in sella, un classico è l’Anello dell’Amiata, un itinerario di circa 30 km (con un saliscendi totale di poche centinaia di metri) che gira attorno all’antico vulcano. Il percorso è di media difficoltà e attraversa, ad altitudini tra i 1050 e i 1300 m, splendide distese di faggete, tra le più vaste d’Italia. Pedalare tra questi boschi in primavera e d’estate è quanto di più rigenerante esista, mentre d’autunno il verde lussureggiante lascia spazio alle mille sfumature del fall foliage. La mountain bike è d’obbligo mentre le e-bike sono un’alternativa in grado di far innamorare anche i più esperti: in ogni caso è sempre possibile allontanarsi dal sentiero maestro per riconnettersi alle più agevoli strade asfaltate a bassa percorrenza che portano dalle pendici alla vetta.

Un’ottima alternativa è esplorare il versante senese verso le pendici del monte. Via via che si discendono i sentieri l’ambiente delle faggete lascia il campo all’incanto dei castagneti secolari, in fiore nel periodo di giugno e in frutto all’inizio dell’autunno, quando le foglie rendono più soffice e colorata la via sotto i copertoni tassellati. Sul percorso è possibile incontrare, perso tra i boschi, l’antico e solitario Eremo dell’Ermicciolo e subito dopo il borgo di Vivo d’Orcia, ambiente tipicamente amiatino e montano che già tradisce nel nome lo sconfinamento in Val d’Orcia. La meta è ormai chiara e distante solo pochi chilometri di asfalto. L’odore sulfureo delle acque termali di Bagni San Filippo vi accoglie nel bel borgo per un ristoro nei bar e nei ristoranti oppure per un rilassante bagno nelle pozze libere (o se si preferisce nell’hotel termale). Basta una brevissima passeggiata per raggiungere la “La balena bianca”, l’enorme formazione calcarea tra cui scorrono le acque termali ricche di minerali. A questo punto non resta che il ritorno in bici verso il punto di partenza, sempre via sentieri o strade secondarie asfaltate. Forse anche i più in gamba potranno rimpiangere una e-bike che è possibile affittare in zona.

Spostandosi invece verso le pendici del versante grossetano vi aspettano anche le mitiche strade bianche che corrono tra querce e oliveti. I percorsi misti si snodano tra i borghi di Castel del Piano, Montegiovi e Seggiano. Quest’ultimo ospita un museo dell’olio ed è particolarmente votato alla venerazione del prezioso ulivo autoctono. Bastano poche pedalate fuori dal borgo per incontrare l’entrata del famoso giardino di Daniel Spoerri, un parco di 16 ettari che espone installazioni open air di più di quaranta artisti diversi.

Pedalare e respirare a pieni polmoni. Boschi sterminati, degustazioni e borghi. L’Amiata è una montagna autentica che mostra un’altra faccia della Toscana.

Foto Mario Llorca

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