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ULTRACYCLIST. GIUSEPPE GAIMARI: DALLE LOFOTEN A CAPO NORD 1000KM A MENO 20°


Dalle Isole Lofoten a Capo Nord 1000km a -20 gradi sotto lo zero, tra viaggio interiore, valori ambientali e sfida estrema verso l’Aurora Boreale.

Giuseppe Gaimari, sportivo eclettico dal percorso appassionante. Ultracyclist, formatosi da sciatore free ride specializzato in slalom gigante, da oltre dieci anni è impegnato in sfide ad alto contenuto tecnico extreme per conoscere e superare i propri limiti fisici unendo via via alle sue imprese messaggi civici improntati alla sostenibilità.

Dopo le imprese epiche dal recente periplo in solitaria del Monte Bianco, Livorno – Vetta del Gran Sasso in bike gravel, e la vittoria del prestigioso Tuscany Trail 2019 il primo evento bikepacking al mondo e uno fra i più popolari e frequentati, Giuseppe si prepara per una nuova importante sfida artica dalle Isole Lofoten a Capo Nord, presentata da Maldavventura e Mume Sport di Luca Zannotti in collaborazione con Trekkilandia, Garsport, BikeTrotter e 3T. Una sfida che unisce la passione per la montagna, le temperature e i paesaggi glaciali, la passione per l’ambiente, la sfida atletica estrema ed il viaggio inteso anche come viaggio interiore. Una grande sfida che condensa molteplici contenuti e obiettivi fra etica dello sport e sfida per il superamento dei propri limiti.

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La spedizione norvegese nel paese dei fiordi e dei freddi artici, dalle Lofoten a Capo Nord, riceve l’interessamento di una comunità intera la sua, quella della città di Livorno, il luogo da cui tutto è partito, il luogo che Giuseppe ha scelto per vivere e per nutrire questo suo importante percorso. Un luogo di mare, di venti violenti e di allenamenti in spiaggia, un luogo dove la pratica sportiva è un tratto distintivo di un’intera comunità.

A dimostrazione del valore di questa sua impresa di ciclismo estremo, il sindaco di Livorno Luca Salvetti, consegnerà a Gaimari la bandiera della Città da issare al raggiungimento di Capo Nord, un’attestazione di stima importante del suo percorso atletico ed etico, di un appassionato della montagna e della pratica dello sport estremo e di un attivo sostenitore di valori ambientali.

Quelle di Gaimari sono sfide dal grande contenuto tecnico e sportivo, per un atleta che ha dimostrato di esser capace di appassionare il proprio pubblico, raccontando gli aspetti più evocativi ed epici di questa professione, per quella sua attitudine naturalistica maturata da guida ambientale con molteplici esperienze internazionali. Questo è l’approccio di Gaimari alla sua disciplina sportiva, tecnica, gusto per l’avventure e passione per la natura.

La vittoria al Tuscany Trail è la grande consacrazione che lo porta a esser riconosciuto unilateralmente fra i più forti atleti italiani della sua disciplina, la grande avventura agonistica di cinquecento cinquanta chilometri in sella ad una bicicletta, un percorso estenuante che Gaimari è riuscito a conquistare con uno dei migliori tempi di sempre: trentaquattro ore.

Successo che gli ha assicurato un posto nel prestigioso Team 3T Cycling, la maggior scuderia di bici gravel italiana, come atleta Ambassador.

Lofoten

La strada delle Lofoten, che rappresenta oggi uno delle mete tipiche del ciclo-turismo ambientale, promuove appunto la multimodalità con un approccio di integrazione fortemente orientato alla sostenibilità ambientale. Si tratta di un’infrastruttura emblematica che si fonde mirabilmente in uno degli scenari naturali più suggestivi del Nord Europa, valorizzandone la spettacolarità, ma al contempo portando agli occhi dei turisti e degli avventori l’altrettanto forte testimonianza delle conseguenze del Global Warming e dell’aumento del livello delle maree dovuta allo scioglimento dei ghiacciai.

Valori ambientali

Gaimari oltre ad essere un importante sportivo è profondamente sensibile alle tematiche ambientali e all’emergenza del cambiamento climatico. Questo viaggio intende infatti sensibilizzare il pubblico verso comportamenti più rispettosi e sostenibili nei confronti dell’ambiente e del territorio, per questo i green events, il risparmio energetico e l’utilizzo della bici come mezzo di locomozione a basso impatto ambientale sono centrali in questa esperienza e si coniugano alla narrativa del viaggio in diretta per promuovere nuovi immaginari di paesaggio. “Ho scelto le isole Lofoten per sensibilizzare il pubblico ad un utilizzo responsabile delle risorse energetiche.” Afferma Giuseppe, “Sono i territori che rappresentano l’emergenza del climatica nel mondo, dovuta all’aumento delle temperature, causa principale dello scioglimento dei ghiacciai. Vorrei che il pubblico si sensibilizzasse intorno agli utilizzi virtuosi dei mezzi di locomozione a basso impatto ambientale, che la bici divenisse con la cultura delle ciclovie una pratica di massa, un modello esportabile il più possibile”.

Bisogna inoltre ricordare che la strada delle Lofoten appartiene ad una delle famose “18 Scenic Routes”, il grande progetto di strade sceniche promosso dal governo Norvegese su scala nazionale per promuovere rilanciare l’immagine turistica del Paese su scala nazionale. Ma c’è di più.

Oltre a costituirsi come un progetto di marketing territoriale magistralmente gestito e condotto in concertazione tra amministrazione statale e territori locali, il progetto sin dal 1994 ha integrato assieme il contributo della società civile (attraverso una consultazione aperta per scegliere le strade più rappresentative dell’identità del paese), quello di esperti, tecnici e amministratori, e quello del mondo dell’arte e dell’architettura promuovendo percorsi turistici in cui l’infrastruttura ritrova la sua dimensione di opera complessa dalla grande dignità artistica e architettonica capace di valorizzare e rivelare la spettacolare natura Norvegese, le sue coste impervie, i suoi paesini, l’asperità dei suoi rilievi, la sua gente.

Il progetto che ha dato vita a questa strada, in cui si inserisce la ciclovia che percorrerà Gaimari, fa parte dunque di un progetto ampio che sottende una visione innovativa, integrata, lungimirante e sostenibile di turismo sportivo, paesaggistico e ambientale. Un modello che va conosciuto, promosso ed esportato.

L’impresa

C’è poi una sostanziale differenza tra la l’impresa di Gaimari e quella di gran parte dei ciclo-viaggiatori: Giuseppe affronterà le Lofoten d’inverno e non d’estate, quindi fortuna permettendo con le luci dell’aurora boreale, unendo la passione per la tutela della salute della nostra ‘casa comune’, a quella per la neve, per il viaggio epico in condizioni ai limiti della possibilità di sopportazione di un essere umano. “La ricerca dell’inverno e della neve è stata una scelta costante nel corso degli anni, la giusta terminologia è per quanto mi riguarda è “viaggio estremo alla ricerca dell’estremo”, e non solo un estremo come condizione climatica, ma un estremo interiore. Tu vai a combattere i tuoi fantasmi, le tue paure, il tuo passato, cerchi di stare nel presente, mentre pedalando combatti e sconfiggi i fantasmi del passato”. Sì parla di uno scenario che raggiunge picchi di meno venticinque gradi, il viaggio epico in condizioni estreme per Gaimari è un atto di ricerca individuale. Ecco cosa dice a riguardo:

“Questo tipo di viaggio in condizioni estreme è atto di ricerca individuale, che nasce dalla mia passione per le temperature glaciali, e porta con sé importanti obiettivi atletici. Parteciperò all’Italy Divide, l’evento principale della della mia stagione agonistica e voglio arrivarci preparato al meglio delle mie possibilità”.

“Lofoten/Capo Nord sono divise da 1000 km in totale, ma il confine fisico è dettato anche dalle temperature che affronterò, che toccheranno i -20°. Cercherò di coprire questa distanza in otto giorni, affrontando i dislivelli maggiori nella parte continentale, quindi oltre alle isole Lofoten dove dove sfiderò il fiordi, in totale saranno circa dodicimila metri di dislivello positivo. Troverò il ghiaccio sulla strada e sarò costretto a montare una particolare struttura per la bici, dovrò alleggerirla, ed applicare dei copertoni chiodati.”

qui sotto due recenti servizi di TGR Rai Tre sull’impresa:

Poi aggiunge: “La motivazione è duplice da un lato è rappresentata dalla ricerca di un senso di pace, data dalla quiete della neve, lo scenario artico genera conciliazione dentro di me. Allo stesso tempo la neve rende tutto tecnicamente più difficile, perché modifica le caratteristiche del terreno, riducendo le temperature, da qui prende forma lo volontà di sfidare me stesso. Questo tipo di viaggio in condizioni estreme, per me è un atto di ricerca individuale, dove ogni pedalata rappresenta il contrasto fra ricerca interiore e di sfida con me stesso.”

La preparazione

La preparazione di Giuseppe Gaimari è curata dal team di Individual Training formato da Manuele Bardini e Francesco Lepri. Il loro obiettivo è quello di promuovere la qualità dell’allenamento individualizzandolo al meglio a seconda degli obiettivi, delle esigenze atletiche e delle problematiche dell’individuo.

Giuseppe si allena numerose volte a settimana e nasce quindi l’esigenza di gestire i carichi al meglio tra gli allenamenti da ultracycler e quelli in sala pesi. Presso la palestra CFA, dove Individual Training opera, Giuseppe svolge un lavoro mirato alla forza muscolare e sull’incremento di capacità che non si possono incrementare durante la pedalata, ma che sono estremamente necessarie ai fini della performance atletica. L’allenamento in bicicletta è strutturato su un chilometraggio mensile, ripartito poi settimanalmente e la cui intensità di allenamento varia da seduta a seduta.

Tutto il lavoro svolto, sia in bicicletta sia in palestra, segue delle logiche ben strutturate ed è edificato sulla base di specifici test effettuati prima di iniziare qualsiasi ciclo di allenamento, come i test massimali e quelli sul massimo consumo di ossigeno. Il team segue Giuseppe anche sotto il punto di vista alimentare, cercando di ridurre la fatica e di promuove le riserve energetiche durante le sedute ed i recuperi notturni.

Mume Sport – Luca Zannotti +39 349 09 34 169 – [email protected]

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