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Criterium du Dauphine 2022 - 74a Edizione -2a tappa La Saint-Peray - Brives-Charensacl 169,8 km - 06/06/2022 - Xandres Vervloesem (BEL - Lotto Soudal) - foto Luca Bettini/SprintCyclingAgency©2022

XANDRES VERVLOESEM SI RITIRA A 22 ANNI: “ERO TUTTO FUORCHÉ FELICE, HO PERSO LA PASSIONE INCONTRANDO I MIEI IDOLI”


A discapito di quanto si possa credere, la realizzazione dei propri sogni non per forza implica il raggiungimento della felicità personale, ancor di più quando si parla di sport come il ciclismo dove è necessario compiere tantissimi sacrifici per poter arrivare dove si vuole. Eppure, una volta concretizzato il sogno, è possibile esserne delusi, arrivando poi a decidere di lasciare tutto.

È il caso di Xandres Vervloesem, giovane ciclista belga classe 2000 del team Lotto-Soudal che ha deciso di ritirarsi dal ciclismo professionistico: l’impatto morale che ha avuto, su di lui, la vita da corridore non è stato positivo, da qui la scelta di non gareggiare più, lasciando quel sogno che, in realtà, si è rivelato essere tutt’altro.

UAE Tour 2022 – 4a Edizione – 1a tappa Madinat Zayed – Madinat Zayed 185 km – 20/02/2022 – Xandres Vervloesem (BEL – Lotto Soudal) – foto Luca Bettini/SprintCyclingAgency

Di seguito, le sue dichiarazioni rilasciate in una lunga intervista a Sporza: “Già nelle giovanili ho iniziato a perdere il divertimento, capendo che essere un ciclista non era soltanto correre velocemente in bici: i numeri hanno iniziato a tracciare la mia vita, e questo aspetto mi ha destabilizzato. Pensavo che correre mi rendesse contento, ma in realtà ero tutt’altro che felice; quando ho incontrato i miei idoli ho perso la passione per il ciclismo, si sono rivelate essere persone con molte insicurezze e ho iniziato a chiedermi se fosse realmente questo ciò che volevo per me“.
Prosegue Vervloesem: “La mia prima caduta, moralmente, è stata difficile da superare: anzi, dopo Le Samyn moralmente non l’ho mai superata, ho lavorato duro nei mesi invernali ma ho sentito come se gli sforzi fatti fossero inutili. I miei coetanei spaccavano tutto, io invece ero in difficoltà e sempre più infelice. Mi sarei solo fatto del male gareggiando ancora, credo sia un sentimento diffuso nel mondo del ciclismo ma nessuno lo vuole far vedere“.

A cura della redazione di Inbici Magazine e OA Sport partner– Copyright© InBici Magazine ©Riproduzione Riservata

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