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COME SCEGLIE LA SELLA UN CORRIDORE? L’ESEMPIO DEL TEAM DSM E DEL SUO SPONSOR PRO


Non esiste un modello migliore in assoluto, ma in assoluto il migliore per ciascun corridore: tanti ormai hanno capito che questa norma si adatta perfettamente all’equipaggiamento tecnico che sceglie chi in bicicletta corre per professione, e che anzi diventa regola imprescindibile quando il componente di cui parli è un componente così personale come la sella.

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Il marchio Pro – che per chi non lo sapesse è espressione diretta della Shimano – questa regola la conosce benissimo, anzi ne ha fatto uno dei suoi capisaldi quando una decina di anni fa ha approcciato il segmento – complicatissimo e articolato – delle selle di altissima gamma destinate ai corridori professionisti. Fin dall’inizio i modelli della collezione Pro sono sempre stati differenziati in base alle caratteristiche anatomiche dei loro utilizzatori, in particolare alle dimensioni del bacino e al grado di flessibilità dorsale, ovvero i due parametri basilari per la scelta di una sella piuttosto che di un’altra. Oggi, 2021, la gamma selle Pro è ancora più ricca e articolata per quel che riguarda i modelli offerti, i materiali impiegati e le specifiche tecnologiche: non cambiano però i “fondamentali” dei suoi modelli di maggiore successo, che appunto considerano dimensioni e adattabilità ai diversi gradi di flessibilità dorsale come parametri discriminanti.

In questo 2021 saranno in particolare i corridori del Team Dsm (ex Sunweb) a sedere su selle Pro, che hanno caratteristiche in grado di adattarsi al loro fisico e anche al loro stile di guida.

In particolare, il modello Falcon Performance consente di inclinare il bacino in avanti per mantenere una posizione aggressiva stabile e aerodinamica sulla bici. È stata per questo scelta da Casper Pedersen, Niklas Märkl e Thymen Arensman, che ricercavano un modello che avesse esattamente queste prerogative. 

Diversamente, la Turnix Performance è preferita dagli atleti nei quali il supporto della curva orizzontale li aiuta a ottimizzare la stabilità pelvica nella loro posizione di gara. Per questo è stata l’opzione di Coryn Rivera, Nikias Arndt e Asbjørn Kragh Andersen, che ne apprezzano il design anatomico con incavo longitudinale oppure nella versione più tradizionale con scafo “chiuso”.

Serve di più il comfort e la stabilità quando la posizione del busto è più eretta, ad esempio nelle salite lunghe da fare “al passo”? Allora il modello più adatto per questa casistica è la Griffon Performance, progettata per ottimizzare il comfort e la stabilità quando l’assetto prevalente è più eretto, e non per caso è stata scelta da corridori regolaristi come Nicholas Roche, Marco Brenner e Chad Haga, che di questo modello apprezzano la libertà che assicura di muoversi in senso antero-posteriore e che garantisce sempre massimo comfort a prescindere da dove il corridore di va a posizionare in quel momento. 

Infine, più indicata per gli atleti che prediligono un assetto “aggressivo” combinato ad in supporto pelvico preciso e definito, ecco la Stealth Carbon, lei e il suo design a punta corta e ampia cavità anatomica longitudinale. Caratteristiche del genere l’hanno resa modello inseparabile per velocisti come Cees Bol, Nils Eekhoff e Alberto Dainese.

QUI il relativo comunicato stampa Shimano

a cura di Maurizio Coccia –Copyright© InBici Magazine ©Riproduzione Riservata

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