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Criterium du Dauphine 2022 - 74th Edition - 7th stage Saint Chaffrey - Vaujany 134,8 km - 11/06/2022 - Pierre Rolland (FRA - B&B Hotels - KTM) - photo Luca Bettini/SprintCyclingAgency©2022

KTM, ECCO LA NUOVA REVELATOR


Come spesso accade le nuove bici da corsa di altissima gamma passano prima il severo banco di prova delle gare prof prima di essere messe sul mercato: è così che all’ultimo Giro del Delfinato il capitano della B&B Hotels-KTM Pierre Rolland ha gareggiato con una Ktm ancora non presente nella gamma ufficiale del marchio austriaco.

Criterium du Dauphine 2022 – 74th Edition – 6th stage Rives – Gap 196,5 km – 10/06/2022 – Pierre Rolland (FRA – B&B Hotels – KTM) – photo Luca Bettini/SprintCyclingAgency©2022

La bici – e le foto sono eloquenti – è la nuova Revelator Alto, ovvero la polivalente della casa di Mattinghofen, quella adatta sia per le volate, per gli scatti ma soprattutto per le salite.

È lo stesso modello che un paio di stagioni fa abbiamo recensito e abbiamo avuto la possibilità di provare durante un’emozionante uscita fatta assieme ai corridori della Ktm-Vini Zabù, che nel 2020 utilizzavano proprio le bici austriache.

Abbiamo diverse ragioni per pensare che la nuova Revelator Alto usata durante la corsa transalpina da Rolland sarà introdotta relativamente a breve in commercio, prima di tutto perché c’è una regola che dice che tutti i materiali usati in corsa devono essere presenti sul mercato, ma che i corridori hanno sei mesi di anticipo per utilizzare tutte le novità che possono fornire gli sponsor; inoltre, la nuova full carbon è già provvista del “bollino” Uci che certifica i telai (e le forcella) che hanno superato gli standard di sicurezza dell’Unione Ciclistica Internazionale obbligati per correre nelle gare prof; non da ultimo, la bici in questione ha già una finitura “team” oltre al nome ben impresso sul tubo superiore; ma soprattutto, sfoggia numerosi piccoli dettagli che la differenziano in modo netto rispetto alla versione precedente. Li scopriamo.

Per adeguarsi ai canoni aerodinamici (ma perché no anche estetici) il reggisella abbandona il fissaggio col collarino e trova una soluzione semi-integrata, con fissaggio “a scomparsa” sotto il nodo di sella.

Da parte sua la zona sterzo ha fattezze molto più voluminose, probabilmente in ragione di una maggiore resistenza strutturale.

Ancora, diversamente che in passato, i foderi posteriori obliqui si connettono al tubo verticale con un design più lineare.

Per le altre novità, statene certi, si tratterà solo di aspettare un po’ di tempo, forse molto poco…

a cura di Maurizio Coccia ©Riproduzione Riservata-Copyright© InBici Magazine

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