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GIRO. ANALISI DELLA VENTESIMA TAPPA: SUSA – CERVINIA

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Ancora sulle Alpi Occidentali in questa penultima frazione del Giro 101. Si parte da Susa e si arriva a Cervinia dopo 214 km. Ultimo vero ostacolo per la conquista della Maglia Rosa. Sarà la sfida finale tra Froome e Dumoulin.

 

Percorso – Tappone alpino. Propone quasi 4000 metri di dislivello interamente concentrati negli ultimi novanta chilometri, dove si scalano tre salite di quasi 20 km ciascuna. Lungo avvicinamento, quasi in costante ascesa da Susa verso Torino, e poi attraversamento di Canavese per arrivare alla valle della Dora Riparia. Dalla zona di Ivrea si risale verso la Valle d’Aosta dove sono posti gli ultimi km della tappa. Si scalano il Col Tsecore (16 km con lunghi tratti oltre il 12%), il Col Saint Pantaléon (16,5 km al 7,2%) e infine la salita di Cervinia (19 km al 5%). Le strade sono sempre abbastanza ampie con fondo in buono stato. Il tratto più ripido si affronta poco prima e durante l’attraversamento del capoluogo comunale di Valtournenche. Ai 3 km la salita comincia a addolcirsi e dopo poco la pendenza media diventa del 1,4%. Rettilineo di arrivo al 4% su asfalto. Da segnalare negli ultimi 6 km la presenza di due gallerie illuminate.

Storia e curiosità – Susa è stata sede di tappe del Giro d’Italia già nel 1959, con una cronometro – con partenza e arrivo nella città – vinta dal grande specialista francese Jacques Anquetil, in maglia rosa. Nel 1984 ospitò il via d’emergenza, della tappa con conclusione a Lecco, vinta dallo svizzero Jurg Bruggmann. Cervinia invece, sede di arrivo della ventesima frazione, sorge alle pendici meridionali del monte,ì ed è la terza vetta per altitudine delle Alpi italiane. Qui il turismo inizia a svilupparsi verso la fine dell’Ottocento, con prevalenza di alpinisti attratti dalla meta del Cervino. Il Cervino o Matterhorn è una cima che per gli alpinisti appartiene al mito. La prima ascensione riuscita fu compiuta il 14 luglio 1865 da una cordata di sette alpinisti, fra cui tre guide, capeggiati dall’inglese Edward Whymper (1840-1911), dal versante svizzero di Zermatt. La discesa fu funestata da un incidente che costò la vita a quattro scalatori, caduti in un canalone per la rottura di una corda. È un’ascesa che esercita sempre straordinario fascino riservata unicamente ad alpinisti esperti. Solo qualche giorno dopo l’alpinista Jean-Antoine Carrel (1829-1891), su sollecitazione dell’amico biellese Quintino Sella (1827-1884), politico appassionato di montagna e fra i promotori e fondatori del Club Alpino Italiano, raggiunse la cima del Cervino per la prima volta dal versante italiano.

Possibili favoriti – In questa frazione tutti i migliori si daranno battaglia e saranno i grandi favoriti. Tuttavia, a causa della presenza di numerosi GPM, una fuga da lontano potrebbe giungere ai piedi della ascesa finale con un margine sufficiente per giocarsi la tappa. Sarà sicuramente la sfida decisiva tra Chris Froome e Tom Dumoulin, vedremo chi avrà ancora le energie necessarie per terminare davanti a tutti e soprattutto vedremo se la diciannovesima frazione si farà sentire nelle gambe. Certo è che Froome, ora che è tornato la in alto dove è abituato a stare, sarà difficile da scalzare. Sarà interessante anche vedere la lotta per la maglia bianca tra Richard Carapaz e Miguel Angel Lopez. Domenico Pozzovivo, miglior italiano nella generale, è atteso invece a dare almeno un segnale, per non lasciare questo Giro senza un acuto. Dopo la crisi, sarà difficile rivedere davanti Simon Yates che comunque conclude un Giro positivo. Alcuni nomi caldi: Chris Froome – Richard Carapaz – Thibaut Pinot – Tom Dumoulin – Miguel Angel Lopez – Domenico Pozzovivo – Giulio Ciccone.

 

A cura di Davide Pegurri – iNBiCi magazine

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