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Moreno Moser

MORENO MOSER: “EVENEPOEL PUÒ VINCERE IL GIRO 2023. UNO COME AYUSO NON SI È MAI VISTO. PUNTO SU UN GIOVANE ITALIANO”


Moreno Moser è intervenuto a Sport2day Speciale Ciclismo, appuntamento settimanale condotto da Francesca Cazzaniga su Sport2U, web tv di OA Sport: l’ex ciclista italiano, da quest’anno commentatore tecnico per Eurosport, ha tracciato un bilancio della stagione 2022 ed ha presentato Giro e Tour 2023.

Questo per Moser il bilancio dell’annata ciclistica: “Una stagione molto intensa, ma al di là della mia esperienza personale è stata una bellissima stagione. Ovviamente c’è il ricordo di un Giro d’Italia in certi momenti un pochino spento, però poi si è visto un Tour de France veramente pazzesco, e la Vuelta finalmente ha confermato quello che forse è il talento più cristallino del panorama ciclistico, che poi si è confermato al Mondiale, quindi sicuramente inizieremo il prossimo anno con la maglia di campione del mondo più bella che potesse esserci in questo momento. Io considero il 2022 una stagione molto bella per il ciclismo se lo vedo a livello globale, se poi ovviamente dobbiamo valutarlo da italiani un po’ meno, ma non ho neanche voglia di inoltrarmi in questi discorsi“.

Remco Evenepoel (BEL – Quick-Step Alpha Vinyl Team) – foto Sabine Zwicky/SprintCyclingAgency©2022

Il commento su Giro e Tour 2023, presentati di recente:  “Sarebbe interessante capire anche come mai il Tour de France faccia questa scelta di mettere pochi chilometri a cronometro, ovviamente ho già visto un sacco di commenti negativi al riguardo, gli articoli stanno massacrando il Tour de France, poi io sono dell’idea che comunque sono sempre i corridori a fare la corsa e renderla spettacolare. Alla fine sicuramente nel percorso le salite messe nel punto giusto o le cronometro possono aiutare, però secondo me la storia dimostra che quando il gruppo o determinati corridori hanno voglia di fare qualcosa lo fanno sia che ci sia pianura sia che ci sia uno strappo, alla fine basta un niente, invece al contrario abbiamo visto a volte tappe con salite e molti metri di dislivello non fare assolutamente la differenza, quindi, dico la verità, non sono così interessato ai percorsi, non sono quel tipo di analista che si arrabbia per determinati percorsi“.

Juan Ayuso (ESP – UAE Team Emirates) – photo Luis Angel Gomez/SprintCyclingAgency©2022

Si profila un nuovo duello al Tour tra Pogacar e Vingegaard: “Tutti gli sport alla fine sono da sempre basati su grandi sfide, grandi dualismi, quindi spero di rivedere ancora loro due, sarebbe comunque a questo punto il terzo anno che vanno a sfidarsi direttamente, sarebbe secondo me la cosa più interessante, anche perché attualmente non vedo nessuno al loro livello e quindi vedrei la stessa sfida anche se ci fossero 60 km di cronometro in realtà“.

Sul Giro d’Italia 2023: “Sono d’accordo con chi afferma che sembra essere disegnato un po’ meglio del Tour de France, ma niente sicuramente è scritto. Viste le cronometro credo Evenepoel possa vincerlo sul serio. Magari prima lui era un corridore più spettacolare, ma in un percorso a tappe in realtà la sua strategia è quella di mettere minuti a cronometro e poi difendersi, quindi la speranza è sempre che ci sia qualcuno che vada un po’ più di lui in salita, perché ovviamente se poi diventa dominatore anche in salita è ovvio che ti ammazza la corsa. Il Giro d’Italia del prossimo anno ricorda un po’ quelli del 2013 e del 2016, ovvero quelli vinti da Vincenzo Nibali. Forse un po’ di più quello del 2013, con il traguardo alle Tre Cime di Lavaredo e poi tanti chilometri a cronometro“.

Filippo Baroncini (ITA – Trek – Segafredo) – foto Tommaso Pelagalli/SprintCyclingAgency©2022

Le possibili sorprese nel 2023 per Moser: “Baroncini come corridore spero possa raggiungere il livello che gli spetta. Ayuso quest’anno forse è stato il corridore che più mi ha sorpreso a livello mondiale, ma in generale è stato un corridore veramente di cui si è parlato poco, perché a vent’anni fare prestazioni del genere forse si è mai visto“.

Ultima battuta sulla notizia del ritiro di Sonny Colbrelli: “Era una notizia che ci si aspettava in realtà, nel senso che comunque sin da subito ha detto che correre in Italia con un defibrillatore così diventa difficile a livello burocratico, ma in realtà lui ha sempre dimostrato che non aveva nessun motivo per cui rischiare e fare follie come qualcuno ha detto. Colbrelli è una persona intelligente, ha famiglia e credo abbia chiuso e non abbia neanche pensato di cercare soluzioni per fregare la legislatura italiana, che tutela gli sportivi. Sicuramente lascia un vuoto“.

A cura della redazione di Inbici Magazine e OA Sport partner– Copyright© InBici Magazine ©Riproduzione Riservata

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