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Vincenzo Nibali (ITA - Bahrain - Merida) - photo Luca Bettini/BettiniPhoto©2018

NELLE FIANDRE L’ITALIA SORRIDE A METÀ

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Sarebbe ingiusto dare una bocciatura ai corridori italiani.

Guardando l’ordine di arrivo potremmo parlare di un’Italia non soddisfacente dal punto dei vista del risultato ottenuto al Giro delle Fiandre, ma se andiamo ad analizzare la corsa non è così. Nessun azzurro nei primi 10, è vero, e questo non è un bel dato dopo che lo scorso anno siamo riusciti a piazzare ben due corridori nella top 10.

Però abbiamo visto delle prestazioni convincenti, in modo particolare per ciò che riguarda Vincenzo Nibali. Il corridore del Team Bahrain Merida era alla sua prima partecipazione al Giro delle Fiandre, ma nonostante il suo basso profilo mantenuto alla vigilia è stato colui che ha dato il via all’azione principale di giornata, l’attacco con Niki Terpstra alla sua ruota. L’olandese ha imposto un ritmo forsennato, il siciliano non è riuscito a reggerlo. Poco conta: essere lì davanti alla prima partecipazione in una classica monumento come questa ci fa pensare a un Vincenzo che, in futuro, prendendo parte anche a qualche altra corsa sul pavé, potrà preparare al meglio questa gara. Bene anche Sonny Colbrelli, il quale deve ancora recuperare bene dagli acciacchi ma nonostante questo è riuscito a lavorare molto bene per la propria squadra e per lo Squalo dello Stretto.

Il primo corridore italiano al traguardo è Gianni Moscon, ventunesimo. Ci si aspettava di più da lui: in queste ultime gare lo avevamo visto leggermente appannato, oggi non è riuscito ad esprimere tutto il proprio talento. Ma tra sette giorni c’è la Roubaix: speriamo che questo lasso di tempo basti per recuperare.

 

Un peccato, invece, la prestazione di Matteo Trentin: il corridore sembrava in ottima forma, ma tra una caduta e un guasto non è riuscito a stare davanti nelle fasi cruciali. Al di là dei singoli iusizi, è stato bello e importante vedere i nostri corridori tutti lì davanti fino a circa 30 km dall’arrivo. manca ancora qualcosa e poi potremo provare a dire la nostra anche sulle pietre del Belgio.

 

Da Oudenaarde per InBici Magazine, Carlo Gugliotta

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