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UN BRINDISI CON CAVIT, IL PRESIDENTE LUTTEROTTI: “VICINI ALLO SPORT E ALLE NOSTRE RADICI”

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Si rinnova anche per questa edizione la partneship con il più prestigioso consorzio vitivinicolo trentino. Il presidente Lutterotti: “Vicini allo sport e alle nostre radici”

 

Non posso definirmi un vero ciclista perché la bicicletta, in fondo, la uso solo per andare al lavoro, ma quella con la Gran Fondo Charly Gaul e, in particolare, con l’APT di Trento, Monte Bondone e Valle dei Laghi è una partnership che ci ha sempre regalato grandi soddisfazioni e, per questo, è destinata a durare a lungo“.

Bruno Lutterotti, da tre anni presidente della Cavit Trento, considera un dovere la valorizzazione dell’identità trentina “perché – dice – le eccellenze di questa terra, per essere realmente valorizzate, devono fare rete“.

 

Del resto, la storia di Cavit nasce proprio a Trento quando, nel 1950, alcuni viticoltori della zona, pienamente consapevoli dell’unicità dei loro prodotti e con l’obiettivo di valorizzarli al meglio, decisero di dare vita ad un consorzio per supportare tutte le fasi della vinificazione.

Dopo qualche anno il consorzio cominciò ad occuparsi anche dell’aspetto più prettamente commerciale e venne dotato di una cantina propria per esaudire le richieste dei suoi associati. La sede attuale si trova a Ravina di Trento e oggi ha un’estensione di 80mila metri quadrati. Il compito della cantina, oggi è ancora quello di supportare le cantine associate, controllando e selezionando le uve per la produzione di vino.

Oggi Cavit – acronimo di Cantina viticoltori del Trentino – è una cooperativa che unisce dieci cantine sociali per un totale di ben 4500 viticoltori ed un fatturato in crescita che sfiora i duecento milioni di euro. E i riconoscimenti ottenuti sia in ambito nazionale che in quello internazionale dai vini Cavit sono la testimonianza più diretta del valore di questo prodotto: “Siamo un’azienda proiettata verso le sfide del futuro – prosegue Lutterotti – ma restiamo coerenti con le nostre radici la nostra identità, che è quella di un’azienda dall’anima prettamente trentina che si avvale, prevalentemente, di manodopera e professionalità locali, anche se l’autarchia per noi non è un’ossessione e dunque, quando è necessario, ci avvaliamo anche di figure che non appartengono a questo territorio“.

Il marchio Cavit è sempre stato al fianco del ciclismo che vince, come quando nel 1984 Francesco Moser tramandò ai posteri una delle pagine più belle dello sport italiano, conquistando a Città del Messico uno storico record dell’ora. Cavit celebrò quella memorabile impresa dedicandogli una bottiglia di spumante da record, il Primato da 26 litri che entrò appunto nei Guinness come la bottiglia più grande al mondo: “Ed ogni anno – ricorda Lutterotti – in occasione della Moserissima, attendiamo i ciclisti davanti alla nostra Cantina per brindare, con quello stesso spumante, al ricordo di quella leggendaria impresa sportiva“.

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