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Photo @ SprintCyclingAgency

Nel deserto comanda Del Toro, caos e paura


Il deserto non avverte. Cambia volto all’improvviso, come ha fatto la prima tappa dell’UAE Tour 2026, andata in scena oggi sulle strade tra Madinat Zayed Majlis e Liwa Palace. Centodiciotto chilometri nervosi, asciutti, ridotti rispetto al tracciato originario a causa del vento e della sabbia, ma non per questo meno selettivi. Anzi. È proprio quando tutto sembra indirizzato verso una volata ordinata che la corsa si spezza, deraglia dal copione e si affida all’istinto dei più lucidi.

Un finale improvviso, come una raffica nel deserto

A poco più di un chilometro dall’arrivo, una rotonda diventa spartiacque. Una caduta spezza il gruppo, manda in frantumi i treni dei velocisti e trasforma l’ultimo rettilineo in un terreno di caccia per opportunisti e finisseur. Tra i corridori coinvolti c’è anche Jonathan Milan, che scivola sull’asfalto riportando abrasioni a ginocchia, fianchi e mani. Il friulano riesce comunque a risalire in bicicletta e a concludere la tappa, ma la sua giornata – come quella della Lidl-Trek – è ormai compromessa.

Nel vuoto che si crea davanti, mentre il gruppo prova faticosamente a riorganizzarsi, emerge una figura che non esita. Isaac Del Toro legge la corsa con lucidità e decide che quello è il momento giusto. Scatta senza voltarsi, sfrutta l’attimo di indecisione generale e costruisce in poche centinaia di metri la vittoria più significativa del suo giovane percorso professionistico.

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Il colpo di mano che decide la tappa

Alle sue spalle la rincorsa è disordinata, spezzata, tardiva. Cees Bol prova a riportare ordine, Antonio Tiberi interpreta la situazione con intelligenza e tempismo, ma lo strappo è ormai fatto. Del Toro resiste, rilancia e si presenta da solo sul traguardo di Liwa Palace, dove può finalmente alzare le braccia al cielo. È il successo dell’UAE Team Emirates nella tappa inaugurale, un segnale forte già al primo giorno di gara.

Per il corridore messicano si tratta del 22° successo in carriera, ottenuto all’esordio stagionale. Una vittoria che vale molto più di una semplice tappa: è la conferma di una crescita costante e di una maturità tattica sempre più evidente.

Chi è Isaac Del Toro

Classe 2003, Del Toro è passato professionista nel 2024 dopo essersi imposto come uno dei talenti più brillanti del panorama Under 23, coronando il suo percorso con il successo al Tour de l’Avenir. Scalatore per indole, ma sempre più completo nella costruzione del corridore moderno, ha saputo adattarsi rapidamente al ciclismo dei grandi, affinando lettura di gara, gestione dello sforzo e capacità di cogliere l’attimo.

La vittoria nella prima tappa dell’UAE Tour 2026 racconta proprio questo: non solo forza fisica, ma intelligenza, freddezza e personalità. Qualità che il team emiratino ha deciso di coltivare con pazienza e fiducia.

Una tappa segnata dal vento

Prima del finale convulso, la giornata era stata animata dal lungo assolo dello svizzero Silvain Dillier, in fuga solitaria fino a 29 chilometri dall’arrivo. Lo sprint intermedio, vinto da Milan davanti a Tulett e Van Eetvelt, aveva rappresentato l’ultimo frammento di normalità prima che il vento e la sabbia cambiassero il volto della corsa.

La riduzione del chilometraggio, decisa dagli organizzatori per garantire la sicurezza dei corridori, non ha tolto spettacolo a una tappa che ha già offerto un primo scossone alla classifica e alle gerarchie. L’UAE Tour 2026 è iniziato nel segno dell’imprevedibilità.

A cura della redazione di Inbici News24
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