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CORONAVIRUS, ALTRI 5 CICLISTI DENUNCIATI


Nella giornata di ieri, giovedì 12 marzo, 5 ciclisti in Abruzzo sono stati denunciati dalle autorità per aver violato il decreto del Governo #iorestoacasa, il quale, secondo le interpretazioni, impedirebbe ai ciclisti non agonisti di allenarsi in bicicletta e più in generale di prendere la bici per degli spostamenti.

Il decreto del Governo, infatti, non vieta esplicitamente lo sport all’aria aperta, ma è nato per evitare che possano essere creati dei gruppi di persone. Resta comunque un problema di fondo: vale davvero la pena uscire in bicicletta, sottoponendosi al rischio di fare incidenti e di ritrovarsi ad occupare un posto in ospedale che spetterebbe a chi magari è stato infettato dal Coronavirus?

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Secondo quanto riportano fonti locali, cinque ciclisti amatori si stavano allenando nella zona della provincia di Chieti, e sono stati fermati dalle autorità competenti. I ciclisti non hanno fornito una spiegazione utile che abbia giustificato la loro uscita dal comune di appartenenza, come può essere una ragione lavorativa o di salute, quindi la polizia ha provveduto alla denuncia.

Ricordiamo che, sulla base della normativa, per chi trasgredisce il decreto #iorestoacasa è prevista una reclusione in carcere di almeno 3 mesi. Diversi episodi spiacevoli sono accaduti già due giorni fa, quando un biker è finito a terra nel bosco, richiedendo l’impiego del 118 per fornirgli le cure sanitarie, oltre ad altre denunce per uscite ingiustificate.

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