Da oggi, 4 maggio, è possibile di nuovo allenarsi in bicicletta e, più in generale, praticare sport individuale in tutta Italia. E, purtroppo, siamo costretti anche ad annotare i primi incidenti sulle strade, che ci fanno porre una domanda: se viviamo in un periodo di distanziamento sociale, dettato dal pericolo di contagio da Coronavirus, perché il distanziamento non ci può essere anche tra automobili e biciclette?

Il primo grave incidente è avvenuto a Roma, in zona Boccea: è accaduto il 3 maggio, quando l’Italia era ancora in lockdown. A quanto si apprende, questo signore di 64 anni era uscito per fare degli acquisti. Purtroppo, non c’è stato nulla da fare: l’automobilista è scappato, e il ciclista è morto sul colpo.
Anche oggi, primo giorno dopo la riapertura, un 36enne ha riportato un grave trauma cranico,investito da un automobilista mentre stava pedalando a Bergamo Alta, non è in pericolo di vita. E un altro ciclista è ricoverato in gravi condizioni a Campobasso, sempre con la stessa dinamica. Speriamo che l’elenco degli incidenti finisca qui, ma nutriamo dei dubbi.

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