Mathieu Van der Poel lancia un primo segnale in vista dei Mondiali di Montréal. Il neerlandese della Alpecin-Premier Tech ha conquistato la prima tappa del Tour de Luxembourg 2026, con partenza e arrivo nella capitale, imponendosi sul traguardo in leggera ascesa davanti a Pierre Gautherat e Marijn van den Berg.
Per Van der Poel si tratta della settima vittoria stagionale e di un successo dal significato particolare, considerando che aveva già trionfato sullo stesso arrivo nel 2024. Il risultato gli permette inoltre di indossare subito la maglia di leader della classifica generale.
La fuga viene riassorbita nel finale
La prima parte della corsa è stata animata dall’azione di Cole Kessler, Fábio Costa, Ruud Junior Nagengast, Noé Ury e Malte Hellerup. La fuga ha però progressivamente perso elementi e vantaggio, fino a essere definitivamente annullata a 12 chilometri dall’arrivo, quando anche Hellerup è stato riassorbito dal gruppo.
Pochi chilometri più tardi, sulla Côte de Stafelter, è arrivato il primo squillo di Van der Poel. L’olandese ha accelerato con una delle sue progressioni, guadagnando una decina di secondi sul gruppo. Soltanto il giovane tedesco Eike Behrens è riuscito inizialmente a seguirne le tracce, ma l’iridato ha poi preferito rialzarsi e lasciar rientrare gli inseguitori.
Van der Poel aspetta e poi piazza il colpo
Dopo aver rifiatato e recuperato posizioni, Van der Poel ha lasciato che fossero gli avversari a consumare energie. Nel finale il neerlandese ha quindi ritrovato lo spunto per un nuovo scatto, trasformando l’ultima fase della tappa in una sorta di sprint in salita.
Una volata che ha premiato ancora una volta il campione del mondo di Glasgow, capace di precedere Gautherat e Van den Berg e di conquistare così il successo.
Buona la prestazione degli italiani: Andrea Raccagni Noviero ha chiuso al sesto posto, mentre Davide Piganzoli ha completato la top 10.
“Sono qui per fare fatica, ma anche per vincere”
Dopo il traguardo Van der Poel ha spiegato il significato di questa gara nel suo percorso verso il Mondiale: “Volevo mettere in difficoltà i velocisti e così abbiamo fatto un buon ritmo sulla salita agli ultimi 10 chilometri. Conclusa la discesa mi sono reso conto che sarebbe stato difficile mantenere il vantaggio fino al traguardo, quindi mi sono rialzato”.
Il neerlandese ha poi ammesso di aver sentito la fatica nel finale, ma di essere comunque riuscito a trovare lo spunto decisivo: “Nel finale le gambe facevano un po’ male, ma sono riuscito a vincere e sono felice per questo”.
E sul suo obiettivo per questa trasferta in Lussemburgo non ci sono dubbi: “Quest’anno sono venuto qui per far fatica, ma anche con l’obiettivo di conquistare la corsa. Vedremo come andrà”.
Domani il Tour de Luxembourg proseguirà con la seconda tappa, da Niederkorn a Junglinster, lunga 166 chilometri. Per Van der Poel, intanto, il primo test è già andato nel modo migliore.

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