Dal 4 maggio sarà finalmente possibile uscire di nuovo in bicicletta. Da lunedì inizierà infatti la cosiddetta fase 2 dell’emergenza sanitaria Coronavirus, e sarà una sorta di libertà “provvisoria”, in quanto, rispetto alla fase 1, sarà possibile andare a fare visita ai propri congiunti ed è stato dato l’ok alla pratica dello sport individuale, anche il ciclismo.
Anzi, la bicicletta, come mezzo di trasporto, è fortemente raccomandata anche per i piccoli spostamenti. Cerchiamo di capire quali regole ogni ciclista deve seguire a partire da lunedì, al fine di evitare qualsiasi tipo di problema.
1 – PORTIAMOCI DIETRO I FAZZOLETTI – Può sembrare una cosa strana, soprattutto per chi pratica ciclismo a livello amatoriale in maniera avanzata, ma la prima regola da seguire è quella di portarsi dietro dei fazzoletti monouso. Come ha sottolineato anche il prof. Pregliasco, virologo dell’Università di Milano, nell’intervista a noi rilasciata, è fondamentale soffiarsi il naso nel fazzoletto, al fine di non lasciare residui a terra. Nella fase 2 il Coronavirus non è stato ancora sconfitto, e il pericolo di contagio è sempre dietro l’angolo.

2 – MASCHERINE SI, MA CON GIUDIZIO – Dobbiamo sempre portare con noi la mascherina, è di fondamentale importanza in questo momento in quanto riesce a prevenire il contagio da Covid-19. La mascherina deve essere messa in tasca, all’interno di una bustina di plastica, e deve tassativamente essere indossata nel momento in cui una persona si dovesse avvicinare a noi per qualche minuto. Nella maggior parte delle regioni d’Italia è possibile pedalare senza indossare la mascherina. Vi consigliamo quindi di verificare cosa ha stabilito la vostra regione di appartenenza nelle ordinanze. E’ chiaro che pedalare con la mascherina non è facile, ma in commercio è possibile trovare delle mascherine per chi pratica attività sportiva, realizzate anche da aziende tecniche del settore bike. Qualora non doveste averne una, il consiglio è di indossare un tubino scaldacollo durante l’attività, tirandolo su fino al naso, e indossare la mascherina quando entrate in contatto con qualcuno.

3 – PEDALATE SOLO IN SOLITARIA – La FCI raccomanda di mantenere una distanza di almeno 20 metri tra un ciclista e l’altro, e non rimanere in scia, in quanto è molto facile contagiarsi nel bel mezzo di un’attività sportiva. Lo dimostrano studi scientifici: chi pratica sport lascia nell’aria delle goccioline che possono andare a finire su chi sta dietro. Più l’attività fisica è intensa e maggiore è lo spazio che dobbiamo mantenere tra una persona e l’altra, quindi i due metri non sono più sufficienti. Dobbiamo rimanere lontani da tutte le altre persone, e se dovessimo incrociare un altro ciclista che va più lento di noi, cerchiamo di sbrigarci a sorpassarlo. Chi rimane dietro deve farsi superare, mantenere la distanza di almeno 20 metri e ricominciare a pedalare. Ricordiamoci che l’affiancamento prolungato e la scia sono fonti di contagio.

4 – NON DIMENTICHIAMO I FONDAMENTALI – Indossiamo senza problemi una tuta da ciclista, le scarpette, e non scordiamoci il casco e gli occhiali. Questi ultimi, in particolare, più sono grandi e meglio è. Nella fase 2 del Coronavirus, quando siamo all’aria aperta, è necessario non toccarsi occhi, naso e bocca con le mani: indossiamo quindi occhiali che ci impediscano di far passare moscerini o altri organismi che potrebbero spingerci a toccarci gli occhi con le mani.

5 – IL DISINFETTANTE PER LE MANI – Se siamo proprio costretti a dover toccare qualcos’altro al di fuori della nostra bicicletta, ricordiamoci utilizzare il gel disinfettante o delle salviette igienizzanti, al fine di scongiurare un possibile contagio. Portiamoci il disinfettante insieme ai fazzoletti e alla mascherina, saranno un’ottima nuova abitudine da tenere presente quando usciamo in bicicletta.

6 – EVITIAMO IL CONTATTO CON GLI ALTRI – Per quanto più possibile, evitiamo le soste in luoghi dove è possibile creare assembramenti. Penso alle fontanelle, ma anche ai bar, che da lunedì possono iniziare a fare servizio da asporto. So bene che la pausa caffè per un ciclista è sacrosanta, ma oggi come oggi potrebbe far creare degli assembramenti, perché un ciclista potrebbe fermarsi più facilmente là dove vede un altro appassionato. Evitiamo di fermarci e andiamoci a prendere un caffè da asporto subito prima o subito dopo l’allenamento, e se abbiamo bisogno di recuperare un po’ di energie, fermandoci qualche minuto, facciamolo in un luogo che sia lontano da altre persone.

7 – PRENDIAMOCI CURA DELLA BICI – Laviamo la nostra bicicletta dopo averla utilizzata, sistemiamola e prepariamola per il giorno seguente. E’ sempre meglio evitare di far rimanere dei residui sul nostro mezzo, in quanto, secondo gli studiosi, lo sporco tende ad attirare maggiormente il virus.

8 – PORTIAMO SEMPRE L’AUTOCERTIFICAZIONE – Non dimentichiamoci di stampare e di portare dietro una copia dell’autocertificazione. Non dovrebbe essere richiesta, ma nei primi giorni ci potrebbe essere un po’ di confusione, quindi qualche operatore delle forze dell’ordine potrebbe richiederla. Portatevela dietro, indossate la mascherina quando venite fermati e siate sempre gentili con le forze dell’ordine.

9 – BICI IN MACCHINA, SI O NO? – Molti ciclisti si stanno chiedendo, in queste ore, se è possibile caricare la bicicletta in macchina per pedalare in un territorio diverso da quello vicino casa. La risposta è: sì. In un primo momento la regola era emanata da regione a regione, mentre da sabato pomeriggio, sul sito del Governo, è possibile leggere che vi è la possibilità per tutti di spostarsi con la macchina per andare a praticare un’attività sportiva. Tuttavia, vi consigliamo di dare un’occhiata anche al sito della vostra regione, in quanto, alcuni governatori locali, hanno consentito l’attività sportiva solo nel comune di appartenenza.

10 – SIATE CITTADINI ANCOR PRIMA CHE CICLISTI – Non dobbiamo purtroppo dimenticare che il paziente 1 affetto da Coronavirus ha praticato sport fino al giorno in cui gli è stato diagnosticato il virus. Purtroppo, il contatto ravvicinato durante lo sport è un grande veicolo di contagio. Ricordiamoci quindi di essere cittadini, ancor prima che dei ciclisti. Rispettiamo le regole se non vogliamo tornare a rimanere chiusi dentro casa.

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