Il titolare di Non Solo Tetti racconta trent’anni di impresa, il rapporto con il territorio e una passione per lo sport che guarda con particolare attenzione al ciclismo e ai giovani.
Articolo a cura della redazione di InBici News24
Christian, Non Solo Tetti rappresenta oggi una realtà consolidata nel panorama imprenditoriale romagnolo. Quali sono stati i passaggi più importanti di questi trent’anni di attività?
«Sono stati trent’anni costruiti passo dopo passo. Quando si parte bisogna avere entusiasmo, ma soprattutto bisogna essere disposti a lavorare, imparare e anche a commettere qualche errore. Nel nostro settore non ci si può improvvisare: servono esperienza, competenza e grande attenzione al cliente. Negli anni Non Solo Tetti è cresciuta mantenendo però una caratteristica alla quale tengo particolarmente: il rapporto diretto con le persone. Dietro ogni lavoro ci sono una famiglia, un’impresa o un cliente che ci stanno dando fiducia. Credo che buona parte della nostra crescita derivi proprio dall’aver cercato di non dimenticare mai questo principio.»
In un periodo economico caratterizzato da continui cambiamenti, quali sono oggi le principali sfide che un imprenditore deve affrontare per mantenere competitiva la propria azienda?
«Oggi fare impresa significa confrontarsi con cambiamenti molto rapidi: costi, materie prime, normative, nuove tecnologie e difficoltà nel trovare personale qualificato. Un imprenditore deve programmare, ma allo stesso tempo essere capace di adattarsi. Credo però che non si debba mai cercare competitività abbassando la qualità. La vera sfida è riuscire a essere efficienti continuando a investire nelle persone, nella sicurezza e nella professionalità.»
Non Solo Tetti ha ottenuto negli anni importanti riconoscimenti nel settore edilizio. Quanto contano qualità, formazione e sicurezza?
«Contano moltissimo. Nel nostro lavoro la sicurezza non può essere considerata un costo o un adempimento burocratico: deve diventare parte della cultura aziendale. Lavoriamo spesso in quota e sappiamo quanto siano fondamentali preparazione, attrezzature adeguate e rispetto delle procedure. Lo stesso vale per la formazione. Un’azienda cresce quando crescono professionalmente le persone che ne fanno parte. I riconoscimenti fanno naturalmente piacere, ma ciò che conta maggiormente è sapere di avere costruito negli anni una reputazione basata sulla serietà.»
Lei è da sempre vicino al mondo dello sport. Quali valori ritrova nel ciclismo che possono essere trasferiti nella gestione quotidiana di un’azienda?
«Il ciclismo rappresenta forse uno degli esempi migliori. Dietro una vittoria che vediamo in televisione ci sono migliaia di chilometri di allenamento, sacrifici, sconfitte e giornate difficili. In azienda accade qualcosa di simile: i risultati importanti non arrivano dall’oggi al domani. Bisogna avere costanza e sapere lavorare insieme. Nel ciclismo puoi avere un grande capitano, ma senza una squadra difficilmente vinci. Anche in un’impresa il risultato non appartiene solamente al titolare: è il risultato del lavoro di tutte le persone che fanno parte dell’azienda.»
Sempre più spesso si parla di responsabilità sociale delle imprese. Quanto ritiene importante che un’azienda restituisca qualcosa al territorio attraverso lo sport?
«Credo sia molto importante. Un’azienda vive grazie al territorio nel quale opera: ci sono i clienti, i dipendenti, le famiglie e tutta una rete di rapporti che permette all’impresa di crescere. Quando ci sono le possibilità, penso sia giusto restituire qualcosa. Lo sport è uno dei modi più belli per farlo perché significa sostenere aggregazione, salute, educazione e soprattutto giovani.»
Il ciclismo giovanile attraversa una fase non semplice, anche per i crescenti costi organizzativi. Perché le aziende dovrebbero continuare a investire nei giovani attraverso lo sport?
«Perché investire nei giovani significa investire nel futuro. Non dobbiamo pensare che sostenere una squadra giovanile serva soltanto a trovare il campione di domani. Lo sport insegna regole, rispetto, sacrificio, puntualità e capacità di stare insieme agli altri. Sono qualità che quei ragazzi porteranno nella vita indipendentemente dal fatto che diventino professionisti oppure prendano un’altra strada. Se un’azienda può contribuire anche in piccola parte a creare queste opportunità, credo sia un investimento che abbia un valore molto più grande della semplice sponsorizzazione.»
Quale messaggio lancerebbe agli imprenditori che stanno valutando se sostenere una squadra, una manifestazione o un progetto dedicato al ciclismo giovanile?
«Direi di non guardare esclusivamente al ritorno immediato del logo sulla maglia. Naturalmente un’azienda deve valutare anche comunicazione e visibilità, ma lo sport può creare un rapporto molto più profondo con il territorio. Quando sostieni dei ragazzi, una società sportiva o una manifestazione, entri a far parte di una comunità. È un modo concreto per dimostrare che l’impresa non pensa solamente al proprio fatturato, ma vuole essere parte attiva della realtà nella quale lavora.»
Il ciclismo può rappresentare anche una leva economica attraverso eventi e cicloturismo. Come vede il rapporto tra bicicletta, economia locale e promozione territoriale?
«Credo che ci siano enormi possibilità. Basta osservare cosa accade nei territori attraversati dalle grandi corse o nelle località che hanno investito seriamente nel cicloturismo. Il ciclista soggiorna, utilizza ristoranti, alberghi, negozi e servizi. Ma soprattutto scopre il territorio e spesso ritorna con la famiglia o con gli amici. La bicicletta può quindi diventare un vero strumento di promozione turistica ed economica, soprattutto in una regione come la nostra.»
La Romagna possiede una fortissima cultura della bicicletta. Quanto può essere importante questo patrimonio per il futuro?
«La Romagna ha qualcosa di particolare. Qui la bicicletta fa parte della cultura popolare: dalle uscite della domenica alle grandi manifestazioni, fino ai tanti campioni che questo territorio ha saputo esprimere. Abbiamo mare, collina, borghi e percorsi bellissimi a poca distanza tra loro. Credo che continuare a investire sulla mobilità ciclistica, sugli eventi e sull’accoglienza possa creare nuove opportunità anche per tante piccole e medie imprese.»
Guardando invece alla vostra azienda, quali sono gli obiettivi per il futuro di Non Solo Tetti?
«Continuare a crescere senza perdere la nostra identità. Non mi interessa una crescita fine a se stessa: vogliamo consolidare quello che abbiamo costruito, continuare a migliorare la qualità dei servizi e investire nelle persone e nella sicurezza. Dopo tanti anni bisogna avere ancora la curiosità e la voglia di migliorarsi. È probabilmente questo che permette a un’impresa di rimanere competitiva.»
Veniamo alla sua passione per il ciclismo. Quali sono i corridori che Christian Domeniconi apprezza maggiormente e cosa deve avere un campione per conquistarla come appassionato?
«Ho sempre apprezzato soprattutto i corridori capaci di trasmettere qualcosa oltre al risultato. Naturalmente seguo i grandi campioni del ciclismo attuale, ma mi piacciono gli atleti che hanno coraggio, che attaccano e che non hanno paura di perdere provando a vincere. Pogačar è inevitabilmente uno dei riferimenti della nostra epoca per quello che riesce a fare e per il modo in cui interpreta le corse. Ma guardo con interesse anche Vingegaard, Van der Poel, Evenepoel e gli italiani che cercano di emergere ai massimi livelli. Alla fine, però, quello che mi conquista davvero è vedere un corridore dare tutto, anche quando non sale sul gradino più alto del podio.»
Se dovesse racchiudere in poche parole il rapporto tra impresa, territorio e sport, quale messaggio vorrebbe lasciare ai lettori di InBici News24?
«Direi che nessuna impresa cresce veramente da sola. Cresciamo insieme alle persone che lavorano con noi e al territorio che ci circonda. Lo sport insegna esattamente questo: puoi avere talento e ambizione, ma per raggiungere un grande obiettivo hai bisogno degli altri. Credo sia una lezione valida sulla bicicletta, nell’impresa e nella vita.»
A cura della redazione di Inbici News24
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