Da quando nel 1948 Vittorio De Sica diresse il film “Ladri di biciclette”, nel quale un uomo veniva derubato del suo mezzo e affrontava diverse vicissitudini per recuperarla senza riuscirci, le cose sono cambiate parecchio. Le due ruote ormai non sono più solo un mezzo di trasporto economico, ma anche una passione in campo sportivo, con uomini e donne che praticano la disciplina, che seguono le gare, che hanno imparato regole, segreti e strategie e amano anche tentare la sorte scommettendo su risultati e piazzamenti. Vale per la bicicletta da corsa, ma anche per quella da montagna, che è una delle forme più recenti di velocipede e che ha avuto un’ascesa rapida quanto la crescita di popolarità di questo sport.
Un po’ di storia
La mountain bike moderna nasce alla fine degli anni Settanta in California. Prima si usavano delle biciclette adattate chiamate “clunker” (che significa catorcio), per lanciarsi in discesa sulle strade forestali, in una sfida diretta con gli amici. Poi, nella contea di Marin, si tenne la prima gara ufficiale con i nuovi mezzi. Si trattava di un percorso in discesa a rompicollo, quello che ufficialmente ora si definisce downhill, che veniva apprezzato da atleti in cerca di emozioni, su piste lunghe, dove la velocità diventa l’elemento entusiasmante. Era il 21 ottobre 1976, i freni erano ancora rudimentali, bisognosi di continua lubrificazione, le ruote decisamente differenti da quelle di oggi, ma l’entusiasmo e la passione apparivano identiche. All’epoca il miglior tempo fu quello di Gary Fischer, che percorse il tracciato in 4 minuti e 22 secondi e divenne quindi il “padre” della mountain bike.
Una continua evoluzione
Da lì in poi le modifiche sulle biciclette sono state continue, dalla mountain bike prodotta in scala industriale nel 1981 da Specialized, azienda californiana ovviamente, fino alle evoluzioni su freni, cambi, ammortizzatori. Il fenomeno cresceva velocemente tanto che nel 1982 negli Usa circolavano 15mila mountain bike e nel 1990 ne venivano prodotte 12 milioni e mezzo all’anno. Nel settore del ciclismo le evoluzioni sono state la regola, come è stato dimostrato da materiali, forme ed evoluzioni sia nel professionismo, che nel mondo del divertimento. Per capire meglio come il mondo della bicicletta si sia trasformato, arrivando a raggiungere persone che mai avrebbero pensato di dedicarvisi, basta dare un’occhiata ai siti sicuri di gioco online. Scorrerli con attenzione permetterà di comprendere come le corse in bicicletta, su strada e in montagna, siano diventate tanto popolari da rappresentare un settore in cui è facile e divertente fare scommesse per provare l’emozione di sfidare la Fortuna. Una tendenza in crescita significativa soprattutto in Italia, paese dove le scommesse sono diventare molto popolari e quindi le proposte sono davvero tantissime.

Tanti fattori fanno amare la bicicletta
A favorire la popolarità del ciclismo sono diversi fattori. Da un lato il fatto che si tratti di uno sport abbastanza economico, visto che una volta acquistato il mezzo non ci sono altri costi a carico dell’atleta. Anche il fatto di potersi allenare quando e come si vuole, svincolati da corsi, orari e tempi delle palestre, rappresenta un vantaggio. Poi c’è l’elemento ecologico, visto che la bicicletta non inquina ed è un passatempo che ha un impatto molto ridotto sull’ambiente. Si tratta, ancora, di una disciplina che valorizza l’individuo, quindi piace soprattutto a coloro che amano dimostrare di poter ottenere dei risultati da soli, puntando su determinazione, costanza e forza di volontà. Infine, essendo diffuso anche tra persone (soprattutto uomini) che hanno oltre quarant’anni e una posizione professionale di prestigio, l’andare in bicicletta, partecipando a gare come la Fausto Coppi o la Maratona delle Dolomiti, diventa un’occasione sociale, quasi un’opportunità per rinsaldare collaborazioni e aprire nuovi contatti.
L’ascesa della e-bike
Un altro elemento che ha reso sempre più popolare il ciclismo è poi l’avvento delle e-bike, che consentono a tutti di affrontare percorsi avventurosi e divertenti e quindi rendono mountain bike, gare e percorsi davvero di pubblico interesse. A favorire la diffusione delle e-bike sono stati da un lato il progressivo aumento del prezzo della benzina, dall’altro le spinte ecologiste. Secondo alcune statistiche in Italia la richiesta di bici a pedalata assistita è aumentata del 133 per cento rispetto al 2019.A rendere popolare questa formula è stata anche la diffusione del bike sharing con bici elettrica, promosso da comuni come Pavia, Torino, Roma, per citarne alcuni. Selezionando diversi livelli di assistenza e velocità, si riescono a percorrere anche lunghi percorsi e, se si va in montagna, a raggiungere destinazioni prima impensabili per coloro che non erano molto allenati.
Le formule virtuali piacciono
Una specie di rivoluzione democratica per le due ruote, che ha portato questo sport alla portata di tutti. Certo per i veri atleti rimangono circuiti importanti, come ad esempio quelli promossi dalla Red Bull, che in Italia propone il Red Bull Campus Clutch, aperto agli studenti di oltre 50 paesi, che si scontrano nell’intento di creare il miglior team studentesco di Valorant. Per non parlare del gradimento crescente delle sfide virtuali, che comprendono la possibilità delle scommesse. Del resto durante la pandemia, anche gli appassionati delle due ruote si sono trasferiti on line, con piattaforme e app come Zwift, che hanno riscoperto i migliori percorsi d’Europa e d’Italia, rendendoli disponibili on line per tutti i patiti del genere, con gare a partecipazione simultanea, che nulla avevano da invidiare a quelle reali. Nuove corse e sfide, come ad esempio la Italian Gravel Trophy, la “tre giorni” cicloturistica organizzata da Inbici Media Group, che ogni anno attira appassionati da tutta Italia e non solo e che sta diffondendo interesse su questa nuova modalità di affrontare salite, discese, percorsi nella Natura avvincenti e ad alto tasso di adrenalina.
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A cura della redazione di Inbici News24
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