Il conto alla rovescia è già iniziato. Il 3 e 4 ottobre 2026 Gaiole in Chianti tornerà a essere il cuore de L’Eroica, manifestazione che da quasi trent’anni richiama sulle strade del Chianti ciclisti, appassionati e visitatori provenienti da ogni parte del mondo. La XXIX edizione arriva in un momento particolare per l’evento. Nel corso degli anni L’Eroica ha superato i confini di Gaiole e ha costruito una dimensione internazionale, dando vita ad appuntamenti in diversi Paesi. Eppure, come sottolinea Franco Rossi, presidente di Eroica Italia, il rapporto con il territorio d’origine rimane un elemento imprescindibile. L’obiettivo, oggi, non è soltanto organizzare una grande manifestazione ciclistica, ma fare in modo che L’Eroica sia sempre più parte della vita di Gaiole.
Un evento che nasce dalla comunità
Per Rossi, la crescita dell’evento deve andare di pari passo con il coinvolgimento di chi vive quotidianamente il territorio. L’Eroica, quindi, non viene considerata come qualcosa che arriva in paese per un fine settimana e poi scompare, ma come un progetto nel quale associazioni, attività locali, istituzioni e cittadini possono avere un ruolo.
È anche in questa direzione che si inserisce il lavoro avviato con le scuole di Gaiole. Nel 2025 è partito un percorso dedicato agli studenti, con l’intenzione di ascoltare i ragazzi e coinvolgerli nella conoscenza di una manifestazione che, quando è nata nel 1997, apparteneva a una generazione diversa.
Dal ciclismo di oggi alle biciclette di ieri
Uno dei progetti che meglio rappresenta questo dialogo coinvolgerà alcuni ragazzi protagonisti dell’Eroica Juniores Internazionale dello scorso maggio. I giovani saranno infatti impegnati nella Cento Val d’Arbia, un percorso di 105 chilometri affrontato su biciclette storiche. Per l’occasione indosseranno una riproduzione della maglia di lana utilizzata dalla Nazionale italiana negli anni Settanta e Ottanta, mentre al seguito ci sarà anche una vettura d’epoca della squadra.
Non si tratta di una gara, ma di un’esperienza pensata per far conoscere ai giovani un modo differente di vivere la bicicletta. Passione, rispetto, conoscenza del territorio e condivisione diventano così il filo conduttore tra il ciclismo contemporaneo e quello di un’altra epoca. La Cento Val d’Arbia sarà inoltre protagonista della diretta Rai di domenica 4 ottobre, con una troupe al seguito composta da un giornalista, una moto dotata di telecamera e un mezzo di assistenza meccanica allestito secondo una configurazione d’epoca.
La notte di Gaiole e la partenza delle biciclette più antiche
Tra i momenti destinati a riportare L’Eroica alle sue atmosfere originarie ci sarà anche la partenza del percorso Lungo. Alle 4.30 del 3 ottobre, da Piazza Ricasoli, prenderanno il via i ciclisti impegnati sui 210 chilometri, alcuni dei quali in sella a biciclette costruite negli anni Venti e Trenta.
È uno degli appuntamenti che meglio restituiscono il carattere particolare della manifestazione: il paese ancora immerso nel buio, le vecchie biciclette, una giornata intera davanti e un percorso nel quale la componente sportiva si intreccia con il paesaggio e con la storia del ciclismo. Anche il tradizionale rito dell’orologio rientra in questa dimensione. Durante L’Eroica, il tempo sembra assumere un significato diverso da quello della quotidianità: non è soltanto l’ora della partenza o dell’arrivo, ma diventa parte dell’esperienza stessa.
Anche la colazione racconta il Chianti
La riscoperta delle tradizioni locali passa anche dalla tavola. Quest’anno, per chi affronterà il percorso più impegnativo, è prevista una proposta legata alla cultura contadina del Chianti: uovo sbattuto con Vin Santo.
Un tempo era una colazione semplice e nutriente consumata dai contadini prima di una giornata di lavoro nei campi. A L’Eroica diventa invece un piccolo rito dedicato ai ciclisti chiamati ad affrontare 210 chilometri, senza cambio e con una parte consistente del tracciato sulle Strade Bianche.
Tradizione e innovazione devono viaggiare insieme
Il futuro de L’Eroica, secondo Rossi, non può essere costruito scegliendo tra passato e presente. Le due dimensioni devono convivere. Una bicicletta d’epoca, un piatto della tradizione, una vecchia maglia di lana o un rito legato alla partenza acquistano un significato più ampio quando riescono a raccontare qualcosa anche alle nuove generazioni. È questa la sfida di una manifestazione nata nel 1997 e diventata nel frattempo un appuntamento internazionale: continuare a evolversi senza perdere il rapporto con il luogo da cui tutto è cominciato.
Gaiole non sarà soltanto partenza e arrivo
Anche il programma della XXIX edizione punta a rafforzare la dimensione di festival. Accanto alle biciclette ci saranno incontri, iniziative, musica e momenti dedicati alla socialità. L’idea è trasformare Gaiole in un luogo da vivere per più giorni, non semplicemente nel punto di ritrovo dei ciclisti.
In questo percorso le associazioni locali avranno un ruolo decisivo. La loro conoscenza del territorio e delle esigenze della comunità rappresenta una risorsa fondamentale anche sul piano dell’accoglienza e dell’organizzazione. È un aspetto particolarmente importante per un evento che deve gestire migliaia di persone provenienti da Paesi diversi. Più cresce la dimensione internazionale, infatti, più diventa necessario avere solide radici locali.
Cinque percorsi tra strade bianche e paesaggi del Chianti
La XXIX edizione proporrà cinque percorsi distribuiti nelle due giornate. Il sabato sarà dedicato ai due tracciati più lunghi, mentre domenica toccherà agli altri percorsi. Il più impegnativo raggiungerà i 210 chilometri. La novità di quest’anno riguarda anche la possibilità per un numero maggiore di Eroici di partecipare a entrambe le giornate, vivendo due esperienze differenti: il sabato sarà caratterizzato dalla “Fatica”, mentre la domenica sarà dedicata al “Gusto del puro divertimento”.
“L’Eroica e le sue parole”: dopo Fatica arriva Lentezza
Il racconto della manifestazione non passa soltanto dalle immagini e dalle biciclette. Prosegue infatti anche il podcast “L’Eroica e le sue parole”, che dopo “Fatica” dedica una nuova puntata alla parola “Lentezza”. Il progetto nasce per raccontare ciò che sta intorno alla pedalata: il rapporto con il tempo, la fatica, le strade, gli incontri e quelle sensazioni che rimangono anche quando la bicicletta è ormai ferma. È un modo ulteriore per raccontare un evento che, proprio attraverso la lentezza, prova a contrapporsi alla velocità della vita quotidiana.
Il cuore de L’Eroica resta a Gaiole
A pochi giorni dall’appuntamento, la prospettiva indicata da Franco Rossi è quindi chiara: L’Eroica può continuare a crescere nel mondo, ma senza allontanarsi dalle proprie origini. Il 3 e 4 ottobre Gaiole tornerà a riempirsi di biciclette, volontari, associazioni, attività commerciali e appassionati. Ma il vero obiettivo sarà fare in modo che, dietro ai numeri e alla dimensione internazionale, rimanga riconoscibile il volto della comunità che ha visto nascere L’Eroica. Perché la storia dell’evento continua a partire da qui: dalle strade bianche del Chianti, dalle persone e da quel legame con Gaiole che, dopo quasi trent’anni, resta il suo punto di riferimento più importante.

InBici Rivista per ciclisti, InBici Magazine, Passione sui Pedali












