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A CESENATICO TAVOLA ROTONDA SULLA SICUREZZA

Giornalista del sito internet www.inbici.net. Giornalista e scrittore, dei libri "Pedalare nel fango", "Due pedali per volare" e "Giro delle Fiandre, la classica dei tifosi"


E’ stato un prezioso momento di riflessione la Tavola Rotonda Safe2GO dal titolo “io rispetto le regole” andata in scena questa mattina nel giardino del Grand Hotel Da Vinci di Cesenatico. E del resto l’autorevolezza dei relatori, ben “governati” da Andrea Agostini, non poteva che regalare spunti molto interessanti sul tema della sicurezza legata alla cosiddetta “utenza debole”.

Gran cerimoniere dell’evento il Prefetto Roberto Sgalla, l’uomo che – più di tutti – nelle sue molteplici mansioni, si sta prodigando per migliorare la sicurezza sulle strade, con particolare riferimento alle gare degli amatori.
Dopo un breve saluto del sindaco di Cesenatico Matteo Gozzoli, Sgalla – ribadendo il mantra della “tolleranza reciproca” – è partito con una lucida autocritica, richiamando i ciclisti al “rispetto delle regole” e all’utilizzo di “tutti quei dispositivi che possono rendere le biciclette più visibili sulle strade”.
Sgalla ha poi ricordato il senso dell’iniziativa “Safe2GO”, ovvero la Tirreno-Adriatico dell’educazione stradale che ha preso il via venerdì 21 giugno da Camaiore ed è giunta oggi a Cesenatico con un apripista d’eccezione, il grandissimo Gianni Motta. Malgrado le 76 primavere sulle spalle, è stato lui a scandire il ritmo lungo i circa 300 chilometri di pedalata durante i quali la squadra Safe2GO, composta da una trentina di ciclisti, si è impegnata a diffondere uno stile di vita improntato al rispetto delle regole del codice della strada: “Un progetto, uno stile di vita, un messaggio di sicurezza e di rispetto reciproco destinato a tutti gli utenti della strada”, ha ricordato lo stesso Sgalla, che ha poi dato la parola a Marina Romoli, una bella ragazza finita in sedia a rotelle proprio in seguito ad un incidente stradale: “Da quella tragedia – ha ricordato Marina – ho tratto il meglio, fondando una onlus che oggi si occupa soprattutto di aiutare quei ciclisti che, come me, sono rimasti vittime di incidenti stradali e che hanno necessità di un supporto psicologico, sanitario ed economico”.
Di fianco a lei, in rappresentanza dell’ACI, Enrico Pagliari, che ha ricordato le ferali statistiche degli incidenti sulle strade, sottolineando “che, a fronte di un’incoraggiante riduzione dei morti tra gli automobilisti, la conta dei decessi per i ciclisti è ancora in inquietante aumento”. E proprio per “invertire questa drammatica tendenza”, Pagliari ha ribadito l’impegno dell’Autoclub Italiano “a migliorare la cultura civica sulle strade, partendo proprio dalla formazione e dall’educazione delle nuove generazioni”.
Molto toccante anche la testimonianza di Stefano Pazzini che, dopo aver perso una figlia in un tragico incidente, ha trovato le forze per iniziare una capillare campagna di sensibilizzazione per il rispetto delle regole del codice della strada.
Dopo il toccante intervento di Marco Scarponi (fratello del compiano Michele), la chiusura della tavola rotonda è stata affidata a Mauro Vegni, direttore del Giro d’Italia che ha stigmatizzato l’atteggiamento “a volte troppo vittimistico” dei ciclisti, puntando l’indice contro “l’agonismo esasperato delle granfondo” e ricordando l’importanza vitale della “formazione e dell’educazione civica sulle strade che – ha concluso – deve partire proprio dalle scuole”.

Giornalista del sito internet www.inbici.net. Giornalista e scrittore, dei libri "Pedalare nel fango", "Due pedali per volare" e "Giro delle Fiandre, la classica dei tifosi"

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