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Tour de France 2018 - 105th Edition - 4th stage La Baule - Sarzeau 192 km - 10/07/2018 - Guillaume Van Keirsbulck (BEL - Wanty - Groupe Gobert) - photo Luca Bettini/BettiniPhoto©2018

L’AGONIA DEL FUGGITIVO

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C’è un rettilineo, a circa otto chilometri dall’arrivo. La vettura di inizio corsa è qualche centinaia di metri più avanti.

Ci sono quattro uomini all’attacco, partiti appena il via è stato dato, questa mattina, nell’ultima tappa in Vandea. Perez, Claeys, Van Keirsbulck e Cousin. Li hanno lasciati andare subito, senza particolari patemi d’animo, come solitamente accade. Non li hanno visti per tutto il giorno, fino ad arrivare a quel rettilineo. Loro, davanti, con la lavagnetta a spronarli a spingere, a crederci ancora, perché il numero scritto lì, era più che incoraggiante; gli altri, a puntarli come la freccia sul bersaglio. Il triangolo rosso dell’ultimo chilometro, che in Francia chiamano flame rouge, ha benedetto Van Keirsbulck, che tutti conoscono come 007, per la sua passione per l’agente segreto; purtroppo il gruppo era alle sue spalle. La fiamma rossa, che oggi brucia più delle altre volte.

Il fuggitivo, che vive un’agonia diversa da tutte le altre. Più dolorosa e profonda, come una gola di roccia. Il fuggitivo sconfitto vive una crisi profonda. Lo sforzo compiuto e non riconosciuto, conduce ad una sorta di limbo, dove il fuggitivo ripreso dal gruppo si chiude per qualche istante, chiudendo gli occhi e restando in uno stato di confusione; forse gli sale la febbre. Poi la realtà ritorna tale e prosegue fino al traguardo, dove l’agonia, finalmente finisce. Ci riproverà, magari domani, magari tra qualche giorno, ma ci riproverà. E chissà se questa nuova, ipotetica storia, potrebbe portare oltre la fiamma rossa, oltre il traguardo.

Accanto alla tragedia del fuggitivo, c’è però l’essenza della felicità di Fernando Gaviria, che ha vinto la sua seconda tappa ancora davanti al Campione del Mondo. Ma se sei un ciclista, accetti che qualcun altro possa gioire, mentre tu, tristemente, chini il capo e gli sfili accanto.

A cura di Giulia Scala per InBici Magazine

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