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ROBERTO AMADIO: “GIUSTO CHE BETTIOL NON FACCIA LA ROUBAIX, E ATTENZIONE A FORMOLO”

Giornalista del sito internet www.inbici.net. Giornalista e scrittore, dei libri "Pedalare nel fango", "Due pedali per volare" e "Giro delle Fiandre, la classica dei tifosi"


In un’intervista realizzata durante la trasmissione radiofonica “Ultimo Chilometro”, Roberto Amadio, ex team manager della Liquigas e della Cannondale, squadra che ha permesso ad Alberto Bettiol di passare professionista, ha spiegato che la vittoria dell’italiano al Giro delle Fiandre di domenica scorsa non è una sorpresa: “Domenica ho vissuto delle emozioni forti – spiega Amadio – soprattutto di sofferenza nei minuti finali di gara. Nel 2014 Mauro Battaglini mi parlava di Alberto come di un grande corridore, e avendo la filosofia di lavorare sui giovani lo abbiamo fatto passare professionista quasi subito. Ho visto Alberto molto magro già alla Tirreno-Adriatico ed è andato bene, alla Sanremo è partito troppo presto. Per me non è una sorpresa la vittoria di domenica, mi ha sorpreso il modo in cui è arrivata, ma non avevo dubbi che ce l’avrebbe fatta”. 

Riguardo la decisione della squadra di non fargli prendere parte alla Parigi-Roubaix, Amadio è in pieno accordo: “Concordo con la scelta della Education First di non fargli correre la Roubaix perché ora Bettiol è nel picco della forma e sicuramente riuscirà a mantenere questa condizione per esprimersi al meglio in classiche più adatte alle sue caratteristiche. Fisicamente è leggero e non credo che alla Roubaix possa fare il risultato grosso. Vincere non è facile, ma sicuramente potrà essere grande protagonista all’Amstel Gold Race perché questa corsa è molto vicina e la vittoria al Fiandre lo ha sbloccato, gli ha fatto capire che è un corridore con la C maiuscola”. 

Rispetto ai tempi della Liquigas, il ciclismo è molto cambiato: “Sicuramente avevamo creato una squadra importante e i risultati dei ragazzi sono ancora molto prestigiosi, se dovesse ricapitare l’occasione di trovare uno sponsor importante magari ci rimetteremo in gioco. Il ciclismo è un po’ cambiato, è più difficile vincere perché i ritmi sono veramente pazzeschi e ci sono corridori che fanno la differenza in maniera netta. Però secondo me è una questione di filosofia: una squadra con un grande budget può davvero investire molto sia sui giovani che sui talenti affermati, un po’ come fa la Sky, che ha Froome e Thomas ma anche Bernal e Sosa”. 

Per le prossime gare, Roberto Amadio punta tutto su Davide Formolo: “Credo possa essere favorito alla Liegi, lo vedo molto cattivo quest’anno in bici, ha la voglia del risultato che forse gli è mancata negli anni passati. Ha molta convinzione e lo ha dimostrato con la vittoria in Catalogna, quindi credo che alla Liegi possa essere protagonista”. 

 

A cura di Carlo Gugliotta per InBici Magazine

Giornalista del sito internet www.inbici.net. Giornalista e scrittore, dei libri "Pedalare nel fango", "Due pedali per volare" e "Giro delle Fiandre, la classica dei tifosi"

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