Tra Poggio e Cipressa i campioni preparano l’assalto al primo Monumento
Manca meno di un mese alla Milano-Sanremo e il ciclismo mondiale trattiene il respiro. La Classicissima di primavera, primo Monumento del calendario World Tour, è molto più di una corsa: è un viaggio di quasi trecento chilometri tra pianura e mare, fatica e strategia, attesa e coraggio. È la gara che inaugura davvero la stagione delle grandi classiche e che ogni anno ridefinisce gerarchie, ambizioni e sogni.
L’attesa che profuma di mare e fatica
La Milano-Sanremo non si corre soltanto: si attraversa, si gestisce, si interpreta. Dalle strade del Nord fino alla luce della Riviera ligure, il gruppo scivola compatto per ore, in un equilibrio fragile che può spezzarsi in qualsiasi momento. La lunghezza è la sua prima selezione, la pazienza la seconda. Qui non basta essere forti, serve leggere la corsa come un romanzo che cambia trama a ogni capitolo.
I tre Capi introducono al cuore della gara, ma è sulla Cipressa che il ritmo si impenna davvero. Le squadre dei favoriti prendono in mano la situazione, alzano l’andatura, iniziano a sfoltire il gruppo. Poi arriva il Poggio, pochi chilometri che dopo sette ore di corsa diventano un giudice severo. Scollinare davanti significa giocarsi la vittoria, ma nulla è deciso fino all’ultimo rettilineo di Via Roma.
I favoriti del World Tour
Tra i protagonisti più attesi c’è Mathieu Van der Poel, corridore capace di trasformare ogni accelerazione in spettacolo. La Sanremo si adatta al suo talento esplosivo: se decide di attaccare sul Poggio, pochi hanno la forza e il coraggio di seguirlo. Il suo obiettivo è chiaro, la preparazione calibrata per arrivare al top proprio nel giorno della Classicissima.
Accanto a lui si muove Tadej Pogačar, campione totale che vede nella Milano-Sanremo un tassello fondamentale della propria collezione. La sua capacità di imporre ritmo sulle salite brevi potrebbe rendere la Cipressa un trampolino per un’azione decisiva. Ma la Sanremo è sottile, e richiede il tempismo perfetto: attaccare troppo presto significa esporsi al ritorno del gruppo.
Le carte italiane e l’orgoglio azzurro
L’Italia guarda con speranza a Jonathan Milan, potenza pura in caso di volata ristretta. Se la corsa dovesse ricompattarsi dopo il Poggio, la sua progressione potrebbe trovare terreno ideale sul traguardo di Sanremo. È uno dei velocisti più temuti del circuito e rappresenta una concreta possibilità per riportare il tricolore sul gradino più alto.
Occhi puntati anche su Filippo Ganna, sempre più uomo da classiche. La sua resistenza e la capacità di mantenere alte velocità anche in salita lo rendono una variabile tattica importante. In una gara dove la gestione dello sforzo è tutto, la sua solidità potrebbe diventare un fattore determinante.
Strategia, resistenza e colpi di scena
La Milano-Sanremo è una partita a scacchi giocata a oltre quaranta chilometri orari. Le squadre lavorano per portare i capitani nelle prime posizioni all’imbocco della Cipressa, evitando cadute e ventagli lungo la costa ligure. Il vento può cambiare il copione, così come un attacco improvviso o una discesa interpretata con audacia.
A meno di trenta giorni dal via, i grandi nomi del ciclismo mondiale stanno affinando la condizione con allenamenti mirati e prime gare di avvicinamento. La Classicissima resta fedele alla sua leggenda: elegante, lunghissima, imprevedibile. Non sempre premia il più atteso, ma quasi sempre consacra un campione.
Quando il vincitore alzerà le braccia sul lungomare, il ciclismo saprà di aver inaugurato la primavera nel modo più autentico possibile: con una storia scritta sull’asfalto, tra il mare e la fatica.
A cura della redazione di Inbici News24
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