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Paris Nice 2019 - 77th Edition - Nairo Quintana (COL - Movistar Team) - Egan Bernal (COL - Team Sky) - Michal Kwiatkowski (POL - Team Sky) - photo Roberto Bettini/BettiniPhoto©2019

BERNAL CONTRO QUINTANA: È COLOMBIA POWER!

Ormai non servono troppe presentazioni, semplicemente è Egan Bernal! Il talento colombiano, forse il più forte astro nascente del panorama ciclistico mondiale di questi ultimi anni, domenica in Francia ha aggiunto l’ennesimo mattoncino ad una carriera che si preannuncia ricca di trionfi. Cresciuto sulle strade limitrofe a Zipaquirá, dove il padre lavora come custode della Catedral del Sal, Egan ha mostrato fin dalle prime pedalate il suo valore. Agli inizi i successi in mtb, ora quelli su strada, l’ultimo la Parigi-Nizza.

Il portacolori del Team Sky, da poco ventiduenne, diventa anche il secondo più giovane atleta di sempre ad aver vinto la corsa a tappe francese, meglio di lui solo Stephen Roche nel 1981, a 21 anni.

Alle sue spalle un altro colombiano, Nairo Quintana, nato sette anni prima, che prometteva di vincere molto ma che alla fine ha raccolto meno di quanto sperato. Proprio il colore della maglia da leader della “Classica della Costa Azzurra” avrà ricordato a Nairo l’obiettivo che si è posto anche per questa stagione: scalzare Chris Froome dal gradino più alto del Tour de France. Un traguardo che vale un’intera carriera ma che l’ha portato spesso a diventare l’ombra di se stesso, fino a settimana scorsa.

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Bernal Vs Quintana – Proprio questi due campioni, accomunati dalle origini colombiane ma diametralmente opposti e rivali, hanno animato l’ultima edizione della Parigi-Nizza. Bernal si è mosso sempre in modo molto intelligente, pedalando come un veterano delle due ruote, e senza mai correre grossi rischi. Il ciclista della Sky, sempre in controllo della situazione, grazie anche al supporto del team, ha dimostrato di essere fisicamente e mentalmente pronto a conquistare una grande corsa a tappe. I suoi avversari al Giro d’Italia sono avvisati, chi vorrà indossare la maglia rosa sul podio finale di Verona, dovrà per forza far i conti anche con lui. Dal canto suo Nairo Quintana ha animato l’ultima frazione della Parigi-Nizza, dando sfoggio, più che di una buona condizione fisica, di una voglia di rivalsa. Contro la sua indole, il portacolori della Movistar si è esibito in un attacco da lontano, uno scatto secco a 48 km dal traguardo sulla Cote de Peille. Non è bastato per ribaltare la classifica ma è servito per ritrovare fiducia nei propri mezzi. Pedalata dopo pedalata il colombiano sembrava ritrovare la voglia di primeggiare. Chissà, magari anche nelle prossime corse lo vedremo all’attacco, potrebbe esser il modo giusto per arrivare in forma alla Grande Boucle.

Egan Bernal con Gianni Savio

Egan Bernal e Gianni Savio – In quanto fine conoscitore del movimento ciclistico colombiano e soprattutto come colui che ha lanciato Egan Bernal nel professionismo, Gianni Savio è una delle voci più autorevoli, in grado di raccontarci la continua crescita del talento colombiano, palesata in questo recente successo: “Ho seguito ogni giorno la Parigi-Nizza e sono stato molto contento della vittoria di Egan. Durante la corsa francese gli mandavo degli sms per complimentarmi, soprattutto nella tappa con i ventagli, li si è mosso davvero bene. Mi ha fatto molto piacere ricevere, immediatamente alla sera, una sua risposta nella quale dava il merito di questa sua crescita anche all’Androni, prima squadra che ha creduto in lui.

“Paolo Alberati me lo presentò alla Coppa Agostoni, – continua ricordando il suo primo incontro con Bernal – il giorno dopo Egan vinse una corsa (Sognando il Giro delle Fiandre) e io, dopo aver visto anche i suoi valori, andai alla sera a proporgli il suo primo contratto da professionista”.

Paris Nice 2019 –  Nairo Quintana (COL – Movistar Team) – Egan Bernal (COL – Team Sky) – photo Tommaso Pelagalli/BettiniPhoto©2019

Egan Bernal, a differenza di molti colleghi colombiani, stupisce per le sue capacità fisica e mentale. Lo stesso Chris Froome, al termine dell’ultimo Tour de France, è rimasto piacevolmente stupito e ha abbondantemente elogiato il corridore colombiano. Anche Savio notò fin da subito queste qualità: “Al esordio tra i professionisti Bernal arrivò nella top ten in una tappa del Tour Mediterranéen. Già allora dissi che sarebbe giunto sul podio di un Grande Giro, per il semplice fatto che lui a diciannove anni aveva già raggiunto un equilibrio psico-fisico, è un campione senza carenze caratteriali. Non voglio fare pronostici però sono convinto che farà un gran Giro d’Italia, non solo, penso che oltre alle corse a tappe potrebbe esser presto protagonista anche in alcune classiche adatte alle sue caratteristiche, come il Giro di Lombardia”.

Il futuro – Sicuramente il futuro di Egan Bernal sembra esser più radioso di quello di molti altri suoi coetanei. Difficile parlare, anche se avrà molti anni ad ottimi livelli, in modo enfatico di quello Nairo Quintana. Eppure potremmo lasciarci con due semplici domande: E se il 2019 fosse l’anno dei colombiani? Egan Bernal riuscirà a conquistare il Giro d’Italia e Nairo Quintana il Tour de France? Solo il proseguo della stagione potrà fornire una risposta. Certo è che se questi due campioni si presenteranno in forma al via da Bologna e da Bruxelles, allora ci sarà da divertirsi. Ci attende un grande spettacolo!

a cura di Davide Pegurri – per Inbici Magazine

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