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E grande successo fu. L’avevamo anticipato, questa sarebbe stata un’edizione memorabile! A partire dal numero dei partecipanti ampiamente raddoppiato rispetto all’anno scorso fino allo strepitoso omaggio consegnato al partecipante più estroso.

Ma andiamo con ordine. Le duecento “matricole dell’ufficio sinistri” hanno dato estremo sfogo alla fantasia… i primi, singolari soggetti sono arrivati, agghindati a dovere, già la mattina presto: Fantozzi e Filini, rigorosamente in coppia e ben riconoscibili, c’erano. Il geometra Calboni, con braccia e busto ingessati, era presente. C’erano poi la Pina, la signorina Silvani – decisamente molto più bella dell’originale e la sposa, quella a cui viene devastato il banchetto nuziale alla Trattoria il Curvone. Azzeccatissimi e praticamente identici: Franchino, l’autostoppista dalla terrificante ascella che accompagna Fantozzi e Co. in vacanza in discarica, Cecco, il nipote del fornaio, “l’orrendo butterato di 26 anni, con il culo molto basso e l’alito agghiacciante, tipo fogna di Calcutta”. E ancora: gruppetti di improbabili ciclisti con abbigliamento vintage e parrucconi, personaggi estrapolati dall’episodio del film, a cui la gara si ispira, perfettamente riprodotti dai geniali partecipanti e naturalmente lui, il Conte Cobram, impersonato per l’occasione da Mauro Bresciani, ideatore della manifestazione. Bellissime anche le voci fuori dal coro: Giuseppe Verdi, nella versione delle vecchie Mille Lire, distribuiva denaro coniato appositamente per l’occasione; due messicani in tandem, con ingombranti sombreri e sigari cubani in bocca, hanno aggiunto colore all’evento; i personaggi di Arancia Meccanica, inquietanti al punto giusto, erano strepitosi. Tutto questo per dire che la creatività non è assolutamente mancata. E un’altra cosa che non è di certo mancata è stata la massiccia presenza di pubblico: da via Castello lungo tutto il tragitto che arriva al Porto di Rivoltella, c’erano una miriade di persone in attesa del passaggio del gruppo, nemmeno fosse il Giro d’Italia… che soddisfazione! Numerosissimi poi erano giornalisti e fotografi che hanno seguito la gara dal momento della punzonatura mattutina fino all’arrivo e alla consegna della bicicletta in omaggio nel tardo pomeriggio. Ma la sorpresa più grande è stata senza ombra di dubbio l’accoglienza in spiaggia, al Classic Rock Beach Cafè: mai vista tanta gente così! Senza considerare che lo staff del bar, oltre a consegnare la Bomba ai ciclisti e ad offrire l’aperitivo a tutti i presenti, ha ricreato la celebre scena sulla Cima del Diavolo: nebbia sparata dai cannoni e “merdacce” annaspanti in salita. Bellissimo! Dal lago, il tragitto si è allungato nell’entroterra desenzanese, per giungere poi all’agriturismo Borgo Machetto in pausa pranzo. E per far sì che i partecipanti non andassero in crisi di zuccheri a metà percorso, quest’anno, al kit gara, è stato aggiunto anche un favoloso panino con la “mortazza”. L’arrivo al traguardo in via Castello, è stato forse il momento più saliente perché, diciamoci la verità, l’omaggio era ambitissimo! Ma solo uno è riuscito ad accaparrarsi la District Line, telaio Ferrari anni 80 a scatto fisso. Mauro Massari, direttamente da Pisogne, in provincia di Brescia, è il fortunato vincitore dell’edizione 2015. Ampiamente votato da tutti gli altri partecipanti, Mauro ha dato spettacolo per l’intera giornata, riuscendo, con la su travolgente simpatia ad intrattenere chiunque. Certo, anche il look è stato fondamentale: occhialoni con lenti stile fondo di bottiglia, canna da pesca, giubbetto in pelo di capra tibetana, orrendi calzettoni al ginocchio, cappellino rovesciato e maglia con noto sponsor alcolico. Un applauso a lui quindi, ma anche ai suoi compagni di avventura Matteo, Michele e Paolo: l’intero team G.S. Amici Miei era davvero formidabile e ben studiato. Vittoria meritatissima! E se i pazzi, estrosi partecipanti hanno contribuito a rendere la Coppa Cobram del Garda un evento unico nel suo genere, lo stesso va detto anche dell’organizzazione. Le persone che si sono impegnate per dare alla giornata un’impronta così divertente e demenziale sono tante: in primis il Biciclettaio Matto e suoi instancabili aiutanti, l’associazione #PedaliLei?, l’agenzia Shots.it che si è occupata di tutta la comunicazione, i volontari sulla ridicola ma bellissima auto apripista e quelli sul furgone assistenza, gli sponsor e tutta una serie di preziosi amici. Insomma, tutti elementi fondamentali che hanno garantito la riuscita dell’evento. A questo punto, non resta che cominciare a pensare all’edizione 2016…

 

 

fonte ufficio stampa

 

#pedalilei

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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