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Grmay: “Il mio sogno si realizza per ispirare i giovani ciclisti etiopi”

 

 

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Nel Tour de France 2016, la LAMPRE-MERIDA contribuirà a scrivere un nuovo capitolo della storia della corsa francese e lo farà grazie a Tsgabu Gebremaryam Grmay, primo corridore etiope a partecipare alla Grande Boucle.

 

Capita quindi che un ragazzino nato a Mekele, città sita a 2000 metri di altitudine, arrivi a tracciare, pedalata dopo pedalata, nuovi limiti per le frontiere del ciclismo.

Grmay è ciclista vero, uno scalatore efficace, come ha dimostrato nel 2015 completando sia il Giro d’Italia che la Vuelta a Espana, e come ha recentemente ribadito affrontando da protagoniste le salite del Criterium du Dauphiné e ottenendo il secondo posto nella classifica dei migliori scalatori.

 

L’etiope della LAMPRE-MERIDA è pronto per tornare in Francia, pieno di emozioni e orgoglio.

 

– Sarai al via del Tour de France, è un sogno che diventa realtà?

Certo! La partecipazione al Tour de France è da tanto tempo un mio sogno. Grazie a Dio ora lo vivrò realmente.

 

– Quando hai visto per la prima volta il Tour de France in vita tua?

Il mio primo ricordo relativo al Tour de France risale al 2007, l’edizione vinta da Alberto Contador.

Ho ancora ben presente come rimasi affascinato nel vedere tanti campioni battagliare in salita.

 

– Che effetto fa sapere di essere il primo ciclista etiope a partecipare al Tour de France?

Sono molto molto felice. Non posso ancora credere che tra qualche giorno sarò al Tour! Come detto, la Grande Boucle è un sogno che si avvera.

E’ stato un lunghissimo percorso quello che mi ha portato dall’Etiopia al via del Tour de France: qualche anno fa, se avessi pensato di partire dall’Etiopia e arrivare a partecipare al Tour, avrei ritenuto fosse impossibile per me e per qualsiasi altro ragazzo etiope. Ora, invece, tutto ciò sta cambiando…sto per dimostrare che questo è possibile, sono tanto contento e pieno di orgoglio.

 

– Chi vorresti ringraziare per questa opportunità?

Per prima cosa, ringrazio Dio.

Sono riconoscente a tutta la mia famiglia e tutti i miei amici e sostenitori dall’Etiopia e da tutto il mondo, con un grazie speciale alla mia fidanzata.

Ringrazio poi tutte le persone che mi hanno supportato nella mia carriera, in ordine cronologico: Jean-Pierre Van Zyl (JP), che mi ha scovato in Etiopia e mi ha dato molte opportunità e insegnamenti fondamentali per diventare un ciclista.

Il World Cycling Center dell’UCI e il Team MTN QHUBEKA e Douglas Ryder, oltre al mio agente Robbie Hunter e al mio consulente per la preparazione Michele Bartoli, grandi campioni che mi stanno dando un supporto importante.

Ritengo inoltre fondamentale ringraziare la mia squadra, LAMPRE-MERIDA, e gli sponsor del team per le opportunità offertemi e per tutto ciò che stanno facendo per me negli ultimi due anni, con un pensiero particolare dedicato a Brent Copeland, che ha sempre creduto nel mio talento e mi ha dato la possibilità di diventare un buon corridore e di imprimere una svolta alla mia vita!

 

– Quanto pensi sia importante la tua partecipazione alla Grande Boucle per ispirare una nuova generazione di ciclisti etiopi?

E’ un evento molto significativo per il ciclismo etiope.

Da ora in poi, ogni ciclista in Etiopia inizierà a pedalare pensando che niente è impossibile, che anche grandi traguardi possono essere raggiunti, Tour de France incluso.

Questo significa che ogni ciclista pedalerà contando su una grande spinta interiore che lo condurrà verso i rispettivi obiettivi, non importa che siano grandi o piccoli, l’importante è che si dia il massimo per raggiungerli e per apprezzare il ciclismo.

Sono davvero contento di poter essere d’ispirazione per nuove generazioni, mi ritengo fortunato a poter avere questo ruolo.

 

– Quale risultato dovrai raggiungere per essere soddisfatto al termine del Tour?

In Francia lotterò con tutto il mio cuore per raggiungere risultati di rilievo per me e per la squadra. Solo così potrò verificare fino a quale livello ciclistico potrò arrivare al Tour, solo così potrò essere soddisfatto di ciò che avrò ottenuto.

 

– Nella selezione della LAMPRE-MERIDA per il Tour de France conviveranno atleti provenienti da 7 differenti nazioni: pensi sia un fattore positivo o non è sempre semplice la coesistenza e la comunicazione all’interno di un gruppo così eterogeneo?

Non credo alla differenza tra nazioni, credo nel cuore di ogni singolo atleta.

Il nostro gruppo può contare su corridori forti dal cuore buono. Sono sicuro che la squadra disputerà un eccellente Tour de France.

 

– I tuoi genitori e i tuoi parenti ti guarderanno tramite la tv? La corsa sarà trasmessa in Etiopia?

Sì! Tutti i miei parenti e tutti gli appassionati di ciclismo in Etiopia saranno davanti alla tv per guardare la corsa. Non vedo l’ora di farmi guardare da tutti loro mentre sarò in Francia!

 

Per conoscere meglio Grmay, visitate il suo sito internet personale www.tsgabugrmay.com

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