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L’EROICA



Giancarlo Brocci: “Ancora non andavo a scuola ma ogni lunedì leggevo le storie del ciclismo al Barrino di Gaiole in Chianti”

 

A poco più di un mese dalle emozioni de L’Eroica, in programma a Gaiole in Chianti domenica 4 ottobre, ripercorriamo l’affascinante storia di un successo italiano esportato in ogni angolo del mondo con un’intervista a Giancarlo Brocci, ideatore dell’evento.

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Quando è iniziato il suo interesse per la bicicletta e per il ciclismo?

<Il mio interesse per il ciclismo data dall’età della ragione. Al Barrino, luogo ben presente nella mia infanzia in Gaiole in Chianti, di ciclismo si parlava sempre e si scorrevano i giornali. Come spesso ho raccontato, mi facevano leggere al lunedi mattina sia “La Nazione” che “Il Mattino” di Firenze quando ancora non andavo a scuola ed ero un precoce autodidatta. Ancora si parlava di Bartali e Coppi, a distanza ormai di anni; ma il duello era ben vivo. Il mio primo tifo fu per Vittorio Adorni, i miei primi giochi i giri d’Italia coi tappini>.

 

Lei è un ciclista praticante? Che esperienze ha maturato in passato?

<Con la bicicletta, oggi, ho un rapporto come con gli amici veri: la frequento molto meno di quanto vorrei. Non sono stato un ciclista praticante da giovane, purtroppo; ho cominciato con continuità “grazie” ad un crociato rotto, all’età incombente ed al controllo degli effetti di un appetito robusto; ma si era già ad inizio terzo millennio. Poi ho fatto un po’ di tutto, relativamente ai miei ovvi limiti di potenza. Mi sono proposto come cicloturista di lunga lena ed in quel campo ho accumulato tante medaglie: due Parigi-Brest-Parigi, una Bergamo-Roma- Bergamo, una Mille1 Miglia, una Bordeaux-Parigi, due Trondheim-Oslo, sei Prestigi consecutivi (2001-2006). Poi Roubaix, Liegi, Fiandre, Marmotte, Etape du Tour, Vuelta de Cuba, Cape Argus, due robe matte in California, varie Granfondo del Deserto. Diciamo che le più dure e lunghe alla portata dei “normali” le ho fatte tutte, fino alla rottura del bacino in una caduta banale alla Maratona delle Dolomiti del 2007. Ma più che quella rottura hanno potuto, nel limitarmi la carriera, le altre imprese organizzative. Soprattutto l’esperienza del Giro Bio>.

 

Come le è venuto in mente di organizzare L’Eroica?

<Come raccontato, io sono stato prima di tutto un appassionato letterario e suiveur del grande ciclismo. I più importanti giornalisti e scrittori si erano cimentati nel racconto delle gesta epiche dei Giganti della Strada ed io ho messo assieme un’ imponente biblioteca di quella straordinaria letteratura. L’idea de L’Eroica fu un omaggio ai miti di quei tempi ed ai sogni che avevano alimentato in generazioni intere di persone modeste.

L’Eroica si legò a quell’idea di mito, alle sue romantiche radici ed alla salvaguardia delle ultime strade bianche>.

 

All’inizio pensava ad un successo così travolgente?

<Non era possibile pensare a nient’altro che ad una condivisione di passione con gente semplice e perbene; l’idea era quella che si stesse perdendo l’essenza stessa dello sport, sempre più produzione contraffatta di spettacolo. Di sicuro non potevo immaginare che così tanti condividessero nel profondo questi valori>.

 

Come si è sviluppata L’Eroica negli anni?

<Le date fondamentali, le fasi di crescita e sviluppo de L’Eroica, al di là delle primissime copertine, sono coincise con:

a) 2001 – La scelta dell’Azienda per il Turismo di Siena di condividere il progetto del turismo in bici e di spingere per un percorso permanente lungo che uscisse dall’ambito Chianti.

b) 2004 – il nuovo sponsor Brooks che invita all’evento diverse testate straniere e mette in bici eroica una quindicina di giornalisti, con ovvi ritorni mediatici cosmici.

c) 2007 – La prima Montepaschi Eroica, ovvero il portare i professionisti a misurarsi con le strade non asfaltate e con un modo desueto ma terribilmente affascinante di cimentarsi con la destrezza del controllo del mezzo. E’ stato il quid che ha “sdoganato” L’Eroica agli occhi di qualsiasi tipo di pedalatore.

d) 2009 – Aver escluso ogni tipo di bici moderna, rendendo l’evento assolutamente unico e “fidelizzando” il nostro popolo.

 

e) dal 2013 in poi – La mondializzazione, la nascita di altri eventi eroici all’estero, l’arrivo di sponsor ed imprenditori in grado di valorizzare un marchio ormai planetario>.

 

Come è nata L’Eroica nel Mondo?

<La prima nata è stata una chicca esotica: la Japan, grazie alla proposta ed al lavoro di due giapponesi “italiani” come Aki ed Emi. Per noi tutti eroici una prima volta assoluta il viaggio nel Sol Levante, alle pendici del Monte Fuji.

L’Inghilterra è stata, da subito, altra cosa, concepita da managers di valore assoluto come attrazione di un contenitore magnifico e già rodato per un’idea straordinaria di Festival del Vintage. Era una predestinata, alla seconda edizione è stato boom.

California e Spagna sono frutti delle passioni di Wesley e Willy: due ambienti di grandi vini e strade di terra spettacolari, grandi attenzioni mediatiche, un esordio da circa 700 iscritti e tanto gradimento.

Eroica Primavera è lo sviluppo in chiave senese del possibile evento-festival, in stile Britannia: Buonconvento ed i suoi dintorni si sono dimostrati adatti, così come il gruppo guidato da Franco Rossi>.

 

Lei pensa che L’Eroica possa svilupparsi ancora di più?

<Credo che ormai un po’ tutti pensino a sviluppi ulteriori de L’Eroica e della sua filosofia, non solo io. Intanto si è già messa in ponte l’edizione Sud Africa ed andiamo in Uruguay a vedere le carte di una proposta che pare di enorme suggestione. C’è il triangolo Benelux, ci sono domande da Svizzera, Russia, stiamo valutando Australia ed altro, sono molti gli eventi che chiedono di diventare partner de L’Eroica>.

 

Qual è il sogno della sua vita a pedali?

<Chiudo con la naturale prosecuzione del punto precedente: il mio sogno, da subito, non era certo inventarmi un evento sportivo che funzionasse. L’idea, da innamorato (che appassionato è persino poco) partiva dal concetto per niente modesto che riscoprendo le proprie radici, la bellezza della fatica, il gusto dell’impresa, il Ciclismo si convincesse di avere un grande futuro. Oggi siamo assolutamente certi che lo progetteremo a partire dalla riscoperta di una storia magnifica, in grado di tornare a far sognare i giovani e la gente pulita>.

 

 

 

 

 

Giancarlo Brocci: “I hadn’t even started school but every Monday I used to read the cycling news at the bar in Gaiole in Chianti

 

Just over a month before the thrill of L’Eroica, which will be held in Gaiole in Chianti on Sunday 4 October, we take a look back at the amazing history of an Italian success story which has been exported all over the world, in an interview with Giancarlo Brocci, creator of the event

 

When did your interest in bicycles and cycling start?

<My interest in cycling dates back to my childhood. At the local bar, Barrino, an important place in my childhood in Gaiole in Chianti, cycling was always being discussed and we would go through the papers for the cycling news. As I’ve often told, they used to get me to read the local papers on Monday mornings. I’d read both “La Nazione” and “Il Mattino” (the Florence edition) before I even started school, when I was a precocious self-taught reader. Bartali and Coppi were still the main topic of conversation – even after years, the duel between them was still alive. My first champion was Vittorio Adorni, my first games involved re-enacting the Giro d’Italia using bottle tops>.

Do you cycle yourself? What experiences have you had in the saddle?

 

<Nowadays the relationship I have with my bike is like a real friendship: but we get together much less frequently that I would like. I didn’t cycle when I was young, unfortunately; I got into cycling properly “thanks to” some torn ligaments, my advancing age and to try to keep the effects of an over-healthy appetite in check; but that was already at the start of the third millennium. Then, I tried a bit of everything, considering my obvious limits. I turned to long distance amateur cycling and brought home some satisfying results: two Paris-Brest-Paris, one Bergamo-Rome- Bergamo, one Mille1 Miglia, one Bordeaux-Paris, two Trondheim-Oslo, six Cicloturismo Challenges (2001-2006). Then, Roubaix, Liège, Flanders, Marmotte, Etape du Tour, Vuelta de Cuba, Cape Argus, two crazy races in California, various Granfondos in the desert. Let’s say that I did all the hardest and longest races that are accessible to “normal” riders, until I broke my pelvis in a banal fall at the Maratona delle Dolomiti in 2007. However, even more than the injury, my career was limited by the various initiatives I was organizing, especially the Giro Bio>.

 

How did you get the idea to organise L’Eroica?

<As I said, first of all I was a huge fan of cycling literature and a follower of the great days of cycling. The most important journalists and writers proved themselves in recounting the epic stories of the Giants of the Road and I have an impressive collection of that extraordinary literature. The idea of L’Eroica was to pay homage to the mythical riders of that time and to the dreams they nourished in entire generations of modest people. L’Eroica linked itself to these myths, their romantic roots and to the preservation of the last white gravel roads>.

 

In the beginning, did you think it would be such an overwhelming success?

<It wasn’t possible to imagine anything other than sharing a passion with good, simple people; the idea was that we were losing the very essence of this sport, which was becoming more of a stage production, more of a show than a real sport. Of course, there was no way that I could have imagined that so many people would have shared these values so deeply>.

 

How has L’Eroica developed over the years?

<The most important dates, the growth and development of L’Eroica, apart from the very first events, coincide with:

a) 2001 – the decision by the Siena Tourism Board to participate in a cycling tourism project and to push for a long permanent route extending beyond the Chianti region.

b) 2004 – the new sponsor, Brooks who invited several foreign newspapers/magazines to the event, putting about 15 journalists on ‘heroic’ bikes, to cosmic media acclaim.

c) 2007 – the first Montepaschi Eroica, bringing professionals to measure themselves against the untarred roads. It was an old-fashioned but terribly charming way for professionals to prove their skill in the saddle. This was the moment that opened L’Eroica up to the eyes of all types of cyclists.

d) 2009 – the exclusion of all types of modern bikes, making the event absolutely unique and creating a loyal following.

e) from 2013 on – the globalization of the brand, the birth of other ‘heroic’ events abroad, the arrival of sponsors and entrepreneurs who were able to enhance what has since become a universal brand>.

 

How did L’Eroica spread around the world?

<The firstborn was an exotic gem: Japan, thanks to the proposal and the hard work of two Japanese “Italians”, Aki and Emi. For all us ‘heroes’, it was the first time to travel to the Land of the Rising Sun and the slopes of Mount Fuji.

England was a completely different affair, with affirmed managers having the idea of creating a tried and tested package and inserting it into an extraordinary Vintage Festival. It was predestined for greatness, already the second edition was a huge success.

California and Spain came about thanks to the passion of Wesley and Willy: both set in great wine country with spectacular dust roads, lots of media attention, a debut of about 700 riders each and both very popular events.

Eroica Primavera is the Sienese version of the British-style festival-event: Buonconvento and the surrounding areas, as well as the team led by Franco Rossi, have shown that they are up to the challenge>.

 

Do you think that L’Eroica can be developed further?

<By now I think that everybody, not just me, imagines further developments for L’Eroica and its philosophy. We are already working on a South African edition and we are going to Uruguay to discuss a proposal that seems extremely attractive. We’ve had enquiries from the Benelux triangle, Switzerland, Russia, and we looking into Australia and others. Many events have asked to become partners of L’Eroica>.

 

What is your dream for cycling?

<Continuing on from my previous point, my immediate dream was certainly not to invent a working sports event. The not so modest idea, as a lover of the sport (a fan does not do my sentiment justice), was that in rediscovering the roots of the sport, the beauty in fatigue, the taste of accomplishment, cycling would convince itself that it has great future. Today, we are absolutely certain that we can do it, thanks to this amazing story, which is capable of reawakening the dreams of young and wholesome people>.

 

L’Eroica 2015

 

12 aprile       Eroica California    Paso Robles        USA       www.eroicacalifornia.com

 

3 maggio     Eroica Primavera   Buonconvento (SI)  ITALIA   www.eroicaprimavera.it

 

17 maggio  Eroica Japan       Kawaj-Ko            GIAPPONE     www.eroicajapan.cc

 

7 giugno   Eroica Hispania  Cenicero (La Rioja)  SPAGNA       www.eroicahispania.cc

 

21 giugno            Eroica Britannia Bakewell             GRAN BRETAGNA            www.eroicabritannia.co.uk

 

4 ottobre            L’Eroica               Gaiole in Chianti (SI)        ITALIA   www.eroicagaiole.it

 

 

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L'Eroica - foto Rubino
   

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