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Tour of the Alps 2019 Presentation - Milano - 21/11/2018 - Andrea Berton (ITA) - photo Luca Bettini/BettiniPhoto©2018

PRESENTAZIONE TOUR OF THE ALPS 2019: SEMPRE PIÙ MONTAGNE NEL DNA

Milano – Presentata oggi, mercoledì 21 novembre, presso la Sala Buzzati, sede istituzionale di RCS, la 43a edizione del Tour of The Alps. La gara a tappe si svolgerà dal 22 al 26 Aprile. Tappe molto suggestive, con una spiccata tendenza verso l’alto, saranno infatti ben 10 le montagne da scalare. Presenti in aula, assieme a molte autorità e appassionati di ciclismo, il c.t. Davide Cassani, Gilberto Simone e molti altri ospiti.

 

 

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Le tappe – Saranno 5 le frazioni per un totale di 711 km con 13630 metri di dislivello.

  • prima tappa Lunedì 22 Aprile: Kufstein – Kufstein, 144 km
  • seconda tappa Martedì 23 Aprile: Reith im Alpbachtal – Scena, 178,7 km
  • terza tappa Mercoledì 24 Aprile: Salorno . Baselga di Pinè, 106,3 km
  • quarta tappa Giovedì 25 Aprile: Baselga di Pinè -Cles, 134 km
  • quinta tappa Venerdì 25 Aprile: Caldara – Bolzano, 147,8 km

Il percorso – La prossima edizione del Tour of the Alps ripartirà da Kufstein con una frazione non semplice, priva di lunghe ascese ma di certo non adatta alle ruote veloci, bisognerà sudar fin da subito e esser davanti prima dello strappo nel finale. Il giorno seguente si cambierà decisamente registro, e si entrerà nel vivo della corsa. Sulla carta la seconda tappa, con il dislivello maggiore, sarà la più dura e potrebbe già risultare decisiva ai fini della classifica generale. Il terzo giorno andrà in scena la frazione più corta, un giro di boa breve ma intenso. Da non sottovalutare assolutamente le ultime due tappe che presentano delle ascese suggestive e impegnative. Cles, terra di grandissimi campioni del calibro di Maurizio Fondriest, Gianni Moscone e Letizia Paternoster, ancora una volta protagonista. Grande finale poi a Bolzano, da poco nominata città più vivibile d’Italia.

Maurizio Evangelista: “Penso che noi sappiamo dare con la nostra corsa un format vincente. Durante le gare gli atleti ci manifestano la loro soddisfazione, come ha fatto al termine dell’edizione del 2018 Chris Froome. Il Tour of the Alps funziona e siamo molto soddisfatti. L’unica cosa sicura per ora è che avremo al via 20 squadre. Contiamo che la presenza delle W.T sia confermata o addirittura ampliata. Avremo in gara anche la nazionale di Davide Cassani e speriamo che anche Vincenzo Nibali torni a onorare la nostra manifestazione”.

Gilberto Simoni: “Da sempre il trentino era un passaggio quasi obbligatorio per il Giro d’Italia, anche perché esser protagonisti alla prima voleva dire essere anche tra i primi alla Corsa Rosa. Non a caso quest’anno al Tour of the Alps ha partecipato anche Chris Froome, lottando con i migliori. Questo è stato un trampolino di lancio per la conquista della sua maglia rosa. Nella prossima edizione forse manca un arrivo in salita effettivo, però il percorso è molto suggestivo”.

Tour of the Alps 2018 -photo Luca Bettini/BettiniPhoto©2018

Davide Cassani: “Penso che i percorsi siano disegnati in modo impeccabile. I ciclisti trovano delle tappe che si adattano alla perfezione alla preparazione anche per i Grandi Giri. Il modo migliore per misurarsi con tutti i big è sempre quello di cercare la vittoria, anche un mese prima del Giro. Penso che la quarta tappa, con arrivo a Cles, possa essere quella decisiva”.

Una corsa, uno stile di vita – Dietro alla forte spinta dell’Euregio Tirolo – Alto Adige – Trentino nei confronti del Tour of the Alps c’è soprattutto l’intenzione di promuovere alcuni valori fortemente condivisi. La mobilità sostenibile, l’ospitalità ai migliori livelli, l’amore per lo sport e la vita all’aria aperta, ne rispetto dell’ambient che ci circonda. L’obiettivo dichiarato per la prossima edizione sarà anche quello di ridurre l’impatto del passaggio della corsa sul territorio, portando un messaggio di tutela della natura.

La corsa si potrà seguire anche sul nostro sito di Inbici, grazie alla rinnovata partnership tra la corsa a tappe italo-austriaca e il canale PMG Sport.

a cura di Davide Pegurri per iNBiCi magazine

 

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