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ROBERTO SGALLA: “CONTROLLO ANTIDOPING IN TUTTE LE GRANFONDO”


“Non c’è dubbio che, con le norme contenute nel nuovo Disciplinare, i costi per gli organizzatori aumenteranno ma, quando si gestiscono manifestazioni con migliaia di atleti, non si può risparmiare sulla sicurezza”.

Parola di Roberto Sgalla, responsabile della Commissione Nazionale Direttori di Corsa e Sicurezza, della FCI, secondo cui le indicazioni contenute nel nuovo disciplinare sono “un doveroso atto di responsabilità nei confronti di quelle migliaia di ciclo-amatori che, per tutto l’anno, partecipano alle granfondo e che hanno il sacrosanto diritto di gareggiare nelle migliori condizioni di sicurezza possibili”.

Il disciplinare, redatto dal Ministero dell’Interno ed entrato in vigore lo scorso 19 giugno, prescrive in particolare alcune importanti modifiche per le scorte tecniche alle competizioni ciclistiche su strada. Si tratta di un articolato elenco di novità sostanziali che ha un obiettivo preciso: rendere le corse italiane sempre più sicure: “E’ una problematica che non poteva più essere ignorata – spiega Sgalla – perché gli incidenti negli ultimi anni sono stati tanti, troppi. Esiste certo una componente di casualità, ma la verità è che molte delle cinquecento granfondo che si svolgono oggi in Italia non garantiscono, in termini di sicurezza, neppure i requisiti minimi”.

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Come è stato concepito il nuovo decreto?

“Siamo partiti da un dato di fatto: il disciplinare delle scorte precedente aveva 16 anni. In questo periodo ha prodotto significativi risultati, ma era stato pensato per competizioni con non più di 200 concorrenti. Il ciclismo, soprattutto attraverso il fenomeno delle granfondo, è cambiato profondamente in questi ultimi anni, dunque le mutate condizioni del contesto imponevano un adeguamento normativo”.

Qualche organizzatore, però, ha storto il naso per l’aumento dei costi…

“La sicurezza non è gratis, lo sappiamo tutti. Ma si lamenta chi è in difetto, ovvero quegli organizzatori che, con una logica speculativa, hanno sempre organizzato le corse in maniera superficiale ed approssimativa. A questi mi sento di dare un consiglio: risparmiate su altre cose, magari sui premi finali, ma non lucrate sulla pelle dei ciclisti. Per chi, invece, in questi anni, ha sempre investito nella sicurezza, preoccupandosi seriamente dell’incolumità degli atleti, in termini economici cambierà poco”.

Tra le premesse del decreto si riafferma la centralità delle regole della Federazione Ciclistica Italiana. Come reagiranno gli altri enti di promozione?

“Sia nell’organizzazione delle granfondo che nella formazione del personale, la Federazione esegue semplicemente i compiti che gli sono assegnati. Il decreto, per essere chiari, non delega alla Federazione compiti diversi da quelli che, per statuto, ha sempre avuto”.

Nel decreto sono state adottate anche misure di semplificazione burocratica…

“E’ vero, ad esempio è stato previsto che l’esame per le scorte tecniche si possa sostenere ovunque e non solo nell’Ufficio della Polizia Stradale competente per territorio, come era in passato. Per semplificare il rilascio delle abilitazioni a soggetti che, per attuali o passate esperienze professionali, hanno già maturato una competenza specifica, si è previsto che, a tali soggetti, l’abilitazione possa essere rilasciata senza esame. In tal modo appartenenti o ex appartenenti alle Forze di Polizia potranno accedere al mondo delle scorte tecniche senza troppe formalità”

Sale anche il numero delle autoambulanze al seguito…

“Per le manifestazioni con più di 500 concorrenti saranno necessarie almeno 3 ambulanze o veicoli sanitari equiparati, di cui almeno una ambulanza attrezzata per la rianimazione. In caso contrario il responsabile della scorta non potrà dare il via alla competizione. In ogni caso, la norma prevede anche delle deroghe”.

Nelle gare con un numero elevato di partecipanti saranno obbligatorie le barriere protettive al traguardo: a quale scopo?

“Il tema è sempre stato caro alla Federazione Ciclistica Italiana che è già intervenuta con i regolamenti; per questo è stato inserito anche nel Disciplinare per le scorte come dispositivo di protezione passiva. Le barriere protettive costituiranno un efficace strumento per i ciclisti, ma anche per la sicurezza del pubblico”.

Aumenta anche il personale di assistenza agli incroci per le manifestazioni che vedono la partecipazione di oltre 1.000 concorrenti…

“In effetti sarà obbligatoria la presenza di personale addetto ai servizi di segnalazione aggiuntiva per tutte le intersezioni ed i punti sensibili del percorso. Nelle rotatorie con grande diametro o particolarmente complesse devono essere presenti almeno 2 abilitati. Si tratta di un significativo incremento rispetto al passato, ma era l’unico modo per garantire maggiore sicurezza”.

Entra in vigore anche il cartello di “FINE MANIFESTAZIONE” per le corse con oltre tremila concorrenti: cosa significa?

“E’ una segnalazione che, conformemente alle norme sportive della Federazione Ciclistica Italiana, decreterà la conclusione ufficiale della manifestazione, indicando perciò che – a quel punto – può essere rimossa ogni misura di presidio”.

Come cambiano le regole per la formazione delle moto staffette?

“Per le manifestazioni con molti concorrenti, oltre al personale abilitato di scorta, dovrà essere prevista anche la presenza di almeno 4 persone con specifica tessera di moto-staffettista rilasciata dalla Federazione Ciclistica Italiana, ovvero dell’equipollente titolo rilasciato da un Ente di promozione sportiva, aumentati di 2 unità ogni 300 concorrenti oltre i 300 concorrenti. Per le competizioni che prevedono la partecipazione di oltre mille concorrenti, in aggiunta ai soggetti indicati, deve essere, inoltre, garantita la presenza di un moto-staffettista ogni 300 concorrenti oltre i primi 1000 con un massimo di 35 moto-staffettisti”.

Dopo l’entrata in vigore del nuovo disciplinare come cambierà – se cambierà – il mondo delle granfondo?

“Molto dipenderà dalla capillarità dei controlli della Polizia Stradale che dovrà vigilare sul rispetto del disciplinare. In ogni caso, credo che molte granfondo finiranno per trasformarsi in cicloturistiche. E questa la considero una bella notizia perché tutto il movimento amatoriale avvertiva, sempre di più, la necessità di arginare l’agonismo esasperato che ha contagiato un po’ tutti…”.

Lo stesso agonismo che porta, ancora oggi, molti atleti a ricorrere al doping?

“Purtroppo sì, come dimostrano i recenti fatti di cronaca. Le ammende, evidentemente, sono un deterrente ma non bastano. Io credo che, gradualmente, si debba arrivare all’introduzione sistematica dell’antidoping in tutte le grandondo. So che questo comporterà un aggravio di costi, ma chi oggi partecipa a queste manifestazione ha il diritto di gareggiare in un contesto pulito”.

 

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7 Commenti

  1. Granfondo,, corse a circuito, cronoscalate, età media dei voncitori 40 anni, concorrenti che primeggiano dopo i 50.
    Il festival della medicina.

  2. I controlli vanno fatti a sorpresa a casa 15/ 20 gg prima ,le iscrizioni si fanno fino a 1 mese prima ed hanno l’ elenco di tutti partecipanti .a quei 20/30 ciclobombati falliti non ad i veri amatori che arrivano a 2/3/4ore. e poi il giorno della gara ai primi.

    • Buongiorno, io sono dell’idea che è ora che i controlli vengano fatti anche alle donne e non solo gli uomini che fanno le gran fondo ma anche al gentil sesso delle medio fondo, vi assicuro che si vedono delle robe che fanno passare davvero la voglia di andare in bici e quindi partecipare alle manifestazioni. Lo so hanno un costo ma è anche ora che chi non è in grado con il proprio fisico di fare questo sport la smetta di prendere in giro gli altri. E parlo soprattutto x le donne visto che sono una di quelle che si fa un discreto “c….” e vede delle robe all arrivo che non hanno un verso. Scusate lo sfogo….

  3. salvatore oddo

    Buongiorno, in considerazione all’articolo, vorrei fare una riflessione, ma è obbligatorio fare le classifiche, è obbligatorio fare le gare? ho partecipato ha diverse classiche del NORD, con un numero di partecipanti che superano i 15000( quindimila), ed è la festa della bicicletta, con partenza alla francese, ovvero niente classifiche, puro divertimento, Visto la presenza dei frustrati che non sono riusciti a passare professionisti, ed è diventata una professione, non mi stupisco del riscontro del Doping ecc ecc…. costoro devono gara a parte, e poi gli amatori che si vogliono godere la giornata in bici, magari godersi il paesaggio, sulle delle salite epiche del ciclismo( vedi Maratona delle dolomiti).
    Ricordiamoci, di coloro che vanno in bici per divertimento e magari solo alla domenica.

    Grazie saluti

    • Salvatore,

      le classifiche non sono obbligatorie ma l’italiano si (…HA diverse…./….quindimila…./…puro divertimento, Visto…/…etc etc).
      Ci sono eventi dove non ci sono classifiche chiamate cicloturistiche e comunque come dice anche lei non è obbligatorio fare le gare; si può benissimo fare un giro da soli o con gli amici.

      Lei riporta l’esempio di eventi come le Classiche del Nord (solo con la N maiuscola) per cicloturisti perchè in quei Paesi gli eventi agonistici sono formulati in altra maniera, con gare vere e proprio sia in circuito che in linea.
      In Italia invece c’è stato un “buco” per così dire dove l’unica alternativa a brevi circuiti in piano ci si è spostati ad eventi come le granfondo.

      Saluti,
      Gianni

      • L’unico “buco” che vedo, è quello presente nel tuo cervello. Dovresti correggere prima la sua presunzione, poi gli errori degli altri. Saputello esaltato.

    • Signor Oddo
      Ci sono le randonnėe per non fare classifica.

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