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GIRO. ANALISI DELLA DECIMA TAPPA: PENNE – GUALDO TADINO

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Dopo il secondo giorno di riposo si riparte da Penne.

La decima frazione, la più lunga di questo Giro, si concluderà a Gualdo Tadino, dopo quasi 240 km. Itinerario mosso, con vari strappi, ma con finale pianeggiante. Forse, buona occasione per la fuga, oppure per i velocisti.

 

Percorso – Si attraversa l’Appennino da sud verso nord con un percorso tortuoso costellato prevalentemente di brevi salite e con tre GPM. Il primi due, di seconda e terza categoria, saranno affrontati dai ciclisti subito, a Fonte della Creta e a Bruzzolana. L’ultimo invece, di quarta categoria, nella parte conclusiva, a Annifo. Nella prima parte bisognerà prestare attenzione alle strade strette e con manto usurato. Finale prevalentemente pianeggiante. Ultimi chilometri quasi tutti dritti su ampia strada fino a 1.500 metri dall’arrivo dove la corsa compie alcune curve impegnative prima del rettilineo conclusivo.

Storia e curiosità – Il via è a Penne, splendida cittadina che sorge sui colli a metà strada fra il mare Adriatico e il Gran Sasso d’Italia, inserita fra i borghi più belli d’Italia. Invece Gualdo Tadino, sede d’arrivo, è il paese natio di Adolfo Leoni (1917-1970), professionista dal 1938 al 1952. Conosciuto soprattutto per la vittoria al mondiale dilettanti di Copenaghen nel 1937. Elegante velocista, ha vinto anche diciassette tappe al Giro d’Italia (dove ha vestito per otto giorni la maglia rosa nel 1949 terminando quarto nella classifica finale) e una tappa al Tour de France nel 1950. Tra i suoi trionfi vanta inoltre la maglia di campione d’Italia del 1941, la Milano-Sanremo del 1942 e alcune classiche, quali la Bernocchi, il Veneto, il Lazio, la Tre Valli, l’Emilia e il Piemonte. Vestì più volte la maglia azzurra.

Possibili favoriti –  La volata di gruppo non è scontata, gli strappi e la lunghezza stessa della tappa potrebbero incidere sull’andamento. La conformazione della decima frazione si presta molto, soprattutto per la presenza fin da subito dei GPM, a una fuga da lontano. Ci sarà spazio per coloro, che fuori classifica, vorranno provare a lasciare il segno. Il giorno di riposo tuttavia, potrebbe aver aiutato a recuperare le energie anche alle squadre dei velocisti che, se punteranno a una vittoria, potrebbero tener sempre sotto controllo una eventuale fuga. In questo secondo caso, può darsi che il trionfo sia ancora una questione per le ruote veloci. Alcuni sprinter, non abituati alle salite, visto anche il lungo chilometraggio, potrebbero però arrivare scarichi nel finale. Dovrebbe esser una buona occasione per San Bennett e Sacha Modolo, forse i due velocisti che han dimostato di reggere meglio gli strappi. Non sarà sicuramente da sottovalutare Elia Viviani, attuale maglia ciclamino, e sarà da tener d’occhio anche Niccolò Bonifazio. Jakub Mareczko invece non sarà della partita, dopo il ritiro durante la nona tappa. Alcuni nomi caldi: Elia Viviani – Niccolò Bonifazio – Sacha Modolo – Jens Debusschere – Sam Bennett – Adam Hansen – Mirco Maestri – Marco Frapporti – Danny Van Poppel – Clement Venturini.

A cura di Davide Pegurri – iNBiCi magazine

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