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INFANZIA E CICLISMO



Chi l’ha detto che in gravidanza non si può andare in bicicletta? Con un ritmo corretto e su tracciati selezionati, per le future mamme il ciclismo “soft” può diventare l’esercizio pre-parto più prezioso

Canale InBici Media Group

 

 

Chi l’ha detto che in gravidanza non si può andare in bicicletta? Certo, con un bimbo in grembo, scordatevi la Nove Colli ed il Passo del Pordoi, ma pedalare col giusto ritmo attenua la tensione, rilassa il corpo e la mente e trasmette un senso di serenità. Insomma, tutto ciò che al vostro piccolo serve nei nove mesi di gestazione.

La bici infatti stimola, come noto, la produzione di endorfine che contrastano ansia e depressione; il movimento aerobico, e dunque anche la bicicletta, aiuta ad evitare problemi di stitichezza; chi va in bici inoltre stimola la circolazione periferica prevenendo vene varicose, dolori alla schiena e caviglie gonfie; pedalare aiuta l’ossigenazione della placenta (soprattutto se si pedala in zone verdi dove l’aria è pulita) facilitando il passaggio di alimenti al bimbo; ma soprattutto permette di mantenere una buona forma fisica per sopportare al meglio gli ultimi mesi di gravidanza.

Dunque, molti benefici ma, allo stesso tempo, non bisogna sottovalutare alcuni fattori importanti, come ad esempio il tracciato scelto e l’impegno richiesto. Sono decisamente consigliati percorsi pianeggianti ed asfaltati, per evitare il contraccolpo di buche e crateri e non sollecitare eccessivamente l’organismo e il feto. Inoltre, indossare sempre il casco e non dimenticare di fare stretching alla fine di ogni pedalata. Per quanto sia possibile, bisognerebbe scegliere piste ciclabili lontane dal traffico cittadino e dall’inquinamento atmosferico e acustico.

Dopo qualche mese dall’inizio della gravidanza, il pancione tenderà a sbilanciare un po’ l’assetto corporeo: per questo bisogna ridurre il ritmo della pedalata, abbassando la sella in modo da poter appoggiare i piedi in tutta sicurezza durante le soste. Non bisogna inoltre dimenticarsi di portare con sé acqua per reintegrare i liquidi e, in estate, la passeggiata è ovviamente sconsigliata nelle ore più calde.

Una volta terminata la gravidanza, se avvenuta senza complicazioni, sarà possibile riprendere ad usare la bicicletta fin da subito. In caso di dolori al bacino dovuti al parto si potrà utilizzare, nel primo periodo, un coprisella imbottito o una sella più morbida.

 

 

Le donne che partoriscono con il cesareo potranno invece ricominciare a pedalare dopo dieci/venti giorni dalla nascita del bambino. Dovranno proteggere la ferita con gli opportuni accorgimenti, ma con la bicicletta recupereranno prima il tono muscolare degli addominali, i muscoli più sollecitati durante la gravidanza.

Esistono tanti percorsi adatti alle donne che stanno affrontando una gravidanza. Il sito lifeintravel.it ne consiglia cinque: la pista ciclabile dell’Adige da Merano a Verona, che si sviluppa esclusivamente su asfalto in sede protetta; la ciclovia del Po che, seguendo il fiume più importante d’Italia, non presenta alcun tipo di dislivello; la ciclabile del Danubio, uno dei percorsi più pedalati per via dei suoi scorci magici; la ciclabile della Martesana, che permette di allontanarsi dal caos di Milano in tutta sicurezza; e la ciclabile da Rimini a Riccione, che si sviluppa sul lungomare adriatico permettendo di respirare l’aria di mare.

 

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