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MONDIALI 2019, VELO: “L’ORO DI TRENTIN SAREBBE STATO IL CORONAMENTO DEL LAVORO DELLA SQUADRA”


Sono passati pochi giorni dalla conclusione dei Campionati del Mondo. Nella mente di tutti i tifosi italiani c’è sicuramente ancora il ricordo della volata finale con quel sogno di vedere un azzurro sul gradino più alto del podio sfumato proprio nel momento in cui sembrava esser realtà. Il secondo posto di Matteo Trentin lascia ancora oggi tanta amarezza per come si era sviluppata la gara, ma alla fine si tratta comunque di una medaglia per cui forse alla vigilia tutti avremmo messo la firma. Per analizzare il bilancio della prova in linea ed in generale delle prove degli italiani nella rassegna iridata abbiamo intervistato in esclusiva Marco Velo che faceva parte dello staff azzurro in Inghilterra.

Canale InBici Media Group

Quali emozioni hai provato in questa rassegna iridata?
“Ho vissuto delle emozioni diverse rispetto a quelle delle stagioni passate. Avevo la consapevolezza che c’era un gruppo ancora più affiatato del passato, merito del ct Cassani e di tutto lo staff che in questi anni è riuscito a creare un vero e proprio gruppo di amici. Nel gruppo azzurro c’era un clima molto familiare, un clima che dava la sensazione di poter arrivare a medaglia. Anche dal punto di vista personale è stata un’esperienza unica visto che le prove a cronometro le ho seguite da solo essendo Cassani ancora in Italia, peccato per come è andata la cronometro mista visto che senza la sfortunata foratura di Elisa Longo Borghini sarebbe arrivata sicuramente una medaglia”.

La prova clou è stata sicuramente la prova in linea maschile. Che bilancio tracci della corsa degli azzurri?
“Brucia sicuramente tanto l’epilogo finale visto come era andata la corsa. L’oro sarebbe stato il coronamento dello splendido lavoro di squadra. Ogni corridore ha fatto al 100% quello che insieme a loro avevamo deciso di fare, quello che ha detto il ct Cassani è stato messo in pratica alla perfezione. Abbiamo annientato nazionali come Olanda e Belgio che alla vigilia avevano i favori del pronostico, ma con il nostro modo di correre le abbiamo eliminate. È un vero peccato per come sono andate le cose nel finale visto che avevamo 2 azzurri sui 4 corridori che si giocavano la vittoria. Se Trentin rifa quella volata la vince 20 volte su 20. Anche lui è convinto di ciò. Purtroppo ognuno supera le condizioni climatiche avverse in diverso modo”.

2019 UEC Road Championships Alkmaar – Men Road Race 172,6 km – 11/08/2019 – Elia Viviani (ITA – Deceuninck – Quick Step) – Marco Velo – photo Luca Bettini/BettiniPhoto©2019

Un secondo posto che ora ovviamente lascia l’amaro in bocca. Ma pensando al lotto dei corridori al via e le aspettative alla vigilia può esser visto come un risultato molto importante?
“Al via c’erano corridori come Sagan, Van der Poel, Matthews, Van Avermaet o Evenepoel che sulla carta andavano più forte di Trentin. Matteo però è tutto l’anno che ha il Mondiale in testa ed ha fatto un percorso di avvicinamento in accordo con Cassani, arrivando così al 100%. Ad esempio dopo il Tour de France andava già fortissimo, ma si è messo appositamente a disposizione di Elia Viviani. Una serie di fattori ha fatto si che arrivasse poi al Mondiale al massimo della forma. Era il nostro uomo di punta ed il nostro faro con al suo fianco 7 guerrieri pronti a sacrificarsi per lui”.

Passano alla prova a cronometro invece forse è arrivata una medaglia inaspettata ed importantissima con Ganna
“Quella medaglia di bronzo per me vale come un oro. Era inaspettata perché parlando nei giorni prima della prova a cronometro ritenevo che un risultato nei primi 10 sarebbe stato un grande risultato. Il bronzo è qualcosa quindi di straordinario. Una cronometro in cui Ganna non ha mollato di un centimetro neanche nella parte centrale che non lo favoriva. C’è da sottolineare poi che lui non aveva mai fatto cronometro così lunghe perché parliamo di un ragazzo di 23 anni che non ha tanta esperienze in cronometro lunghe. Ha studiato al millimetro la prova, segnandosi ogni tombino ed ogni curva per capire i punti in cui bisognava frenare e dove invece spingere. È una cosa che sicuramente hanno fatto tutti, ma lui è stato fantastico ed alla fine è arrivato questo splendido risultato”.

A cura di Riccardo Zucchi per Inbici magazine

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2 Commenti

  1. Grazie per questo articolo. Matteo non è un ragazzotto sprovveduto che si è trovato per caso capitano della squadra italiana. Leggo critiche e commenti assurdi, offensivi e privi di qualsiasi conoscenza dei protagonisti. Matteo è stato sfortunato, ha corso in una giornata con condizioni meteo proibitive e ha fatto tutto l’umano possibile. Vogliamo crocifiggerelo per questo? Italiani ingrati, mancava una medaglia da 11 anni, ora c’e’ un argento e ancora sbraitate.

  2. Grazie per questo articolo equilibrato e misurato. Ho letto tante critiche su Matteo, molte cattive e degrinatorie. Matteo è stato tanto sfortunato a trovare un meteo così avverso che lo ha sfinito e annientato. Spero che le sue qualità vengano ancora apprezzate e soprattutto possa ancora mostrare il suo valore, centrando obiettivi sempre più importanti. Ciao, Matteo!

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