Van der Poel domina sullo sterrato: capolavoro a San Gimignano
Sulle Strade Bianche della Toscana l’olandese anticipa Del Toro e Pellizzari. La Tirreno-Adriatico si accende tra polvere e colline.
Il giorno della polvere e delle torri
SAN GIMIGNANO — La seconda tappa della Tirreno-Adriatico 2026 ha il sapore delle grandi classiche. Polvere negli occhi, colline che si rincorrono tra vigneti e uliveti e, all’orizzonte, le torri medievali di San Gimignano che emergono come un miraggio. È qui che Mathieu Van der Poel ha scelto di lasciare il segno: un attacco secco sullo sterrato, un’accelerazione di quelle che fanno subito la differenza e che trasformano una tappa di una corsa a tappe in un piccolo racconto epico di ciclismo.
L’olandese della Alpecin-Deceuninck ha vinto con autorità, precedendo Isaac Del Toro e l’italiano Giulio Pellizzari, gli unici capaci di restare agganciati alla sua progressione nel finale. Tre corridori davanti a tutti, separati solo dalla volata conclusiva, con il resto dei favoriti a inseguire tra la polvere delle strade bianche toscane.
Quando la corsa cambia volto
La frazione, lunga e ondulata, si era sviluppata per gran parte della giornata con il consueto copione: fuga controllata, gruppo compatto e squadre dei big attente a evitare sorprese. Ma la Tirreno-Adriatico è una corsa che ama sorprendere, e la seconda tappa lo ha dimostrato ancora una volta.
Negli ultimi chilometri, quando il percorso si è infilato tra le colline che circondano San Gimignano, il ritmo è salito bruscamente. Lo sterrato ha iniziato a fare selezione, spezzando il gruppo e imponendo nervi saldi e grande tecnica di guida.
Van der Poel ha aspettato il momento giusto. Non il primo tratto di polvere, ma quello decisivo: una rampa irregolare, con il fondo che si fa più duro e la salita che punge le gambe. Lì ha alzato il ritmo, trasformando la progressione in un attacco spettacolare.
Il terzetto che decide la tappa
Alla sua ruota hanno resistito in pochi. Del Toro, talento messicano sempre più convincente nelle corse a tappe, ha reagito con freddezza. Pellizzari, giovane italiano che continua a crescere con personalità, ha stretto i denti e si è riportato sotto.
Il resto dei pretendenti alla classifica generale ha perso contatto nel giro di poche centinaia di metri. La corsa, a quel punto, era già scritta: tre uomini davanti, gli altri costretti a inseguire.
L’ingresso nel centro storico di San Gimignano, tra curve strette e strade acciottolate, ha trasformato gli ultimi metri in una piccola arena ciclistica. Il pubblico assiepato lungo le transenne ha accompagnato il finale con un crescendo di voci.
Van der Poel ha lanciato lo sprint con la solita potenza, quella che nelle classiche del Nord lo rende spesso imprendibile. Del Toro ha provato a resistere, Pellizzari ha chiuso il podio con determinazione, ma la vittoria non è mai sembrata davvero in discussione.
Un finale da classica
Il successo dell’olandese ha un valore che va oltre la semplice vittoria di tappa. Su un terreno tecnico, polveroso e imprevedibile, Van der Poel ha dimostrato ancora una volta la sua capacità di dominare scenari complessi, quelli che somigliano più a una classica primaverile che a una tappa di una corsa a tappe.
Il finale verso San Gimignano, con il tratto di sterrato e la rampa conclusiva tra le mura medievali, ha offerto uno dei momenti più suggestivi di questa edizione della corsa dei Due Mari. Un arrivo scenografico, perfetto per un corridore abituato a trasformare le gare in spettacolo.
Classifica ancora aperta
Sul piano della classifica generale la situazione resta comunque fluida. La cronometro inaugurale aveva già disegnato una prima gerarchia e la tappa odierna non ha provocato distacchi profondi tra gli uomini di classifica.
Restano però segnali importanti: Del Toro conferma una condizione brillante e una maturità crescente nella gestione dei momenti chiave della corsa. Pellizzari, dal canto suo, continua a dimostrare di poter competere con i migliori anche su terreni selettivi.
La Tirreno-Adriatico è ancora lunga e le tappe decisive devono arrivare. Ma la seconda giornata ha già acceso la corsa, trasformando la Toscana in un teatro perfetto per il ciclismo moderno: veloce, spettacolare, imprevedibile.
A cura della redazione di Inbici News24
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