Thomas De Gendt, noto per la sua carriera nel ciclismo su strada, ha recentemente deciso di dedicarsi al mondo del gravel dopo aver appeso la bici da strada al chiodo alla fine della scorsa stagione. Durante lo scorso weekend, ha partecipato alle sue prime gare importanti a Girona, in Spagna, scoprendo un ambiente completamente nuovo e sfidante. Il passaggio al gravel rappresenta per lui un’occasione per tornare a imparare da zero, un’esperienza che mancava nel ciclismo su strada, dove aveva già affrontato più volte tutte le principali competizioni.
Nel suo articolo pubblicato su Cyclingnews, De Gendt sottolinea come il gravel offra un ambiente totalmente diverso. Non solo i volti dei corridori sono nuovi, ma anche la gestione della bicicletta richiede competenze inedite. “Devi prenderti cura della bici da solo, pensare alla pressione e alla scelta dei pneumatici. E quando ho avuto una foratura, non c’era una macchina dietro di me pronta a darmi una nuova ruota,” racconta. Questo aspetto tecnico aggiunge un ulteriore livello di complessità alle gare, rendendole ancora più impegnative.
Un altro aspetto che ha sorpreso De Gendt è stato l’alto livello competitivo nel gravel. “Durante la prima ora e mezza di gara sabato, ho spinto una media di 350-360 watt. Non si tratta solo di stare in gruppo, è un ritmo davvero intenso,” spiega. Ha anche osservato che molti dei concorrenti potrebbero competere nel WorldTour, evidenziando l’elevata qualità atletica di questo settore emergente.
Nonostante un 29° posto nella sua prima gara e una seconda giornata segnata da una foratura, De Gendt ha tratto importanti lezioni. “La lezione principale è: in gare con molte salite e discese, bisogna sempre restare davanti,” conclude. Questo nuovo capitolo nella carriera di De Gendt promette di essere ricco di sfide e scoperte.

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