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Marco Villa: Nuove Sfide nel Ciclismo Italiano Professionistico


Marco Villa è un ex ciclista professionista e attuale commissario tecnico della nazionale italiana di ciclismo su strada. Con una carriera ricca di successi e una profonda conoscenza del mondo del ciclismo, Villa ha sempre dimostrato una grande passione per lo sport. La sua nomina a commissario tecnico rappresenta una nuova era per il ciclismo italiano, con l’obiettivo di guidare la squadra verso importanti traguardi internazionali.

In questa intervista, Marco condivide le sue impressioni sulla nomina, i piani futuri per la programmazione della nazionale e la sua visione sulla multidisciplina nel ciclismo.

Marco, come ti senti riguardo alla tua nomina come commissario tecnico della nazionale professionisti?

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È un onore, soprattutto considerando la storicità di chi mi ha preceduto. Devo ammettere che è stata una nomina inaspettata, non me l’aspettavo. Sto iniziando a prendere le misure e a conoscere meglio le squadre.

Qual è il tuo piano per la programmazione futura?

Abbiamo già un’idea di programmazione, ma è fondamentale parlare prima con le squadre e poi con gli atleti. Dobbiamo capire chi è disposto a impegnarsi per i prossimi mondiali ed europei, che sono il nostro primo obiettivo.

Come ti approccerai alla gestione della nazionale su pista rispetto a quella dei professionisti?

Non si tratta di un lavoro completamente diverso. Quest’anno ci saranno atleti della pista che potrebbero non essere adatti a determinate competizioni. È importante conoscere un altro tipo di atleta con un modello prestazionale differente. Fortunatamente, abbiamo giovani che stanno facendo molto bene in questo inizio stagione, il che è un segnale positivo per me.

Hai sempre parlato della multidisciplina. Puoi spiegarci la tua visione?

Ho sempre creduto nella multidisciplina. La collaborazione con chi mi ha preceduto è stata fondamentale, e credo che ormai sia evidente che esistono ciclisti che eccellono sia su strada che in pista, così come nel ciclocross. Intendiamo continuare su questa strada.

Quali sono le tue aspettative per il futuro del ciclismo italiano?

Il ciclismo è un ciclo, e come tale, prevede un rinnovamento continuo. Puntiamo su giovani promesse, ma non dimentichiamo l’importanza dell’esperienza di chi ha fatto la storia del nostro ciclismo. Questi atleti saranno un punto di riferimento per noi.

Quest’anno è particolare, con il mondiale in Rwanda in sospeso. Come ti stai preparando?

Sì, è un anno particolare. Abbiamo un piano alternativo a Martigny, in Svizzera. Dobbiamo considerare due nazionali diverse per percorsi distinti. Non parleremo solo di sei o sette atleti per un evento, ma è possibile che formiamo due squadre separate: una per gli europei e una per i mondiali.

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