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Giro 2025, senza Pogacar chi sono i favoriti?


L’annuncio del forfait di Tadej Pogacar ha scosso l’ambiente del ciclismo e ha immediatamente cambiato le dinamiche del Giro d’Italia 2025. Dopo il dominio totale dello sloveno nell’edizione 2024, culminato con una vittoria netta, la sua assenza improvvisa spalanca ora le porte a una corsa più aperta e incerta. Il campione della UAE Team Emirates ha infatti deciso di puntare tutto sul Tour de France e sul Campionato del Mondo, facendo così cadere le speranze di un bis in Italia e lasciando un vuoto tecnico e simbolico nella griglia dei partenti.

Il forfait di Pogacar apre nuovi scenari anche per gli scommettitori e gli appassionati che ora possono concentrare lo sguardo verso altri nomi di spicco, capaci di contendersi la Maglia Rosa su un tracciato che, come ogni anno, promette spettacolo tra crono, tappe appenniniche e le grandi salite alpine. Di seguito, quindi, vedremo la top 3 dei favoriti assoluti per la vittoria del tour italiano basandoci sulle quote sul Giro d’Italia 2025 comparate da oddschecker.it. L’equilibrio che si preannuncia in assenza di un dominatore annunciato rende l’analisi delle quote ancora più interessante. Le scelte dei bookmaker, infatti, riflettono una corsa imprevedibile, dove tattica, tenuta fisica e colpi di scena potranno fare la differenza.

Primoz Roglic

Primož Roglic è, a detta di tutti, il principale beneficiario dell’assenza di Pogacar. Il trentacinquenne sloveno, già vincitore del Giro nel 2023, si ripresenta alla corsa rosa con la consapevolezza di essere, per la prima volta in anni, il punto di riferimento tecnico e psicologico della corsa.

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Le quote parlano chiaro: Roglic è in cima alla lista dei favoriti. La sua capacità di reggere sui terreni misti, la proverbiale esplosività nelle cronoscalate e una grande esperienza nelle gare a tappe lo rendono il candidato più affidabile per la Maglia Rosa. Dopo un inverno di duro lavoro in altura e una primavera brillante, il campione olimpico della cronometro a Tokyo 2020 ha tutte le carte in regola per bissare il successo del 2023.

Ma oltre alle gambe, sarà la gestione tattica a fare la differenza. Roglic ha imparato a sue spese quanto sia difficile vincere un grande giro se si sbaglia una singola tappa chiave. Il suo team gli garantisce solidità, ma il calendario fitto e la pressione mediatica potrebbero metterlo alla prova. L’attenzione è massima: se sarà lui a prendere il comando nelle prime tappe di montagna, il Giro potrebbe prendere una direzione molto chiara.

Juan Ayuso

A ventidue anni, per Juan Ayuso il Giro d’Italia 2025 rappresenta la prima grande occasione di guidare una squadra in un grande giro con ambizioni di classifica generale. Dopo il forfait di Pogacar, la UAE Team Emirates si affida a lui e ad Adam Yates, ma è chiaro che il futuro della formazione emiratina passa proprio dalle gambe di Ayuso.

Lo spagnolo ha impressionato tutti nella Tirreno-Adriatico, dove ha vinto in solitaria sulle salite più dure e ha mostrato una gestione tattica degna dei campioni più navigati. Nonostante la giovane età, Ayuso sembra avere già una visione matura della corsa, e soprattutto una resistenza notevole nelle tappe lunghe e difficili. Le sue quote si sono abbassate drasticamente dopo l’annuncio del forfait di Pogacar, e oggi è considerato il secondo favorito assoluto.

Il dubbio, semmai, riguarda la sua tenuta mentale sulle tre settimane, in un contesto che richiede continuità, adattamento al meteo e gestione delle energie. Ayuso dovrà dimostrare di essere pronto non solo a vincere tappe, ma a prendersi la corsa sulle spalle nei momenti cruciali. Se riuscirà a gestire la pressione, il Giro potrebbe essere il suo trampolino definitivo verso l’élite del ciclismo mondiale.

Adam Yates

Adam Yates non è mai stato considerato un favorito assoluto per la vittoria finale di un grande giro, ma in questa edizione del Giro d’Italia può davvero giocarsi le sue carte. Quest’anno è in alto nelle gerarchie, poiché il britannico è un corridore di enorme affidabilità, dotato di eccellenti doti di scalata e di una gestione saggia delle energie.

Nella UAE, con Pogacar fuori dai giochi, Yates può trovare finalmente spazio per esprimersi come leader. E’ un corridore meno esplosivo di Ayuso ma più regolare, ed è proprio questa costanza a renderlo pericoloso. Lo scorso anno ha mostrato di poter tenere testa ai migliori in più di un’occasione, e anche nel 2025 ha preparato con grande attenzione la stagione, partecipando a ritiri in altura e gare di preparazione mirate.

Se Ayuso dovesse accusare qualche momento di difficoltà, Yates sarebbe il candidato naturale per prendere le redini della squadra. E se le cose si mettessero davvero bene, potrebbe anche provare a fare corsa parallela, sfruttando una delle strategie classiche nei grandi giri: dividere le forze tra due leader e colpire quando gli avversari meno se lo aspettano. Le sue chance, a oggi, non sono trascurabili.

E gli italiani?

L’ultimo italiano ad aver vinto il Giro d’Italia è Vincenzo Nibali nel 2016. Da allora, però, nessun corridore azzurro è riuscito ad avvicinarsi al podio finale. L’edizione 2025 offre forse l’occasione per invertire la rotta, ma la concorrenza resta durissima.

Il nome più interessante è sicuramente quello di Antonio Tiberi, giovane della Bahrain Victorious che sta crescendo rapidamente come scalatore e cronoman. Le quote lo vedono tra i primi outsider, con una valutazione che riflette un potenziale ancora inespresso ma promettente. Tiberi ha dalla sua l’entusiasmo, la freschezza e una squadra che può lavorare per lui. Se riuscisse a restare vicino ai big nella prima settimana, potrebbe diventare la sorpresa azzurra del Giro.

Accanto a lui, occhio a Giulio Ciccone, che resta uno dei migliori scalatori italiani e potrebbe puntare a una top 10 o alla maglia azzurra della montagna. Lorenzo Fortunato, invece, ha già fatto vedere buone cose nelle corse a tappe e potrebbe giocarsi un posto di prestigio nella classifica generale, specie se la sua squadra riuscirà a sostenerlo nei momenti chiave.

A cura della redazione di Inbici News24
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