Come riportato da cyclingweekly.com:
Con ben 15 squadre del Tour de France alla ricerca di nuovi sponsor, la sostenibilità economica del ciclismo professionistico è sotto esame. Nonostante i numeri impressionanti che parlano di un budget collettivo superiore ai 600 milioni di euro per le 23 squadre partecipanti, la realtà è ben diversa e più complessa di quanto sembri.
Molti team, tra cui Arkéa-B&B Hotels, stanno affrontando una crisi di finanziamento, con il rischio concreto di chiudere i battenti a fine stagione. La fusione tra Intermarché-Wanty e Lotto preoccupa, poiché potrebbe lasciare circa 30 corridori e un gran numero di dipendenti senza lavoro. Alpecin-Deceuninck, la squadra di Mathieu Van der Poel, si trova in difficoltà nel trovare un sostituto per il suo sponsor uscente, Deceuninck, mentre Ineos Grenadiers continua a cercare fondi nonostante una nuova partnership con TotalEnergies.
Questa situazione ha sollevato interrogativi sulla sostenibilità economica del ciclismo. Perché così tante squadre sono in difficoltà? È il risultato di una diminuzione dell’appeal del ciclismo o dei budget sempre più elevati? La crescente pressione per trovare nuovi sponsor sta generando preoccupazioni tra i team manager, che temono che il ciclismo stia correndo verso una crisi finanziaria.
Nonostante le sfide, ci sono segnali positivi. Grandi aziende come Lidl, Decathlon e Red Bull hanno recentemente investito nel ciclismo, dimostrando che ci sono ancora opportunità di finanziamento. Il manager della squadra Decathlon AG2R La Mondiale ha dichiarato che ci sono stati numerosi marchi di alto livello interessati a entrare nel ciclismo, il che dimostra che il settore può attrarre investimenti significativi. “Siamo stati sorpresi dall’interesse di molte aziende di alto livello,” ha affermato, sottolineando come la crescente visibilità del Tour de France stia attirando l’attenzione di marchi globali.
La situazione è complicata, però. Luca Guercilena, manager della Lidl-Trek, ha osservato che, sebbene ci siano sponsor disposti a investire, molti di essi hanno già raggiunto il massimo del loro investimento. Questo porta a una competizione agguerrita per i nuovi finanziamenti, con conseguenti pressioni sui team per aumentare i loro budget. “Ci sono sponsor che hanno massimizzato il loro investimento, e questo è il motivo per cui 15 squadre cercano nuovi finanziamenti,” ha spiegato Guercilena.
Il manager della Cofidis, Cédric Vasseur, ha messo in guardia sul fatto che l’aumento dei budget sta creando una situazione insostenibile. “Il fatto che 15 squadre siano in cerca di sponsor indica che il nostro sport sta cercando di aumentare i propri budget,” ha dichiarato. “In un contesto economico difficile, non è realistico pensare che i budget possano raddoppiare in un anno.”
Questa corsa all’aumento dei budget sta portando le squadre a una situazione di precarietà. Se i budget delle squadre di punta, come UAE-Team Emirates, continuano a crescere, le altre squadre potrebbero trovarsi in difficoltà nel competere. Se il budget di UAE è di circa 55 milioni di euro, le altre squadre dovrebbero trovare collettivamente ulteriori 500 milioni di euro, una cifra irrealizzabile nel breve termine.
In questo contesto, il futuro del ciclismo professionistico dipende dalla capacità delle squadre di attrarre sponsor e dalla volontà degli organismi di regolamentazione di esplorare un possibile tetto ai budget. Senza un intervento, il rischio di una crisi finanziaria nel ciclismo potrebbe diventare una realtà concreta.
La questione di un tetto ai budget è attualmente in fase di discussione da parte della UCI, che sta cercando di riformare il modello economico del ciclismo. Tuttavia, la transizione non sarà facile, poiché le squadre di medio livello continuano a perdere sponsor per vari motivi, mentre le squadre di vertice necessitano di sempre maggiori investimenti per rimanere competitive.
Nonostante le incertezze, ci sono segnali che indicano un futuro potenzialmente migliore. Guercilena ha affermato che l’interesse crescente per il ciclismo come sport sostenibile e sano sta attirando nuovi sponsor. “I marchi vedono il ciclismo come un investimento di marketing con un chiaro ritorno,” ha concluso, lasciando aperta la possibilità che il ciclismo possa trovare un nuovo equilibrio economico.

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