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Davide Cassani (ITA) - foto Massimo Fulgenzi/SprintCyclingAgency©2022

Davide Cassani “Pogacar extraterrestre, ma gli avversari sono scarsi?”


In questa analisi dettagliata, ci immergiamo nelle acute osservazioni di Davide Cassani dal suo profilo Facebook, una figura iconica del ciclismo italiano. Ex ciclista professionista, Cassani è oggi ampiamente riconosciuto come un esperto commentatore televisivo e ex commissario tecnico della nazionale italiana di ciclismo. La sua profonda conoscenza del mondo delle due ruote e la sua capacità di leggere le dinamiche di gara lo rendono una voce autorevole. Qui, Cassani ci offre la sua prospettiva sulla recente Tre Valli Varesine e sul dominio incontrastato di Tadej Pogacar, mettendo in luce le performance dei corridori e riflettendo sullo stato attuale del ciclismo professionistico.

Alla Tre Valli Varesine di oggi ha preso il via anche Tadej Pogacar che ovviamente ha vinto, ma questa volta partendo a 20 km dall’arrivo. Dove? In discesa.

Ai meno 30 km, in fuga c’erano tre corridori: Simmons, Milesi e Bernal. Dal gruppo è partito il francese Lapeira, ma Del Toro ha reagito immediatamente e si è riportato sotto con Pogacar ed Eulalio. Il buco di 30 secondi è stato chiuso dall’ottimo Del Toro.

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A 20 km dall’arrivo, c’erano 7 uomini al comando. In un tratto in discesa, Pogacar ha guadagnato 10 metri, che sono diventati 15 e poi 20. Simmons ha provato a chiudere, ma non ci è riuscito e, ripeto, non in salita, ma in discesa.

Arrivati in un tratto in pianura, Simmons ha dato il cambio e nessuno è riuscito ad aiutarlo. Lo sloveno ha portato il vantaggio intorno al minuto, mentre dietro si è raggruppato una trentina di corridori che si sono giocati in volata il secondo posto.

Lo ha conquistato un giovane danese di 19 anni, si chiama Albert Philipsen e tutti ne parlano un gran bene.

Su Tadej non so cosa dire. Quando c’è Remco Evenepoel ed il percorso è impegnativo, sappiamo chi arriva primo e chi arriva secondo. Su altri percorsi, se non c’è Van Der Poel, nessuno lo può battere, anzi, neanche avvicinare.

Quest’anno ha perso l’Amstel Gold Race da Skjelmose perché aveva nelle gambe la Parigi-Roubaix persa da Van Der Poel.

Prendiamo la corsa di oggi: lui che gioca arrivando tutto solo e altri 30 che si equivalgono e lottano per il secondo posto.

Al Mondiale e all’Europeo c’è stato un solo corridore che ha cercato, non riuscendoci, a limitare i danni; tutti gli altri sono stati staccati inesorabilmente.

E se vado a vedere gli ordini di arrivo del Campionato Europeo e quello di oggi, vedo che due diciannovenni, che sarebbero al primo anno tra gli Under 23, arrivano terzo (Seixas domenica) e secondo (Philipsen oggi).

Ok, sono due promesse del ciclismo mondiale, ma hanno 19 anni e lo scorso anno correvano tra gli Juniores in corse di 130 km.

Pogacar è un extraterrestre e su questo non si discute. Evenepoel è un altro corridore fortissimo, ma non è che, soprattutto in queste ultime corse, il livello degli altri non sia altissimo? Di certo la differenza che fa Pogacar è abissale.

 

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