Dai duelli Coppi-Bartali fino al dominio moderno di Pogačar: numeri, anni e storie dei corridori che hanno vinto più volte la Classica d’autunno.
Il Giro di Lombardia è la “Classica delle foglie morte”: percorso duro, condizioni mutevoli e autentici duelli tra campioni. Qui trovi i top 10 plurivittoriosi — profili, annate e curiosità — raccontati con ritmo giornalistico.
Top 10 plurivittoriosi (sommario numerico)
- Fausto Coppi — 5 vittorie (1946, 1947, 1948, 1949, 1954)
- Alfredo Binda — 4 vittorie (1925, 1926, 1927, 1931)
- Tadej Pogačar — 4 vittorie (2021, 2022, 2023, 2024)
- Costante Girardengo — 3 vittorie (1919, 1921, 1922)
- Gaetano Belloni — 3 vittorie (1915, 1918, 1928)
- Gino Bartali — 3 vittorie (1936, 1939, 1940)
- Henri Pélissier — 3 vittorie (1911, 1913, 1920)
- Seán Kelly — 3 vittorie (1983, 1985, 1991)
- Damiano Cunego — 3 vittorie (2004, 2007, 2008)
- Gruppo di fuoriclasse a 2 vittorie — tra cui Eddy Merckx, Felice Gimondi, Roger De Vlaeminck, Francesco Moser, Bernard Hinault
Il record che parla italiano: Fausto Coppi
Cinque volte sul gradino più alto del Lombardia: è il primato che identifica il “Campionissimo”. Coppi dominò il dopoguerra con quattro successi consecutivi (1946-49) e un ritorno trionfale nel 1954. Le sue vittorie furono fatte di fuga autentica, controllo della gara e capacità di lettura delle salite: un mix che rende quei successi tra i più iconici nella storia della Classica.
Alfredo Binda: il gigante degli anni ’20
Binda fu il riferimento degli anni Venti: quattro successi (1925-26-27-31) per un corridore che sembrava fuori portata per gli avversari. Se Coppi è il simbolo del dopoguerra, Binda è l’archetipo del campione che domina in un’epoca pionieristica, fatta di strade difficili e di gare che richiedevano pura potenza e resistenza.
Tadej Pogačar: il principe moderno del Lombardia
Il ciclismo contemporaneo trova in Pogačar un interprete perfetto del Lombardia: quattro vittorie consecutive (2021-24), capacità di attaccare in salita e controllo nelle discese. La sua leadership in questa Classica lo mette nella ristretta cerchia dei che possono ambire a superare il record storico.
Stile: esplosivo in salita, calcolatore nelle fasi decisive.
I grandi del passato: Girardengo, Belloni, Bartali, Pélissier
- Costante Girardengo — simbolo dei primi anni del ciclismo, tre successi (1919, 1921, 1922) su strade spesso sterrate.
- Gaetano Belloni — tre vittorie (1915, 1918, 1928), parte della genesi della leggenda lombarda.
- Gino Bartali — tre trionfi (1936, 1939, 1940), carattere e forza nei momenti chiave.
- Henri Pélissier — il francese che si impose più volte in Italia (1911, 1913, 1920), dimostrando la vocazione internazionale della corsa.
Gli anni recenti e i fuoriclasse con due successi
Nel novero dei plurivittoriosi a due successi troviamo nomi che hanno fatto la storia: Eddy Merckx, Felice Gimondi, Roger De Vlaeminck, Francesco Moser e Bernard Hinault. Sono atleti che hanno trovato nel Lombardia la degna conclusione di stagioni straordinarie.
Nel XXI secolo, Damiano Cunego rimane l’ultimo italiano ad aver centrato tre vittorie (2004, 2007, 2008), confermando che la Classica continua a premiare talento e tempismo tattico.
Perché ripetersi al Lombardia è così difficile
Le ragioni sono tante: percorsi nervosi, condizioni meteorologiche autunnali, calendario affollato e l’evoluzione tecnica del ciclismo. Ripetersi significa saper adattare forma fisica, tattica di squadra e capacità individuale su salite e discese dove un errore paghi caro.
- Terreno: salite come Ghisallo e Civiglio
- Meteo: pioggia, vento e temperature basse
- Calendario: stagione che si chiude, atleti stanchi ma motivati
Statistiche e curiosità
• Record vittorie: Coppi (5).
• Vittorie consecutive rare: Coppi (4), Pogačar (4) — un parallelismo che accende il confronto tra epoche.
• Epoche diverse, stesse imprese: vincere più volte significa adattamento e classe, indipendentemente dalla generazione.
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A cura della redazione di Inbici News24
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