Nel ciclismo moderno alcune storie sembrano scritte per essere raccontate. L’UAE Team Emirates è una di queste: un sogno nato tra le dune del Golfo e le strade d’Italia, che in pochi anni è diventato un simbolo di vittorie, innovazione e passione globale.
Oggi, con Tadej Pogačar incoronato campione del mondo in Ruanda e dominatore del Giro di Lombardia 2025, la squadra guidata da Mauro Gianetti ha raggiunto la piena maturità. È il coronamento di un progetto che ha unito tradizione e visione, cuore e strategia.
Dalle radici italiane al sogno emiratino
Le radici dell’UAE Team Emirates affondano nella grande scuola del ciclismo italiano. Dalla gloriosa Lampre degli anni Novanta e Duemila, erede di una tradizione fatta di fatica e mestiere, nel 2017 è nata una squadra nuova, globale, ambiziosa: il Team Emirates.
L’obiettivo era chiaro fin dall’inizio: costruire una formazione che rappresentasse gli Emirati Arabi Uniti nel mondo, diventando un ponte tra culture e continenti. Alla guida, l’esperienza e la visione di Mauro Gianetti, ex corridore e oggi general manager, affiancato dal carismatico Joxean Matxin Fernández, direttore sportivo e talent scout infallibile.
Accanto a loro, un nome chiave: Andrea Agostini, Chief Operating Officer della squadra, il cuore organizzativo del team. È lui a orchestrare logistica, pianificazione, risorse e viaggi in ogni angolo del mondo. Un lavoro silenzioso ma fondamentale per garantire ai corridori la perfezione operativa che precede ogni vittoria.
“La perfezione logistica è il primo passo verso la vittoria” — è uno dei mantra del team emiratino, e i risultati lo confermano.
L’era di Pogačar: il prodigio che ha cambiato la storia
Il 2020 è stato l’anno della rivelazione. Un giovane sloveno di appena ventun anni, Tadej Pogačar, ribalta il Tour de France nell’ultima cronometro e conquista la maglia gialla. È l’inizio di una nuova epoca: quella di un talento capace di combinare istinto, coraggio e intelligenza tattica.
Negli anni successivi, Pogačar ha costruito un dominio raro nel ciclismo moderno: doppio vincitore del Tour, trionfatore alla Liegi-Bastogne-Liegi e al Giro di Lombardia, autentico fenomeno delle grandi classiche e dei grandi giri. Attorno a lui, il team è cresciuto fino a diventare una macchina quasi perfetta.
Ruanda 2025: il mondo ai suoi piedi
Settembre 2025, Kigali. Il primo Campionato del Mondo disputato in Africa entra nella storia. Pogačar parte a più di cento chilometri dal traguardo, affronta da solo le colline ruandesi e vince con margine netto. Una corsa epica, che lo consacra definitivamente come fuoriclasse assoluto.
Per l’UAE Team Emirates è una vittoria globale: la maglia iridata sulle spalle del suo capitano è il simbolo di un progetto sportivo e umano che unisce tecnica, visione e cultura internazionale.
Il Lombardia e la consacrazione
Un mese più tardi, l’11 ottobre 2025, arriva un’altra impresa: la quinta vittoria consecutiva di Pogačar al Giro di Lombardia. Sul Passo di Ganda scatta e non si volta più. Taglia il traguardo in solitudine, la maglia iridata che brilla sotto il sole lombardo. È storia pura: eguaglia Fausto Coppi nel record delle vittorie consecutive nella “classica delle foglie morte”.
Dietro di lui, la squadra applaude. È la vittoria di tutti: del lavoro di Gianetti, dell’organizzazione di Agostini, delle strategie di Matxin, della dedizione dei compagni.
Un’orchestra di campioni
Attorno al fuoriclasse sloveno ruota un gruppo di campioni che rappresentano il meglio del ciclismo moderno. João Almeida, regolarista e uomo da classifica; Juan Ayuso, talento giovane e già protagonista; Adam Yates, Rafał Majka, Tim Wellens, Marc Soler, Pavel Sivakov e il giovane Isaac Del Toro, rivelazione della stagione 2025.
Ognuno porta un contributo unico. Il risultato è una squadra armoniosa, capace di superare le novanta vittorie stagionali e di imporsi in ogni tipo di terreno, dalle classiche del Nord ai grandi giri.
Una visione oltre lo sport
L’UAE Team Emirates non è solo una squadra ciclistica: è un simbolo di innovazione, professionalità e unione tra culture. Gli Emirati Arabi Uniti hanno investito nel ciclismo come in un linguaggio universale, uno strumento di dialogo e progresso.
Come ama ripetere Gianetti: “Non corriamo solo per vincere, ma per ispirare.” Ed è proprio questo il segreto di una formazione che ha saputo trasformare un sogno emiratino in una leggenda sportiva.
Mentre il sole tramonta sulle dune di Abu Dhabi, i corridori si preparano a nuove sfide. La storia continua — e a scriverla, giorno dopo giorno, è un gruppo di uomini che hanno trasformato il ciclismo in un’arte.
A cura della redazione di Inbici News24
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