Da promessa del calcio a sovrano del cronometro: tre volte campione del mondo a cronometro, un titolo iridato su strada e una rivalità con Tadej Pogačar che segna l’epoca. Il secondo posto al Giro di Lombardia 2025 suggella un passaggio di testimone e l’inizio di nuove ambizioni.
Da pallone alla bici: l’origine del talento
Remco correva dietro a un pallone prima ancora di pensare alle due ruote. Cresciuto calcisticamente nell’Anderlecht e nel PSV Eindhoven, vestì persino la maglia delle giovanili della nazionale belga. Ma a sedici anni capì che quella strada non bastava a esprimere il suo talento: «Mi mancava la libertà», avrebbe raccontato. Salì su una bici e il resto fu un lampo. Nel 2018, da juniores, vinse tutto: campionati nazionali, europei e mondiali, sia su strada che a cronometro. Un’impresa senza precedenti per un ragazzo di appena diciotto anni. Il passaggio tra i professionisti con la Deceuninck–Quick-Step fu immediato e naturale.
Il carattere del cronometro
La cronometro è la fotografia perfetta di Evenepoel: solitaria, precisa, spietata. Lì non si nasconde nessuno, non contano le strategie o le squadre, ma soltanto il corpo e la mente. Remco ha fatto della perfezione tecnica un’arte. Dopo il primo titolo mondiale nel 2023, sono arrivati il bis nel 2024 e il tris nel 2025, in Rwanda. Tre maglie iridate consecutive, un dominio che lo inserisce tra i più grandi specialisti della storia. «Non corro contro gli altri,» ha detto dopo l’ultimo trionfo, «corro contro l’idea che ho di me stesso.»
La rinascita dopo la caduta
Il percorso, però, non è stato lineare. Il 15 agosto 2020, al Giro di Lombardia, una caduta spaventosa lo fece volare oltre un muretto in discesa. Fratture, paura, mesi di riabilitazione. In molti temettero che la sua carriera fosse finita. Ma Remco tornò più forte. Nel 2022 vinse la Vuelta a España, la Liège–Bastogne–Liège e il Campionato del Mondo su strada a Wollongong. Da quel momento, il Belgio tornò a sognare.
La rivalità che accende le corse: Remco contro Tadej
Ogni epoca del ciclismo ha avuto il suo duello, e quella attuale vive della rivalità tra Remco Evenepoel e Tadej Pogačar. Due visioni opposte, due interpretazioni del ciclismo moderno. Pogačar, lo sloveno che corre d’istinto, capace di attaccare ovunque. Evenepoel, il belga calcolatore, metodico, che misura ogni curva come fosse una formula matematica.
Il loro confronto nasce nel rispetto ma cresce nella competizione. Ai Giochi Olimpici di Parigi 2024, Evenepoel batte Pogačar nella cronometro e poi anche nella gara in linea, firmando una doppietta storica. L’anno seguente, ai Mondiali di Kigali, Remco lo supera ancora, dominando la cronometro. Poche settimane dopo, al Giro di Lombardia 2025, la scena si ripete. In salita, tra Civiglio e San Fermo, si marcano come due pugili. Alla fine vince Pogačar, ma Evenepoel chiude secondo, sorridendo: la rivalità non è una ferita, è il motore di una nuova epoca.
«Con Remco ogni corsa diventa storia,» ha detto Pogačar. «Ci spingiamo a vicenda verso limiti che non sapevamo di avere.»
Il futuro e la nuova maglia
Il Lombardia 2025 segna anche un addio: l’ultima corsa con la Soudal–Quick-Step, la squadra che lo ha accompagnato sin dall’esordio. Dal 2026 vestirà la maglia della Red Bull–Bora–Hansgrohe, con un obiettivo chiaro: conquistare il Tour de France, l’unico trofeo mancante nel suo palmarès.
A venticinque anni, Evenepoel ha già un curriculum da fuoriclasse:
- 3 Mondiali a cronometro (2023, 2024, 2025)
- 1 Mondiale su strada (2022)
- 1 Vuelta a España (2022)
- 2 Liège–Bastogne–Liège (2022, 2023)
- 2 ori olimpici (Parigi 2024)
Oltre i numeri: il senso della corsa
Si parla di watt, di rapporti, di aerodinamica. Ma il vero segreto di Evenepoel è la sua mente. La capacità di concentrarsi, di costruire la vittoria centimetro dopo centimetro, come un architetto che disegna la perfezione. «Il tempo,» dice spesso, «non è un nemico, è un alleato che va capito.»
E quando corre, solo, nella luce tagliente di una cronometro, il rumore del mondo si ferma. Resta il fruscio delle ruote sull’asfalto e quel respiro ritmico che sembra scandire la misura della grandezza.
A cura della redazione di Inbici News24
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